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L'ufficio stampa tra informazione e comunicazione: quale approccio?

31/01/2006

La cronaca del seminario organizzato da Ferpi Triveneto.

La nevicata di giovedì 26 gennaio u.s. che ha bloccato il Nord Italia poteva avere conseguenze nefaste sull'incontro organizzato da FERPI Triveneto, GUS Veneto e ASSOSTAMPA Treviso, ma così non è stato.Nell'Auditorium del Centro Direzionale di VENETO BANCA a Montebelluna (TV) eravamo in cinquanta, tutti lì, sfidando neve e pioggia, e con noi erano anche due dei tre relatori previsti per la giornata (assente giustificatissimo Giampaolo Gironda, che ha provato in tutti i modi a raggiungerci nonostante le condizioni di Milano).La mattinata è stata condotta da Sergio Zanellato, giornalista de Il Gazzettino di Treviso e presidente di ASSOSTAMPA Treviso e ha visto i saluti di Guido Lorenzon, Delegato GUS Veneto, oltre ai miei come Delegato Triveneto di FERPI.Il primo intervento, di Giampietro Vecchiato, consigliere nazionale FERPI, ha toccato il tema dell'etica dell'informazione e della comunicazione partendo dalla relazione tra giornalisti e comunicatori. Oltre ad essere professioni quasi parenti (la prima agenzia di r.p. al mondo era formata da ex giornalisti) e di lavorare entrambi nella sfera pubblica e per la sfera pubblica, hanno in comune anche il fatto di vivere della fiducia dei propri pubblici (il lettore per il giornalista, il giornalista per il relatore pubblico).Due sono allora le domande che si pongono: i comunicatori sono tutti manipolatori? I giornalisti sono tutti coscienziosi, onesti e leali? La relazione tra le due professioni è intensa, difficile, interdipendente e alcune volte antagonista, ma può essere gestita e governata con la trasparenza e con un impegno da entrambe le parti a legittimare le reciproche professioni. In queste due parole, trasparenza e legittimazione può essere contenuta l'etica delle due professioni, che quindi non è solo etica della professione ma etica della persona.L'intervento di Luca De Biase, responsabile del supplemento NOVA 24 del Sole 24Ore, ha preso spunto dal precedente e ha definito la relazione tra informatori e comunicatori come una competizione intellettuale che si deve basare su regole condivise e che ha come obiettivo un BENE SUPERIORE.I giornalisti hanno come riferimento il pubblico, oggi molto cambiato; non più un target da colpire, quanto piuttosto un PUBBLICO ATTIVO in grado di agire concretamente sia per verificare le notizie che per costruirle (blog);  internet e la rete sono stati fondamentali per questo cambio di atteggiamento del pubblico, che in molti casi diventa FONTE di notizia se non addirittura divulgatore della stessa.Se queste sono le condizioni nelle quali ci si muove oggi, si capisce facilmente come il fatto di essere "etici", trasparenti sia non solo moralmente corretto, ma anche "conveniente" dal punto di vista lavorativo. La capacità del pubblico di rivoltarsi contro l'operato di un giornalista non è cosa da poco.De Biase ha quindi tracciato le tre linee guida sulle quali si dovrà definire l'identità del giornalista nei prossimi anni e sulla base di queste dovrà modificarsi anche il comportamento dei comunicatori nei loro confronti.Secondo De Biase: trasparenza (una notizia ripetuta tante volte non è necessariamente vera) e rispetto del patto editoriale con il pubblico (non è fondamentale chi lo dice), capacità di fare ricerca (giornalisti come artigiani della ricerca) e reputazione (intesa come competenza, credibilità, tradizione) sono i tre elementi fondamentali del giornalismo del futuro, che dovrà fare i conti con la moltiplicazione delle fonti, dei detentori di notizie e dei moltiplicatori delle stesse.Il rapporto tra giornalista e comunicatore dovrà quindi essere improntato sulle stesse basi e soltanto una relazione autentica, corretta, trasparente potrà garantire il successo di un'attività di ufficio stampa nel prossimo futuro.La giornata si è poi conclusa con un'ora di confronto tra la platea e Luca De Biase che ha risposto con puntualità e grande disponibilità sia a domande di ampio respiro così come a richieste di consigli sull'attività quotidiana.Noi relatori pubblici presenti in sala abbiamo avuto da questo incontro la conferma della validità di due principi che dovrebbero guidare la nostra attività: la questione etica (come persone, come professionisti delle r.p., come dipendenti, come fornitori) e il valore della  relazione.Mariapaola La CariaDelegato FERPI Triveneto

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