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Matera 2019, Capitale Europea della Cultura

20/10/2014

Nel commento di _Elisa Greco,_ delegato Ferpi Cultura, l’analisi di un risultato, frutto di una continuità di impegno nella valorizzazione della città come risorsa culturale e turistica.

di Elisa Greco
E’ Matera la città prescelta come capitale europea della cultura, tuttavia , come ha affermato il Ministro dei Beni e delle Attività Culturale e del Turismo, Dario Franceschini, il “dato più importante della sfida vinta da Matera è stata la straordinaria capacità progettuale d’insieme che hanno messo in campo le 6 città della short list. Per questo sono importantissime le due norme approvate dal parlamento con decreto Art Bonus. La prima è il programma Europa 2019 che prevede di sostenere la realizzazione del lavoro progettuale anche delle città che non hanno vinto. La seconda è l’introduzione dal 2015 della Capitale Italiana della cultura offrendo una opportunità di competizione virtuosa a tutte le città italiane grandi e piccole, in grado di far scattare gli stesso meccanismi positivi e straordinari in termine di progettazione unitaria e creatività che abbiamo visto ora tra le 6 città finaliste".
Ma quali sono stati gli elementi che hanno determinato la vittoria ?
Matera è riuscita ad entrare nel cuore di tanti, non solo per il suo straordinario patrimonio storico-artistico e paesaggistico che la rende unica, ma perché, grazie proprio all’ esperienza di questa candidatura, è riuscita a dare valore non solo ad una visione di medio-lungo periodo, ma a far riconsiderare quanto sia importante avere un sogno, un’idea, e soprattutto un concreto progetto per gli anni a venire.
E tutto questo è stato fatto grazie a molteplici iniziative e campagne che hanno visto una pluralità di protagonisti concorrervi e poi virtuosamente dar vita alla costituzione del Comitato promotore della candidatura a capitale della cultura europea o comunque muoversi in stretta sinergia con esso.
L’impianto progettuale ha previsto, in un progressivo sviluppo, prima la legittimazione piena di Matera in questo ruolo, obiettivo “formalizzato” nel investire sulla sua immagine (patrimonio UNESCO) e sul fermento culturale, sociale ed economico che la contraddistingue, e poi il valorizzare il suo legame con il cinema, l’arte e la cultura nelle sue molteplici espressioni.
Così è accaduto, in maniera apparentemente casuale, che artisti, poeti, giornalisti, responsabili di iniziative culturali, professionisti della comunicazione e del turismo si siano sentiti partecipi del progetto e abbiano attivamente collaborato.
Così è accaduto che si suscitasse un protagonismo crescente nel settore turistico, nell’ambito dell’industria culturale e creativa, che si richiamasse l’attenzione di tante realtà extraregionali imprenditoriali, istituzionali e sociali; realtà che, comprendendo l’importanza della candidatura per la comunità, hanno poi operato con impegno corale per il risultato.
Eccola la vera “lezione materana”: senza aspirazioni, senza un’idea puntuale del proprio futuro di comunità, di come valorizzare pienamente il potenziale di risorse disponibili, senza un insieme di azioni ed iniziative coerenti con il ruolo e la funzione che si intende esprimere nel proprio contesto territoriale e sociale e non solo, non c’è futuro.
Un futuro dove verranno sempre più ricercati quei fattori di eccellenza, quel connotato di autenticità e di disposizione all’innovazione che ha consentito ad una realtà emblematica come Matera, di ambire ad essere capitale della cultura europea.
E in un tempo caratterizzato da forte precarietà, incertezza, fragilità, Matera 2019 ha impresso un nuovo dinamismo, mobilitando molteplici energie a pensare e pensarsi al futuro e ad intravedere in Matera l’ambito ideale per portare avanti progetti, iniziative, sperimentazioni.

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