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Lundquist: l’importanza della sostenibilità nel calcio

04/03/2016

Qual è il ruolo dell’engagement degli stakeholder nel mondo del calcio? E in che modo si lega alla CSR? Ne hanno parlato Joakim Lundquist e James Osborne in una lezione che hanno tenuto recentemente presso la sede UEFA dove hanno portato le esperienze di Juventus e Djugarden, come esempi di costruzione di un dialogo efficace con gli stakeholder.

La Uefa, l'Unione Europea delle Federazioni Calcistiche, cioè l'organo di governo del calcio in Europa, da tre anni ha avviato "HatTrickIV funding for football and social responsibility (FSR) projects”, un programma per incoraggiare e supportare le squadre di calcio che investono sulla sostenibilità, non solo economica, e la responsabilità sociale. Un tema di grande attualità dal momento che le società calcistiche sono divenute vere e proprie entertainment companies, le cui attività vanno ben oltre lo sport giocato. Ciò presuppone un nuovo modello di governance centrato sull’engagement degli stakeholder e la CSR. Temi affrontati da Joakim Lundquist e James Osborne in un seminario formativo esclusivo rivolto ai rappresentanti delle 54 associazioni aderenti alla UEFA. I due professionisti hanno parlato di sostenibilità in chiave di engagement, ribaltando quindi l’approccio tradizionale.

“L’engagement è la chiave per comprendere la sostenibilità nel calcio” – afferma Joakim Lundquist – “perché una società calcistica sviluppa la sua attività su un’ampia rete di relazioni, un sistema complesso e articolato in cui bisogna conoscere gli stakeholder e interagire con loro. La UEFA sta mostrando interesse per l’engagement degli stakeholder e la CSR come base per i processi di finanziamento. Siamo stati invitati a parlare di CSR e il calcio e ciò in cui crediamo è il ruolo vitale dell’engagement degli stakeholder”. Lundquist e Osborne hanno portato come esempi del loro approccio engagement-based il caso della Juventus e dello Djurgarden. Una grande squadra, peraltro quotata in borsa, che ha avviato la sperimentazione del bilancio di sostenibilità, riprogettando tutta la governance in funzione di una rendicontazione permanente multistakeholder e una piccola squadra svedese, il Djurgarden, diventata una best practice nel mondo del calcio con il progetto ENABLE, rivolto agli stakeholder che riunisce i club, i fan, le istituzioni, la polizia, in un dialogo costruttivo.

Il seminario in cui è intervenuto Lundquist aveva tre obiettivi: innanzitutto creare una visione comune del concetto di responsabilità sociale, ovvero cosa significa e come applicarlo al calcio; in secondo luogo rivedere i regolamenti HatTrick IV e spiegare il processo di candidatura per ottenere i finanziamenti per i progetti di responsabilità sociale; e in terzo luogo incoraggiare le federazioni a sviluppare una strategia di responsabilità sociale attraverso la condivisione di esperienze e buone pratiche.

Il IV ciclo HatTrick va dal 2016 al 2020. Un totale di 10,8 milioni di euro verranno resi disponibili direttamente da UEFA EURO 2016. Esempi di buone pratiche, tutti legati al mondo del calcio, sono stati presentati da esperti del settore (provenienti ad esempio dalle ONG, o da accademici e consulenti), il tutto in collaborazione con le federazioni affiliate. Tra gli argomenti di discussione, si è dibattuto sulla lotta alla discriminazione, sull'accesso al calcio, sul coinvolgimenti dei protagonisti, sull'occupazione attraverso il calcio, sulla crisi dei rifugiati, sul daltonismo e sui problemi legati al fumo.

 

[caption id="attachment_25501" align="alignnone" width="300"]James Osborne e Joakim Lundquist James Osborne e Joakim Lundquist[/caption]

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