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Petracchini su Oscar: la qualità dei sistemi di controllo un fattore di competizione

20/11/2020

Rossella Sobrero

Sicurezza dei sistemi informativi e rischi connessi alla digitalizzazione ma anche il tempo dedicato ai rischi connessi alla supply chain, alla reputazione, al cambiamento climatico e all’incertezza economico-politica. Sono i trend verso cui si sta spostando il mondo dell'Internal Audit, come ha sostenuto il Presidente di AIIA, Marco Petracchini, intervistato da Rossella Sobrero.

Per conoscere meglio le associazioni partner dell’Oscar di Bilancio stiamo chiedendo a tutti i presidenti di presentare brevemente la propria organizzazione. Ci racconta quali sono le finalità di AIIA e le principali attività che realizzate?

L’AIIA è stata costituita nel 1972 per migliorare i sistemi di governo, di gestione del rischio e di controllo delle organizzazioni. E’ una missione che perseguiamo valorizzando il ruolo e la professionalità degli Internal Auditor e partecipando ai processi decisionali istituzionali.
Promuoviamo la cultura del rischio e del controllo attraverso la formazione manageriale, condotta anche all’interno delle imprese, e la diffusione delle migliori pratiche internazionali.
Operiamo per valorizzare la professione informando sulle competenze dell’Internal Auditor, l’ambito dell’attività, il ruolo esercitato nei sistemi di controllo, la capacità di creare valore.
AIIA è anche un interlocutore delle istituzioni politiche e di mercato che disciplinano l'attività e il governo delle imprese. Le sue opinioni e le sue proposte concorrono al processo decisionale su temi rilevanti per il funzionamento delle organizzazioni e l’attività economica.

Stiamo attraversando una fase di trasformazione delle organizzazioni molto complessa: come è cambiato il ruolo dell’Internal Auditor? Quali sono le competenze generali e specialistiche che vengono richieste oggi ai professionisti del vostro settore?

La figura dell’Internal Auditor si è progressivamente evoluta in linea con le nuove esigenze delle organizzazioni e il mutamento degli scenari economici. E’ un professionista con un ruolo internazionalmente codificato, che fornisce, sulla base delle proprie analisi, un giudizio indipendente sull’adeguatezza dei sistemi di controllo e consulenza in tale ambito agli organi di gestione.
La digital transformation delle imprese sta ponendo le condizioni per un nuovo salto evolutivo. Le tecnologie digitali, oggi largamente adottate anche nei sistemi di controllo, dei grandi gruppi e non solo, permettono una conoscenza totale, dettagliata e in tempo reale della gestione aziendale come mai era prima accaduto. Questo determinerà un cambiamento sostanziale nel nostro lavoro e nel nostro ruolo.
Dovremo essere capaci di padroneggiare gli strumenti abilitati dalle tecnologie per leggere i fenomeni e, quindi, indicare gli interventi. Il che implica un deciso spostamento del focus verso la consulenza e un conseguente incremento del valore apportato. Perché se è vero che le macchine controllano oggi con precisione ogni momento della vita di un’organizzazione, il compito di trarne le conseguenze sul piano degli interventi è una prerogativa umana che solo l’esperienza può alimentare e affinare. Se saremo in grado di padroneggiarla, la digitalizzazione potrà fare molto bene alla nostra professione.
E’ chiaro che per evolvere in questa direzione saranno necessari profili con competenze specialistiche, per esempio nell’area dei data analytics, ma anche con capacità di comunicazione: saper interagire con il management è fondamentale per trasferire il valore del nostro lavoro. La selezione delle risorse professionali avrà un’importanza primaria.

La qualità dei sistemi di controllo sta diventando un vero e proprio fattore di competizione: condivide questa affermazione?

E’ così. Il sistema dei controlli ha ormai acquisito un’importanza strategica per le organizzazioni diventando un fattore competitivo al pari delle funzioni di sviluppo, e certamente questo non è accaduto a causa della pandemia.
Da qualche anno siamo entrati nell’epoca della corporate sustainability, che ha mutato il significato attribuito al concetto di valore. Oggi gli investitori e più in generale gli stakeholder vanno oltre gli indicatori economici e indagano, per esempio, su come un’azienda risponde all’evoluzione dello scenario sociale, su come interagisce con l’ambiente o su come crea capitale umano valorizzando le proprie risorse. Queste dimensioni, strettamente intrecciate alla conduzione del business, hanno accentuato l’importanza dei sistemi di controllo. Se un’impresa non è dotata di un sistema capace di controllare l’evoluzione di queste variabili e i rischi ai quali sono esposte, è certamente meno competitiva.

Per concludere, AIIA è membro dell’Institute of Internal Auditors (IIA): rispetto al futuro del mercato quali sono le maggiori novità che rilevate a livello internazionale?

Le indicazioni sul futuro sono arrivate qualche settimana fa dal Risk in Focus, il sondaggio che la confederazione europea degli IIA compie ogni anno per rilevare le opinioni di Chief Audit Executive ed esperti di sistemi di controllo europei sulle priorità del prossimo anno e di quelli successivi. Alcuni dati fanno capire quali sono le tendenze in atto. Per esempio, il confronto tra le aree di rischio alle quali le funzioni d’Internal Audit dedicano oggi più tempo e le aree alle quali ne dedicheranno di più nei prossimi tre anni. Sicurezza dei sistemi informativi e rischi connessi alla digitalizzazione assorbiranno la maggior parte delle risorse ma il sondaggio indica che cresceranno in misura significativa anche il tempo dedicato ai rischi connessi alla supply chain, alla reputazione, al cambiamento climatico e all’incertezza economico-politica. Basta riflettere sulla qualità di questi rischi per capire l’estensione delle competenze che saranno richieste ai professionisti dell’Internal Audit.

 

 

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