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L'infrastruttura di relazioni pubbliche di un territorio in base al nuovo modello globale di relazio

23/11/2006

Un aggiornamento da parte di Toni Muzi Falconi.

Con sempre minore approssimazione proseguono con lena gli studi internazionali per la condivisione di indicatori atti a definire l'infrastruttura di relazioni pubbliche di un territorio che si dimostri capace di consentire alle organizzazioni che operano in una pluralità di Paesi di disporre di una istantanea comparata che faciliti il compito dei nostri colleghi che si trovino a coordinare interventi relazionali e comunicativi efficaci e coerenti in territori, regioni e continenti diversi. Per i curiosi, una rilevante e visibile traccia di questo lavoro può essere consultata sul sito della Global Alliance (www.globalpr.org) dove si trovano sotto la voce 'landscapes' i ritratti di ben sedici Paesi. Si potrà osservare come si sia nel tempo raffinata e articolata la metodologia di predisposizione dei ritratti confrontando uno dei primi (quello riferito all'Italia e che risale ai primi mesi del 2003) e gli ultimi tre appena pubblicati qualche settimana fa (riferiti al Regno Unito, agli Stati Uniti e al Venezuela). In estrema sintesi, l'infrastruttura di relazioni pubbliche di un Paese (le cosiddette applicazioni specifiche che devono sempre accompagnarsi ai principi cosiddetti generici, vedi poi) è rappresentata da 6 ben rilevabili sistemi specifici:

sistema legale e istituzionale
sistema politico
sistema economico
sistema di società civile (attivismo)
sistema socio-culturale
sistema dei media.
Per ciascuno di questi sistemi, l'analisi rivela quelle caratteristiche peculiari che fanno di quel territorio un territorio 'diverso' da altri. Ecco qualche esempio:
1 - se il sistema legale e istituzionale si basa su una costituzione scritta; su un sistema legale di common law o di diritto romano; su una repubblica o monarchia; su una democrazia o una dittatura&
2 - se il sistema politico si fonda sul bi o pluri polarismo; sul bi o pluri partitismo; su un meccanismo elettorale proporzionale o maggioritario; su un centralismo o un federalismo e così' via..
3 - se il sistema economico predilige una politica economica guidata o la concorrenza sul mercato; se le politiche sociali sono inclusive o esclusive e così via
4 - se il sindacato dei lavoratori svolge un ruolo di co-determinazione delle politiche economiche oppure se partecipa ai consigli di amministrazione delle imprese, se i movimenti consumeristi o ambientalisti esercitano un peso forte sulle decisioni pubbliche o meno; se la cittadinanza attiva e la partecipazione della società civile alla sfera pubblica è intensa o meno e così via..
5 - se e come un territorio si rapporta rispetto ai cinque indicatori di Hoffstedte riferiti al clima socio-culturale di una popolazione:

mobilità sociale;
mascolinità/femminilità;
individualismo/collettivismo;
tolleranza dell'ambiguità e dell'incertezza e
visione a breve o a lungo termine.
6 - se e come si articola il sistema dei media attraverso i tre classici indicatori del loro:

controllo: proprietà pubblico/privata e influenza sui contenuti;
estensione della relazione con il pubblico:diffusione sul territorio, indice di penetrazione e influenza effettiva;
accesso (pratiche di accesso aperte, controllate, pagate&influenza della pubblicità sui contentui). 
Non è difficile intuire come ciascuna di queste variabili sia diversa paese per paese, regione per regione e continente per continente; e come questa variabilità incida significativamente sulle modalità con le quali una organizzazione debba, voglia o possa auto rappresentarsi con efficacia su quel territorio. Ma per assicurare una piena coerenza globale al comportamento comunicativo di una organizzazione e tenere conto della simultaneità con cui viaggia la comunicazione, il nuovo modello di relazioni pubbliche, in procinto di essere dettagliatamente definito, non può prescindere dai cosiddetti principi generali: 1. relazioni pubbliche efficaci:

sono a due vie e tendenzialmente simmetriche;
riconoscono e valorizzano il principio della diversità basato su una piattaforma di dialogo e di comunicazione-con;
si basano su un solido corpo di conoscenze;
si fondano su comportamenti comunicativi responsabili.
2. Le relazioni pubbliche sono una funzione manageriale che assiste una organizzazione nello sviluppo dei sistemi di relazione con i suoi pubblici influenti, per migliorare la qualità delle decisioni e per accelerare la loro attuazione e il loro valore è determinato dalla qualità dinamica di quelle relazioni.
3. Le relazioni pubbliche sviluppano un ruolo tecnico, manageriale e strategico tramite una funzione professionale che consapevolmente pianifica, amministra, attua e valuta programmi di comunicazione.
4. Le relazioni pubbliche contribuiscono al successo di una organizzazione anche abilitando ogni altra funzione manageriale nello sviluppo - nel contesto di co-determinati criteri di coerenza - di sistemi di relazione e di comunicazione con i rispettivi pubblici influenti.
5. La funzione specifica di relazioni pubbliche è direttamente abilitata dalla leadership dell'organizzazione, non è subordinata ad altre funzioni manageriali e interagisce con queste su base paritaria.
(toni muzi falconi) 

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