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Leggere un quotidiano, leggere la realtà: come vorresti l'informazione, come vorresti i giornali

06/06/2006

Questo il titolo di un recente convegno dedicato al futuro dell'informazione che Eleonora Monetti ci racconta e Fabio Ventoruzzo commenta.

La cronaca e alcune riflessioni sull'incontro/dibatto promosso da Università Bocconi e RCS MediaGroup sul futuro dei quotidiani.Nei giorni scorsi la sede della Bocconi ha ospitato un interessante dibattito sulle prospettive dell'informazione e dei giornali, soprattutto per conoscere e interpretare le aspettative dei giovani universitari. L'evento, interamente trasmesso in diretta streaming dal Corriere della Sera.it, è stato integrato anche attraverso un forum virtuale di discussione, in cui ancora oggi si possono leggere commenti e riflessioni. Qui trovate un ricca cronaca della giovane e brava Eleonora Monetti che ha partecipato al convegno.
Di seguito invece un paio di spunti emersi dal dibattito, utili per una analisi dello scenario con cui ci confrontiamo nella nostra attività quotidiana. 1. Dall'informazione alla formazioneIl quotidiano dovrebbe smettere i panni di semplice strumento per la diffusione di notizie. Come auspicato da fornitori' e consumatori' , dovrebbe ora aspirare ad una funzione educativa, diventando uno strumento per migliorare -direttamente- la capacità del lettore di ragionare (sempre meno oggetto passivo di comunicazione e sempre più soggetto attivo nel cambiamento) e - indirettamente - quella di scrivere.Da qui una nuova responsabilità per i comunicatori: con sempre maggior consapevolezza, devono ambire a contribuire alla costruzione della sfera pubblica tramite la diffusione di informazioni trasparenti e relative a comportamenti organizzativi effettivamente agiti (e non solo persuasivamente annunciati) ...prima ancora di operare semplicemente come incrollabili spammatori di comunicati stampa.Chi fa o fornisce informazioni, deve quindi offrire strumenti per governare la realtà che cambia. 2. Quotidiani cartacei e on-line: la necessità di integrazione verticale ed orizzontaleDato l'ormai consistente inquinamento comunicativo e la crescita esponenziale del giornalismo partecipativo -oltre che dei diversi strumenti di informazione alternativa (infotainment) - nasce la necessità di una duplice integrazione:

verticale: relativa alla non ridondanza del quotidiano rispetto alle altre fonti informative alternative. Il quotidiano non deve riportare notizie superficialmente già trattate da altri media, ma deve dare la possibilità all'utente di crearsi i propri approfondimenti (un primo passo una vera democrazia dell'informazione?) 
orizzontale: il contenuto del quotidiano on-line non deve mai essere il riversamento' del contenuto del cartaceo. I contenuti devono essere diversificati per offrire all'e-lettore la possibilità di esercitare l'opzione per una comunicazione bidirezionale alla ricerca di contenuti alternativi. 
In sintesi, come affermato da Riotta, "le rivoluzioni non avvengono mai quando cambia la tecnologia, ma quando cambiano i contenuti". Fabio Ventoruzzo

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