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Lobby e public affairs. Al via il ciclo di 'incontri con Lo Struzzo'

09/04/2008

Nei giorni scorsi La Repubblica aveva dato notizia di un incontro tra alcuni dei più importanti lobbisti della Capitale (e non solo) tra cui Fabio Bistoncini, promotore dell'incontro e Mario Rodriguez. Ecco la cronaca tratta dal sito di FBcomunicazione.

Giovedì sera (3 aprile) a Roma si è tenuto il primo degli Aperitivi con lo Struzzo, un ciclo di incontri fuori orario per discutere di attualità politica. Visto l'appuntamento elettorale imminente si è parlato di intenzioni di voto, comunicazione e dinamiche elettorali. Lo abbiamo fatto chiamando in causa esperti, professionisti, professori universitari.Un'idea convincente e un tema invitante hanno stimolato il dibattito e promosso il confronto - libero, trasparente, senza rete - con alcuni amici, clienti e contatti della nostra rete di relazioni.Una serata diversa, avvincente, apprezzata da tutti i partecipanti che ringraziamo per essere intervenuti e per aver condiviso, insieme a noi, questo momento di riflessione. Un appuntamento gioviale per approfondire alcune tematiche "calde" in vista del voto della prossima settimana.Un voto che come ci hanno brillantemente confermato i nostri speakers potrà avere delle ripercussioni sul sistema politico molto rilevanti. Il prof. D'Alimonte in particolare ci ha illustrato una patologia decennale del nostro regime: la polarizzazione frantumata. Cioè, un estremo bipolarismo con un livello di frammentazione molto elevata. Queste consultazioni potrebbero invece portare ad una svolta in senso europeo e far traghettare il nostro sistema verso modelli più normali con un livello fisiologico di frammentazione e un'articolazione del conflitto politico polarizzato su due grandi partiti. Due partiti che da soli dovrebbero raggiungere circa il 75% dei voti. Questo significa una maggiore efficacia del sistema decisionale pubblico e, per quanto riguarda il rapporto tra il decisore e i gruppi di interessi, modalità di interazione più chiare e meno ambigue. Il dott. Noto ha disegnato le curve dei consensi nelle intenzioni di voto degli italiani e chiarito, ancora una volta, il foto finish che caratterizzerà l'esito elettorale al Senato per diverse regioni del Paese. Lotteria, quella del Senato, che il Prof. D'Alimonte ha spiegato diffusamente con i precedenti elettorali e con delle simulazioni statistiche che manifestano l'anomalia nella ripartizione dei seggi per Palazzo Madama.Infine, il Prof. Rodriguez ha presentato gli asset della campagna elettorale dei due candidati premier Veltroni e Berlusconi, l'immarcescente centralità della TV e la focalizzazione mediatica sui leader nazionali. Una serata piacevole, quindi, piena di spunti interessanti. Peccato però che ancora una volta si sia persa l'ennesima occasione per riportarne sui media (la Repubblica del 4 aprile 2008 "E i lobbisti fanno i conti 'Con due partiti più affari'" - file pdf, 90 Kb) il senso e il suo valore. Si è voluto spettacolarizzare un "evento" per darne, trasfigurando la realtà, una rappresentazione caricaturale. Se ne è parlato abusivamente, in maniera vecchia, superata. Con la solita solfa trita e ritrita: il lobbying come complotto, affarismo, attività sottobanco, illecito sordido e pregno di colpevole clandestinità. Una loggia di potentati intermediari che carbonariamente "fa soldi" con la politica. Come giovedì sera, per scambiarsi opinioni e organizzarsi per ordire le trame post-voto. No, non è così! Il lobbying non è questo. FB Comunicazione non ha nel suo DNA tali tratti somatici. Giovedì sera non c'è stato questo. Giovedì c'è stato soltanto un naturale incontro di analisi e discussione tra liberi cittadini, professori, uomini d'azienda, appassionati, comunicatori, dipendenti pubblici ecc.. Persone normalissime, che liberamente si confrontano su temi d'attualità, su cui ampiamente si dibatte nella "società civile". Nei giornali. A casa.Sappiamo che l'accreditamento istituzionale dell'attività di lobbying è da sempre uno degli ostacoli più duri al riconoscimento di una professionalità autonoma, indipendente e deontologicamente irreprensibile. Una legge forse aiuterebbe la costruzione di un processo di legittimità ancora bloccato, un provvedimento che da tempo chiediamo al nostro Legislatore.Ma diciamo qualcosa di più. Di più ambizioso e forse presuntuoso. Riteniamo che il lobbying rappresenti un arricchimento della dialettica sociale e politica ed è una risorsa fondamentale del tessuto connettivo istituzionale. Perché è anche grazie ad una corretta e limpida valutazione degli interessi in campo e delle conseguenze delle scelte legislative che, garantendo trasparenza e pari dignità di accesso alle sfere istituzionali, il nostro paese potrà superare la sfida del rapporto malato tra decisione pubblica e interessi particolari.Noi lobbisti non pretendiamo di essere amati, ma almeno riconosciuti come parte integrante del processo decisionale democratico. Al pari degli altri.Un sentito ringraziamento ai tre relatori che, con il loro acume e le loro competenze, hanno permesso una gran bella serata.Un saluto e un caloroso arrivederci alla prossima (lunedì 14 aprile 2008), anche ai molti che, per impegni o imprevisti vari, non sono potuti essere della partita. Lo struzzo curioso

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