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Le Rp secondo i Russi...

22/12/2009

Arriva dalla Russia un inno sulle Rp coniato dall'Associazione dei Relatori Pubblici (RASO). Un'iniziativa su cui Toni Muzi Falconi invita a riflettere a proposito delle differenze culturali nella professione ma anche in vista del 40° di Ferpi.

di Toni Muzi Falconi


Per celebrare i quindici anni di vita associativa la RASO (Associazione delle Relazioni Pubbliche della Russia) ha registrato un inno.


Una mia studentessa russa della New Yor University, Marianna Koshaleva, mi ha informato di questa insolita iniziativa e le ho chiesto di tradurmi il testo in inglese.


Ecco una mia versione italiana del testo:


Tutti sanno che una stella in cielo
non brilla senza un supporto esterno
e, fra di noi, ce lo ricordiamo sempre
naturalmente con l’azione, con l’azione.


Marchi, città, artisti
politici, eventi, eroi,
con correttezza, semplicità, alla luce e con purezza
costruiamo la storia del paese e del mondo.


Coro


La comunità dei pragmatici e degli scettici,
dei professionisti e degli studiosi
dei dotati e dei progressisti
insieme siamo un grande potere!


Ed è vero, amici, che facciamo anche i miracoli
Creiamo leggende,
le nostre storie diventano realtà
trasformiamo una mosca in un elefante,
un asino in un cammello
e scarichiamo il negativo nella polvere della strada.


E chi afferma forte e cinicamente
che il fine giustifica sempre il mezzo,
non è uno di noi.


Ci impegniamo per la decenza.
Ed ecco perché raggiungeremo la perfezione.


Fra i vantaggi di chi si occupa di relazioni internazionali è quello di poter vedere l’ottimo, ma anche il pessimo che i nostri colleghi sviluppano in altre parti del mondo.


Certo ho visto cose ben peggiori di questa, ma per una associazione come Ferpi che si appresta a celebrare i suoi 40 anni, credo (e spero!) che questa iniziativa dei nostri colleghi russi possa essere da noi vissuta come una bella iniezione di anticorpi per evitare cattivo gusto, retorica e demagogia ma, al contrario, sviluppare senso critico rispetto alla professione che esercitiamo, proprio al fine di rafforzarne la legittimazione sociale.

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