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Mea culpa o scaricabarile?

28/09/2004
Un recente studio condotto dai ricercatori della Stanford Graduate School of Business e dell'Università del Michigan ha rivelato che in caso di cattivi risultati aziendali, gli investitori privilegiano quelle aziende che si assumono la responsabilità del peggioramento rispetto a quelle che attribuiscono i motivi del proprio insuccesso a cause esterne.Lo studio ha preso in esame le relazioni annuali di 14 grandi aziende che operano in tre settori (farmaceutico, alimentare e bevande) per un periodo di tempo di ventuno anni (dal 1975 al 1995). Sono state prese in considerazione solo le relazioni negative, queste sono state messe a confronto con l'acquisto di azioni dell'azienda nell'anno successivo alla pubblicazione delle stesse. La differenza tra l'atteggiamento "mea culpa" e lo "scaricabarile" sono rilevanti: le azioni delle società mea culpa hanno segnato risultati migliori, addirittura dal 14 al 19 per cento in più delle azioni delle società scaricabarile.Ciò che lo studio non spiega è la veridicità delle affermazioni. Non è stato indagato se il mea culpa corrisponda a verità o se sia una tecnica comunicativa vincente al di là della sua veridicità.
"Se un dirigente si prende la responsabilità dei risultati negativi il lettore pensa 'Questa azienda sa quello che sta facendo, ha la situazione sotto controllo e può cambiare la situazione'", ha commentato la responsabile dello studio Larissa Tiedens.Come casi esplicativi vengono citati dallo studio quello di Merck (farmaceutica) che nel 1988 accusò il declino dell'insegnamento di matemetica e materie scientifiche nelle scuole americane per spiegare i propri insuccessi (tipicamente scaricabarile) e quello di Campbell (alimentare) che nel 1983 si assunse la responsabilità di aver chiuso uno stabilimento in Argentina e di aver rafforzato le succursali europee a spiegazione del peggioramento dei propri guadagni.
Gabriele De Palma - Totem

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