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Microfoni Spenti: a Roma focus sulla comunicazione d’emergenza

27/03/2012

Come e quando comunicare una situazione di crisi? Le azioni stampa tradizionali non sono più sufficienti in un mondo in cui i social media hanno un ruolo sempre più rilevante. E’ uno dei punti emersi durante _Comunicare l’emergenza nei trasporti e nelle reti,_ terzo appuntamento del ciclo _Microfoni Spenti,_ organizzato dalla Delegazione Ferpi Lazio.

di Federica Carini
Si è svolto a Roma, lo scorso 20 marzo, il nuovo appuntamento del ciclo Microfoni Spenti, organizzato dalla Delegazione Lazio, durante il quale si è parlato di Comunicare l’emergenza nei trasporti e nelle reti .
L’incontro, ha visto la partecipazione delPresidente Ferpi, Patrizia Rutigliano (Snam), Clemente Senni (Alitalia), Diana Formaggio (Agenzia Romana per la mobilità), Massimiliano Paolucci (Aeroporti di Roma) ed Alessandro Zerboni (Enel). Antonio Riva di Itinera ha animato l’incontro, incentrato sull’analisi delle criticità e delle modalità di gestione della comunicazione durante le giornate di emergenza neve di febbraio a Roma ed in Provincia.
Tutti gli interlocutori sono stati concordi nel riconoscere che se un accadimento di qualsiasi natura mette a rischio le persone, l’ambiente e le cose, l’emergenza deve essere comunicata immediatamente e con essa deve essere attivato un piano operativo di gestione che preveda il coordinamento e la collaborazione di tutti i possibili soggetti, istituzionali e non, deputati alla salvaguardia. Ma come si riesce a comunicare ad una moltitudine di persone in una tale situazione?
Innanzitutto con l’utilizzo di tv e radio locali, cellulari, Internet e social network. Secondo Diana Formaggio, infatti, “oggi non basta inviare i comunicati stampa, perché la maggioranza dei cittadini non compra più i giornali ma legge principalmente la free press”.
Massimiliano Paolucci ha spiegato come fino a pochi anni fa, prima dell’ingresso di Facebook e Twitter, nelle situazioni di emergenza i flussi comunicativi erano “in differita”, mentre ora questo non è più possibile perché viviamo in un’epoca in cui le notizie corrono sui “tweet” e sulle “bacheche” delle pagine Facebook. Dunque la comunicazione deve quasi simultanea rispetto al corso degli eventi che si susseguono; in caso contrario – e nel caso non si sia trasparenti – “non si riesce a salvaguardare il rapporto con i cittadini e quindi, in definitiva, “l’immagine dell’azienda” o dell’Istituzione.
Le compagnie aeree, in uno stato di emergenza, hanno il grande vantaggio di disporre dei numeri dei cellulari e delle e-mail dei passeggeri: Clemente Senni, infatti, durante il suo intervento ha raccontato di come l’Alitalia si sia tra i primi operatori ad avvalersi di tali mezzi, insieme con i social network.
Alessandro Zerboni ha poi evidenziato un’altra delle caratteristiche della comunicazione d’emergenza: la necessità di individuare un solo portavoce all’interno dell’azienda. La scelta comunicativa di Enel è stata quella di e spiegar il problema causato dalla neve e di far seguire ora per ora, giorno dopo giorno, le fasi della sua risoluzione. La popolazione vittima del grande disagio derivato dalla mancanza di energia elettrica, ha potuto quindi seguire con i “cellulari e le radio a pile” il corso degli eventi grazie alle notizie trasmesse nelle radio locali, su Twitter e sul sito web dell’azienda.
Ma quali sono le maggiori criticità della comunicazione d’emergenza?
Un tema complesso è certamente quello della gestione della comunicazione con il Governo ed i Ministeri, in quanto vi è la necessità di prestare massima cautela a non diffondere il “panico”: Patrizia Rutigliano, parlando del rischio di tagli nella fornitura del gas dalla Russia a causa del grande freddo in Siberia, ha indicato come unica strada da percorrere quella di fornire ai Ministeri “l’evidenza semplice ed immediata degli eventi”. Un altro importante aspetto da tenere in considerazione è la percezione che gli utenti possono avere dell’emergenza, e per tale motivo è bene conoscere e monitorare in maniera dettagliata le fonti informazioni, in grado di generare a loro volta il passaparola. Educare i cittadini, fornendo loro gli strumenti adeguati di conoscenza, è il miglior modo per gestire la comunicazione d’emergenza.
L’incontro si è concluso con l’auspicio del Presidente Ferpi che l’Associazione possa assumere il ruolo istituzionale di punto di riferimento dei soggetti coinvolti.

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