Diana Daneluz
Promosso dall’Osservatorio TuttiMedia in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.
Fake news, manipolazione algoritmica, propaganda digitale, attacchi informatici e disinformazione sistemica: la guerra contemporanea si combatte sempre più sul terreno cognitivo. Una sfida che coinvolge direttamente democrazie, istituzioni, media e cittadini, mettendo in discussione il rapporto stesso con la realtà e con l’informazione.
“In un tempo in cui la disinformazione e le guerre cognitive rappresentano una sfida concreta per le nostre democrazie, il ruolo dell’informazione libera, autorevole e responsabile diventa più che mai centrale. Questo incontro è un’occasione di confronto tra istituzioni, media, imprese e società civile per rafforzare la consapevolezza europea e la capacità di difendere i valori democratici attraverso una comunicazione corretta e trasparente”. Così Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, presenta l’incontro “Europa alla sfida della guerra ibrida e cognitiva: responsabilità dell’informazione”, promosso dall’Osservatorio TuttiMedia in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, che si terrà il 27 maggio alle ore 15.00 presso la sede del Parlamento europeo a Roma (Sala Europa – Piazza Venezia 11).
Ad aprire i lavori saranno lo stesso Carlo Corazza (Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo a Roma), Cristina Monti (Commissione europea) e Maria Pia Rossignaud (Osservatorio TuttiMedia). Modera Leonardo Panetta (Mediaset).
Il tema delle guerre ibride e cognitive - e della loro capacità di alterare consenso, fiducia pubblica e qualità democratica - richiede infatti una risposta collettiva e multidisciplinare. Per questo l’incontro mette a confronto punti di vista differenti ma complementari. Interverranno, tra gli altri: Laura Aria (Agcom), Alberto Barachini (Sottosegretario Editoria), Carlo Bartoli (Ordine dei Giornalisti), Jasmin Battista (Commissione europea), Diego Ciulli (Google), Barbara Floridia (Presidente Vigilanza Rai), Antonio Marano (CRTV), Andrea Riffeser Monti (FIEG), Gina Nieri (Consigliere di Amministrazione MFE), Sergio Piazzi (PAM), Pina Picierno e Antonella Sberna (Vicepresidenti del Parlamento europeo), Vittorio Calaprice (Commissione europea), Brando Benifei (deputato del Parlamento europeo), Salvatore De Meo (deputato del Parlamento europeo), Giulio Centemero (deputato), Enrico Bellini (esperto digitale), Gaetano Pedullà (deputato del Parlamento europeo), Carlo Chianura (LUMSA), Mihaela Gavrila, Christian Ruggiero e Giampiero Gramaglia (Sapienza), Rita Lofano (Agi), Andrea Malaguti (La Stampa), Roberto Napoletano (Il Messaggero), Roberto Natale (Rai), Giorgio Rutelli (Adnkronos), Franco Siddi (TuttiMedia) e Federica Urzo (Scuola di Giornalismo LUISS).
“Parlare oggi di guerre ibride e cognitive significa affrontare una delle questioni più urgenti per il futuro delle democrazie europee" sottolinea Maria Pia Rossignaud, Vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia.
Per Antonio Marano (Presidente CRTV): ”Gli editori radiotelevisivi - fornitori di un servizio universale, accessibile, plurale - sono garanti della sicurezza democratica. La disinformazione è diventata uno strumento geopolitico, la polarizzazione permanente un modello economico, i dati e l’attenzione delle persone un asset strategico. Confindustria Radio TV si batte per la tutela dell’informazione professionale e dell’editoria - radio, tv, stampa – in quanto presidio democratico irrinunciabile. E chiede che il valore generato delle big tech, opache e dominanti, rimanga nel sistema Paese. È necessario, infatti, sostenere e alimentare lo sviluppo di un ecosistema libero, pluralista e competitivo. La posta in gioco è altissima: sicurezza, sovranità culturale e identità europea”.
Laura Aria (Commissario Agcom) invita ad "un approfondimento sul ruolo delle autorità di garanzia nel contrasto alla disinformazione e nella tutela del pluralismo nell’ecosistema digitale". Le conclusioni sono affidate a Derrick de Kerckhove, che da anni analizza l’impatto delle tecnologie digitali sulla società e sui sistemi cognitivi: “Il punto di svolta delle guerre ibride è cognitivo: le fake news non cercano più solo di ingannare, ma di rompere l’orientamento - precisa il sociologo, da poco anche cittadino italiano. “Quando una società non sa più a cosa credere, diventa governabile attraverso shock, paura e appartenenza. In questo senso, la guerra si è spostata. Ormai riguarda il modo in cui percepiamo il reale”.
Per iscriversi all’evento: https://www.eventbrite.it/e/europa-alla-sfida-della-guerra-ibrida-e-cognitiva-tickets-1989292585674?aff=oddtdtcreator