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Quattro anni di InspiringPR: ogni edizione è la migliore. E non è un paradosso

21/05/2026

Ada Sinigalia, delegata FERPI Triveneto

Da Venezia, il Festival delle Relazioni Pubbliche promosso da FERPI e organizzato dalla delegazione Triveneto è diventato un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della comunicazione. Un bilancio dal 2023 al 2026.

 

«È stata la migliore edizione di sempre». È la frase che, anno dopo anno, torna a circolare mentre i partecipanti escono da InspiringPR. L'ho sentita nel 2023, nel 2024, nel 2025. E l'ho sentita anche lo scorso 16 maggio, alla chiusura della dodicesima edizione del Festival delle Relazioni Pubbliche promosso da FERPI e organizzato dalla delegazione Triveneto.

 

All'inizio mi sembrava un’emozione del momento. Oggi, dopo aver seguito quattro edizioni dall'interno come delegata, credo invece che sia il miglior riscontro che un evento possa ricevere: significa che il Festival riesce davvero a crescere ogni anno, sia nei temi che nella qualità degli speaker. È il segno che il metodo funziona, che il Comitato scientifico interpreta bene il tempo che attraversiamo, e che la comunità dei relatori pubblici e dei comunicatori trova qui uno spazio di interesse e di ispirazione.

 

Vale la pena ripercorrere questi quattro anni, perché ognuno racconta un pezzo della trasformazione del nostro mestiere e perché, messi in fila, disegnano una traiettoria coerente.

 

Dall'emozione alle verità resistenti

La nona edizione, nel 2023, aveva messo a fuoco un'intuizione semplice e potente: comunicazione ed emozione sono un binomio vincente. Il tema «emozione», declinato attraverso gli speaker eterogenei per provenienza e ruolo, ha coinvolto il pubblico: riconoscere le emozioni vuol dire imparare a mettersi in discussione, a essere più empatici, a costruire relazioni più sane.

 

L'anno successivo, il decennale ha rilanciato con una scommessa di format: non più una sola parola guida, ma dieci, una per ciascun anno del Festival, una per ogni speaker. Responsabilità, accoglienza, intelligenze, attenzione, curiosità, fantasia, speranza, generosità, prospettiva, autenticità. Sul palco si sono alternati profili diversissimi che hanno interpretato temi importanti non solo per i comunicatori, ma per tutti noi. Una lezione di pluralismo, prima ancora che di comunicazione.

 

Nel 2025 il Festival si è evoluto sul piano internazionale. Due giornate alle Procuratie di Piazza San Marco, nella Casa di The Human Safety Net, la fondazione di Generali. Il titolo, «Good times, bad times. È tempo di essere etici», ha fatto da cornice a un momento che resterà: la nascita di The Venice Pledge, il documento promosso dal board europeo della Global Alliance for Public Relations & Communication Management con la collaborazione di FERPI, che definisce principi e indicazioni per un'intelligenza artificiale etica e responsabile nella comunicazione. È stato il segnale che il Festival ha saputo passare dalla riflessione alla costruzione.

 

La dodicesima edizione, lo scorso 16 maggio, è tornata «a casa», alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, e ha confermato l'impianto sperimentato l'anno precedente: mattina dedicata agli speaker, con modalità diverse di intervento e non soltanto keynote, e gruppi interattivi nel pomeriggio per confrontarsi, lavorare insieme e sviluppare idee e pratiche sulle «verità resistenti» con un processo e relativo verdetto. Un’edizione che ha saputo coinvolgere ed emozionare lasciando ai partecipanti meno certezze e più domande giuste. Per chi fa comunicazione, è il miglior risultato possibile.

 

Perché ogni edizione è davvero la migliore

Il merito di un successo che dura da 12 anni è di una comunità che funziona: a partire dalla delegazione Triveneto, alla presidenza e CDN di FERPI, alle ragazze e ai ragazzi di UniFERPI che negli anni hanno collaborato, a tutti i soci provenienti da più parti d’Italia, ai partner che credono nel progetto, fino agli speaker che accettano di mettersi in gioco con interventi originali e puntuali. L'appuntamento è già al prossimo 15 maggio con un nuovo Festival. Pronti, ancora una volta, a dire – spero – che è stata la migliore edizione di sempre.

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