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Media che cambiano, parole che restano

13/09/2013

Il lessico mediatico si arricchisce sulla scorta delle profonde trasformazioni tecnologiche e culturali che investono il mondo della comunicazione. Una raccolta di autorevoli contributi in cui gli autori si misurano con una parola-chiave radicata nella tradizione delle scienze sociali per ridefinirla e riempirla di nuovi significati.

Frutto del lavoro collettivo di diversi autori, il volume, curato da Davide Borrelli e Mihaela Gavrila, prende in esame alcune fra le più significative trasformazioni che stanno investendo la società nel suo rapporto con il mondo della comunicazione.
L’autore di ogni contributo si misura con una parola – chiave radicata nella tradizione delle scienze sociali per ridefinirla e riempirla di nuovi significati nell’incontro con le nuove piattaforme tecnologiche. Un libro sulla comunicazione, quindi, ma anche al di là della comunicazione, ovvero al di fuori della provincia finita in cui negli ultimi tempi i media studies stanno correndo il rischio di arroccarsi, con l’effetto di indebolire la loro intrinseca vocazione a interpretare il mondo contemporaneo.
Lo studio dei fenomeni comunicativi deve assumere oggi il senso di un esercizio di analisi e critica sociale, di una vera e propria filosofia del presente, che assuma criticamente e trasformi in sapienza una parte del passato, facendo della proiezione nel futuro un esercizio di responsabilità sociale.

Media che cambiano, parole che restano
D. Borrelli, M. Gavrila (a cura di)
Franco Angeli, 2013
pp. 284, € 32,00

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