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Lobbying: necessaria regolamentazione in tutta Europa

17/04/2015

Se l’Italia si colloca fra i cinque Paesi, insieme a Spagna, Portogallo, Ungheria e Cipro, meno efficienti in termini di lobbying, è comunque tutta Europa a necessitare una regolamentazione_ A rivelarlo il rapporto Lobbying in Europe: Hidden Influence, Privileged Access, presentato nei giorni scorsi a Berlino dalla ONG, Transparency International.






La “questione lobbying” è ormai un tema di interesse internazionale. Non solo l’Italia ma l’Europa necessita di regolamentazione. A lanciare l’allarme la ONG, Transparency International, nel rapporto dal titolo Lobbying in Europe: Hidden Influence, Privileged Access,presentato nei giorni scorsi a Berlino. Il report prende in esame 19 paesi e rivela come solo 7 di questi possiedano una qualche forma di regolamentazione legislativa per limitare l’influenza degli interessi commerciali nella vita quotidiana degli europei.

I rapporti tra istituzioni e lobby in Europa rappresentano una zona grigia, spesso una vera e propria terra di nessuno. Secondo Transparency International

In molti casi c‘è poca trasparenza, in alcuni casi sono scarse le norme di contrasto al conflitto d’interessi. “Negli ultimi cinque anni, i leader europei hanno preso difficili decisioni economiche che hanno avuto ripercussioni importanti sulla vita dei cittadini”, sostiene Elena Panfilova, vicepresidente di Transparency International. “Questi cittadini devono avere la certezza che chi prendeva le decisioni lo faceva nel solo interesse pubblico e non a favore di pochi, selezionati giocatori”.

Il rapporto esamina le pratiche di lobbismo e le tutele che ne garantiscono l’eticità e la trasparenza in Europa e nelle tre principali istituzioni dell’Unione europea: la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo.

Come riporta Euronews, “a livello istituzionale la Commissione Europea ha ottenuto, con il 55%, il punteggio maggiore (su una scala che arriva a cento). Il Parlamento Europeo il 37% e il Consiglio solo il 19%. Tra i 19 paesi europei esaminati, la Slovenia siede sul podio con un punteggio di 55% per quanto riguarda il sistema normativo, il migliore della lista. Cipro e Ungheria si collocano al gradino più basso con il 14%. I Paesi in crisi dell’euro-zona come Italia (20%), Portogallo (23%) e Spagna (21%) sono tra i cinque, con Ungheria e Cipro, meno efficienti. Le pratiche di lobbismo e le relazioni tra settore pubblico e finanziario sono ritenute rischiose in questi paesi.

L’ombra della finanza si allunga sempre di più sul mondo politico-istituzionale. Secondo Transparency International, porte girevoli legano il settore pubblico a quello privato senza che nessuno le controlli. La pressione delle lobby bancarie è fortissima in alcuni Paesi e ostacola un processo di regolamentazione e trasparenza.

La lacuna più grande che resta da colmare è quella di un registro o lista delle lobby del mondo economico che sono attive a livello europeo”.

Clicca qui per scaricare il rapporto.

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