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Migliorare la comunicazione europea, 'public communicators' si interrogano

07/02/2007

Si è svolta nelle giornate di mercoledì 24 e giovedì 25 gennaio 2007 a Bruxelles la conferenza sullo stato della comunicazione pubblica in Europa, promossa dalla Federazione Europea delle Associazioni di Comunicazione Pubblica (FEACP).

Dal sito: www.comunicatoripubblici.itCome comunicare meglio l'Europa? Come rendere le tematiche europee più interessanti per i cittadini? Quali strategie per una comunicazione pubblica più semplice ed efficace? Queste alcune delle problematiche affrontate mercoledì 24 e giovedì 25 gennaio 2007 a Bruxelles in occasione della conferenza sullo stato della comunicazione pubblica in Europa, promossa dalla Federazione Europea delle Associazioni di Comunicazione Pubblica (FEACP)."Public communicators in Europe" - questo il titolo dell'evento - è stato organizzato in collaborazione con la Direzione Generale Comunicazione della Commissione Europea, con lo scopo di favorire un incontro allargato tra i comunicatori pubblici dei 27 Paesi membri dell'Unione.Aperta con tavola rotonda "What do you mean by Public communication", la conferenza ha dedicato molto spazio ad un'analisi comparata dei servizi di comunicazione istituzionale, nazionali e locali, attualmente presenti in Europa, alle strategie e i programmi della FEACP, prima di passare ai benefici della comunicazione pubblica per le istituzioni europee, dibattito al quale hanno preso parte, assieme al Presidente del Comitato delle Regioni europee Michel Delebarre, e al Direttore Generale Comunicazione della Commissione Europea Claus Sörensen, il Presidente dell'Associazione "Comunicazione Pubblica" e direttore del CIDE-Centro di informazione e documentazione sull'Europa Gerardo Mombelli.Grandissima la partecipazione dei professionisti del settore. Il meeting è stato presieduto dal francese Pierre Zémor, presidente della FEACP, e ha visto la partecipazione della vice-presidente della Commissione Margot Wallström. E ancora sono intervenuti Francesca Ratti, direttore generale dell'informazione al Parlamento europeo, Margaretha Sjöberg, presidente della Confederazione europea delle Relazioni pubbliche e Stefano Rolando, segretario generale della Fondazione Università IULM - in cui opera l'Osservatorio sulla comunicazione pubblica in Italia e in Europa - e fondatore del Club of Venice, organismo di coordinamento dei responsabili della comunicazione dei governi UE. La conclusione dei lavori è stata affidata a Jean Marie Cavada, presidente delle libertà civili al Parlamento europeo.Molto ancora il lavoro da fare: sono ancora troppi i cittadini europei che hanno difficoltà di accesso alle informazioni, che mostrano totale disinteresse o incomprensione per le decisioni comunitarie. Dal confronto tra comunicatori è emersa la sensazione condivisa che l'Europa possa e debba essere comunicata meglio. Non ci sono ricette, ma gli operatori condividono il giudizio che ciò potrà avvenire solo se tutti cominceranno a parlare un linguaggio più semplice, meno burocratico, incentrato su questioni che interessano direttamente i cittadini. Da ciò quindi la richiesta di un vero e proprio salto qualitativo nelle politiche di informazione e comunicazione comunitaria, che faccia della semplicità e della prossimità al quotidiano di milioni di donne e uomini le proprie parole chiave.Un passaggio che la stessa FEACP vuol direttamente contribuire a promuovere, come emerso dalla due giornate di lavori, cominciando con un probabile rafforzamento dello Statuto dei comunicatori istituzionali ed europei in occasione della prossima edizione di COM-PA, il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica, dei Servizi al Cittadino e alle Imprese, in programma a Bologna dal 7 al 9 novembre 2007. La stessa Federazione ha manifestato la volontà di contribuire alle iniziative di comunicazione che saranno organizzate per celebrare il cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma.

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