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Le nuove competenze delle Rp secondo Edelman

18/10/2012

A sessant'anni dalla nascita di una delle più importanti agenzie di Rp del mondo, _Richard Edelman,_ presidente e CEO, ripercorre la storia della società e lo utilizza come spunto per guardare al passato, ma anche al futuro, della professione.

di Richard Edelman
Sessanta anni fa nasceva una piccola società di Rp nel Merchandise Mart di Chicago. Fu avviata da un trentaduenne di nome Dan Edelman… con un libro paga di tre dipendenti ed un unico cliente – The Toni Corporation – i cui uffici si trovavano in fondo al corridoio.
A quel tempo, le Rp erano considerate come un “di più” ed utilizzate principalmente per la reputazione aziendale o per la pubblicità delle celebrità. Ma nel corso degli ultimi 60 anni le cose sono radicalmente cambiate, così come il mondo. La classica piramide di influenza con le elite al vertice e i pubblici di massa nella parte inferiore è stata soppiantata da una piramide rovesciata con consumatori appassionati, dipendenti con poteri e attivisti sociali. Sono loro i nuovi “opinon leader”.
La nostra professione è ora particolarmente adatta ad aiutare le imprese a impegnarsi in questo nuovo mondo. Abbiamo un’unica visione della realtà attraverso la lente degli stakeholder, valorizzando l’incremento della reputazione nel breve termine. Conosciamo bene il legame tra brand e reputazione aziendale.
Aiutiamo le aziende a decidere in materia di politica e ne spieghiamo i motivi. Attraverso un’idea rivoluzionaria, la diffondiamo mediante una narrazione transmediale. E poi creiamo contenuti accattivanti che stiano al centro.
Per il nostro settore, questo cambiamento dinamico presenta un nuovo ruolo e una nuova opportunità; la necessità per le Relazioni pubbliche di essere al vertice e di farlo all’interno del quadro dell’impegno pubblico. È questa la leadership che Dan ha sempre creduto che le Rp dovessero avere. È sempre stato convinto che le relazioni pubbliche fossero superiori alla pubblicità nella “gerarchia” della comunicazione.
Guardando al futuro, vedo cinque cambiamenti comportamentali che verranno richiesti al nostro settore.

Fornire ai clienti consigli su cosa fare e come comunicarlo in tutto il panorama mediatico (sociale, ibrido, di proprietà e tradizionale). Siamo convinti che le imprese debbano andare oltre lo standard minimo data dalla licenza di operare alla licenza di guidare… prendendo parte ai grandi temi del momento e dimostrando le proprie performance attraverso la trasparenza.
Puntare ad avere un’idea creativa dominante. La morsa della pubblicità sul marketing è ormai allentata.
Essere elastici con l’interpretazione dei dati e puntuali sul loro utilizzo. All’esterno dobbiamo offrire ai nostri clienti nuove intuizioni che portino grandi idee. Siamo in grado di generare discussioni e di imparare da comunità di interesse comune. Siamo in grado di trovare i nuovi “opinon leader”, i consumatori appassionati, gli attivisti sociali e il potere dei dipendenti nella piramide rovesciata di influenza. Siamo in grado di utilizzare le conoscenze di ricerca e analisi dei dati web e di adattare la fornitura dei contenuti in base all’ora del giorno.
Mostrare, non solo raccontare. In un mondo in cui l’attenzione è sempre più limitata, abbiamo bisogno di sfruttare la potenza di video e foto, perché sono più “maneggevoli”, legati all’emotività e condivisibili. Dobbiamo anche fornire immagini più profonde, più informative, come le infografiche, per esempio.
Trovare il giusto equilibrio tra globale e locale. Abbiamo bisogno di aiutare i clienti a definire la reputazione a livello mondiale, ma al tempo stesso ricordare che le Rp sono intrinsecamente locali. Inoltre, le agenzie devono trovare il giusto equilibrio tra l’essere una società con una forte eredità americana ed un’anima realmente globale.

Come lo vedeva 60 anni fa Dan dal suo ufficio… come si vede con chiarezza ancora maggiore oggi … le Rp, possono contribuire a muovere l’economia e far avanzare la società in un mondo complesso.
In poche parole, è il momento delle Rp!
Fonte: Edelman blog

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