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Libertà d'accesso alle informazioni: Freedom of Information Act nel Regno Unito

03/01/2005

Finalmente è entrata in vigore la legge britannica sulla libertà di accesso alle informazioni conservate dalla pubblica amministrazione e dalle ong.

Il Regno Unito è sulla via della guarigione da una delle sue malattie più fastidiose: l'ossessione per la segretezza, come la chiamano gli analisti britannici. Con l'avvio del 2005 è entrato in vigore il Freedom of Information Act, legge che garantisce l'accessibilità, in molta parte dei casi gratuita, ai dati e alle informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni e di molte associazioni e organizzazioni non-governative.In base alla legge chiunque, a qualsiasi nazionalità appartenga, residente in qualsiasi parte del mondo, può richiedere informazioni agli oltre 100.000 uffici della pa del Regno Unito e a una lunga lista di ong e ricevere risposta entro 20 giorni lavorativi senza costi se non di copia e spedizione dei documenti. Solo nei casi in cui il reperimento del materiale richiesto costi ai publici uffici oltre 650 sterline (poco meno di 1000 euro) tale cifra sarà addebitata al richiedente.
L'entrata in vigore del Freedom of Information Act conclude un iter legislativo dalla lunghezza estenuante - il disegno di legge venne infatti presentato nel 1974 dall'allora governo laburista - e la legge è modellata sulla sua analoga neozelandese.Ci sono delle limitazioni al libero accesso alle informazioni, che lette sulla carta basterebbero a invalidare la portata epocale del provvedimento legislativo. Le limitazioni sono infatti giustificate per motivi di sicurezza nazionale, o riguardano informazioni soggette a privilegi parlamentari o legali e sebbene la motivazione più ricorrente per esse è un non meglio precisato public-interest, Richard Thomas, il commissario indipendente nominato dalla legge a presiedere i casi controversi assicura che nel dubbio sbaglierà a vantaggio del diritto del pubblico di essere informato.I gruppi per la difesa dei diritti civili restano allerta per monitorare il comportamento del commissario e verificare che le garanzie che oggi dispensa corrispondano al vero anche in futuro. Nonostante i timori di alcuni ci troviamo sicuramente di fronte a un momento storico per il Regno Unito che con il Freedom of Information Act recupera la distanza che lo separava dagli oltre 50 stati nel mondo già dotati di legislazioni in materia. La portata planetaria della legge britannica, il suo non essere vincolata alla nazionalità nè alla residenza del richiedente, è caratteristica preziosa e unica, e non sarebbe facilmente realizzabile senza lo strumento di comunicazione del presente, indifferente ai vecchi confini nazionali, Internet.
Gabriele De Palma - Totem

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