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Mal di e-mail

17/10/2007

E' capitato a tutti di litigare per una mail mal interpretata. Oggi gli scienziati confermano: le e-mail sono tanto comode ma sono un mezzo di comunicazione assai rischioso che favorisce incomprensioni.

La neurolo-sociologia, lo studio di ciò che avviene nel cervello delle persone quando interagiscono, ha rivolto la propria attenzione alla posta elettronica, producendo interessanti risultati. Il dato più evidente è che la mente umana trova un filtro, nel momento in cui ci si siede davanti al monitor, perché è lì che ciò che vogliamo dire prende forma e viene affidato a un mezzo che non è in grado di rappresentarlo in tutte le sue sfumature. Nel rapporto vis-a-vis il nostro cervello assume un'enorme mole di informazioni dalla persona che ha davanti, è come se una serie di processori rilevasse dei valori e contemporaneamente li elaborasse. Tutto questo va perduto nell'universo e-mail.
A questo va aggiunto che, come riporta il New York Times, in linea di massima tutto ciò che ci raggiunge via-Internet subisce un processo di diluizione, quando non di alterazione. Ecco allora che un tono allegro può venire scambiato per neutro e uno neutro per negativo. Quasi sempre chi spedisce una vignetta o una battuta la trova molto più divertente di chi la riceve, come se qualcosa andasse perduto nel trasferimento.
D'altro canto l'e-mail è conveniente e veloce, democratizza l'accesso, ci tiene in contatto con persone lontanissime e ci consente di fare più cose alla volta. Ma, secondo uno studio di imminente pubblicazione, se si usa la posta elettronica solo per lavoro, la totale assenza di attività emozionale aumenta la possibilità di conflitti e incomprensioni. Nei casi in cui a scriversi siano due persone con una buona conoscenza reciproca, fisica beninteso, la comunicazione per e-mail sembra guadagnare capacità nel trasferire anche emozioni. Forse la ricetta migliore è sempre la stessa: quella di fare un uso equilibrato delle cose e ricordare che certamente spedirsi messaggi via Internet non è come parlare a una persona guardandola negli occhi ma anche che è meglio di niente.
Redazione Totem - Emanuela Di Pasqua

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