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Liberalizzazioni: Italia promossa con riserva

10/06/2015

Qual è lo stato delle liberalizzazioni in Italia? I cittadini sono veramente liberi di scegliere? Quale il livello di informazione ai consumatori? Se ne è parlato a Roma in un convegno sul tema, organizzato da Comin & Partners, Doxa e I-Com

Liberalizzazioni: Italia promossa con riserva e italiani parzialmente soddisfatti delle nuove opportunità offerte dal mercato. E’ questo il risultato che emerge dal rapporto sullo stato delle liberalizzazioni in Italia realizzato da I-Com, in collaborazione con Comin & Partners, e dal sondaggio, condotto da Doxa, sulla percezione che i cittadini hanno dei vantaggi offerti dall’apertura dei mercati. I documenti sono stati presentati oggi a Roma al convegno "Liberi di scegliere o disorientati? Cittadini e imprese al bivio delle liberalizzazioni".

I lavori sono stati introdotti da Gianluca Comin, Fondatore Comin & Partners, Stefano da Empoli, Presidente di I-Com e Vilma Scarpino, Amministratore delegato di Doxa.

Il rapporto e il sondaggio sono stati lo spunto per il dibattito a cui hanno preso parte Guido Bortoni, Presidente Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Andrea Camanzi, Presidente Autorità di regolazione dei trasporti, Giovanni Pitruzzella, Presidente Autorità garante della concorrenza e del mercato, Riccardo Cesari, Consigliere Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e Antonio Preto, Commissario Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nel corso del quale non sono mancate riflessioni sul recente disegno di legge sulla concorrenza approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 febbraio scorso e attualmente in discussione in Parlamento.

Proprio la legge sulla concorrenza ha costituito il punto di partenza della ricerca condotta da I-Com in collaborazione con Comin & Partners, che si è chiesta se il provvedimento sia adeguato alla sfida di rendere l’Italia più competitiva. Il report che ne è scaturito mostra che nei mercati a rete (Tlc, Energia e gas, Poste, Trasporti) e nei mercati finanziari (banche e assicurazioni) l'Italia ha un grado di apertura dei mercati alla concorrenza quasi sempre superiore alla media europea: ottavo posto tra i 28 paesi UE (nei settori a rete), con livelli particolarmente avanzati nelle telecomunicazioni e nell'energia.

Se invece si considerano solo i 5 grandi paesi europei (Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna e Italia), l'Italia registra un grado di liberalizzazione dei mercati mediamente più basso, con la Gran Bretagna che si attesta in cima alla classifica dei Paesi con i mercati più competitivi. Ma, se guardiamo ai trend dal 2005 ad oggi, tranne la Gran Bretagna, è l’Italia a migliorare di più (-31,2% del grado di restrittività complessivo dei mercati a rete) e sia nelle telecomunicazioni che nell’energia elettrica conquista il secondo posto assoluto, rispettivamente dopo Gran Bretagna e Spagna.

Il processo di liberalizzazione dei mercati ha subito una generale battuta d'arresto negli ultimi anni, coincidente con l'esplodere della crisi economica. Rimangono dunque margini di miglioramento in tutti i settori analizzati e, in particolare, in alcuni mercati dove l'Italia si colloca al di sotto del grado medio di apertura del mercato registrato in tutta la UE.

Le rilevazioni del sondaggio effettuato da Doxa su un campione di 1.000 soggetti, riguardano gli effetti che le liberalizzazioni hanno avuto sui prezzi e sulla libertà di scelta per i consumatori.  Sul primo punto, le Tlc, con il 62% dei consumatori, sono il settore più positivamente colpito dalla riduzione dei prezzi, seguito dalle assicurazioni (43%) e dai trasporti (41%). All’ultimo posto, con il 32%, troviamo le banche. In termini di libertà di scelta del fornitore, sono ancora le Tlc (76%) che agli occhi dei consumatori risultano il mercato più aperto, seguito da energia-gas (65%) e dalle assicurazioni (62%). All’ultimo posto il sistema bancario. Sul fronte della concentrazione del mercato le liberalizzazioni hanno portato a un maggior numero di aziende concorrenti nel settore Tlc (79%), seguito da energia-gas (73%), e assicurazioni (64%). Tra i mercati che hanno invece registrato un minor grado di apertura a nuovi player troviamo i trasporti (56%) e le banche (52%).

Per quanto riguarda il cambio di fornitore di energia e gas, negli ultimi due anni, solo il 10% dichiara di aver effettuato (almeno) un cambio. Dati ancor più significativi in termini di switching si registrano nella telefonia, dove il 16% dei consumatori afferma di aver cambiato operatore negli ultimi due anni. Per quanto riguarda il settore assicurativo, nello stesso periodo, solo l’8% sarebbe passato ad altro fornitore. Infine, il settore bancario registra il tasso di cambio più basso tra quelli indagati: il 3% degli intervistati dichiara di aver cambiato operatore negli ultimi due anni.

 

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