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Monsignor Giulio Dellavite, il 16 maggio a InspiringPR

22/04/2026

Melita Montani

Perché H come Humour ha molto a che fare con le ‘Verità Resistenti’

 

Proseguiamo nello scoprire gli speaker di InspiringPR 2026. Oggi è la volta di Monsignor Giulio Dellavite, Delegato Vescovile della Curia di Bergamo alle relazioni istituzionali. Responsabile ufficio stampa come portavoce della diocesi e del vescovo, ha pubblicato 4 volumi con Mondadori; è autore di articoli per riviste e giornali, propone corsi di formazione e motivazione a professionisti e ad aziende. È presente sui social e le sue riflessioni ed omelie domenicali sono attese dai più.

 

 

Don Giulio, cosa l’ha spinta ad accogliere l’invito di InspiringPR 2026? 

Ogni occasione di scambio di idee è sempre arricchente per chiunque vi partecipa e quindi sempre momento di crescita e di maturazione. Quando il livello poi è alto, come per InspiringPR, non potevo perdere l’occasione di ricevere tanti doni preziosi.

 

L’edizione 2026 ha per tema ‘’Verità resistenti’’: come colloca la sua partecipazione ed il suo intervento?

C’è una frase di Gesù nel Vangelo di Giovanni molto dirompente e interpellante: “La verità vi farà liberi”. Questa prospettiva credo sia una delle caratteristiche che rendono la verità “resistente” in una società sempre più dominata invece dalle impressioni, dai like e condizionata dalla dittatura delle risposte a buon mercato spacciate da un uso superficiale dell’intelligenza artificiale. Sono convinto che la libertà sia non solo una scelta etica ma proprio una esigenza etica, che permette a ciascuno di liberarsi dai condizionamenti per recuperare la sua dimensione unica e irripetibile, ma allo stesso tempo di liberare la realtà per coglierne il meglio possibile.

 

Il suo intervento a Venezia ha per titolo ‘H come Humour’. Cosa ha a che fare l’Humour con le Verità resistenti? E poi, come mai parlare di Humour in tempi come quelli che stiamo vivendo?

Lo Humor è una dimensione propria dell’uomo, che lo differisce da tutti gli esseri viventi. È la saggezza di guardare le cose dall’alto. Un processo che aiuta a ridimensionare le prospettive, a cogliere aspetti che quando si è impantanati non si riescono a cogliere, ad alleggerirsi dalle zavorre. Simpatico e curioso che in inglese la leggerezza tipica dello humor si dica “light”, che è la stessa parola usata per la luminosità della verità.

 

I partecipanti ad InspiringPR sono professionisti e manager che non hanno a che fare solo con i temi della comunicazione, bensì anche con crescita, leadership e management. Ne parla nel suo saggio romanzato ‘’Se ne ride chi abita i cieli. L’abate e il manager: lezioni di leadership fra le mura di un monastero’’: c’è qualche messaggio che vorrebbe condividere?

Il libro parla di un incontro scontro tra un Manager e un Abate. Due mondi che sembrano lontani o addirittura opposti. Pian piano nel dialogo i due scoprono sostanzialmente che stanno dicendo le stesse cose, semplicemente in due lingue diverse. Uno provoca l’altro. Uno completa l’altro. Uno corregge l’altro. Reciprocamente. La verità è una: diverse sono le prospettive con cui si guarda, diversi sono i linguaggi con cui viene descritta, diverse possono essere le modalità con cui si serve. La bellezza è che la verità è resistente alla soggettività, alla relatività, alla parzialità, alla ottusità. Il riferimento nel titolo ai cieli spinge ad una svolta di prospettiva: noi siamo portati a cercare sempre altro, a ottenere altro, a trovare altro. C’è poi la dimensione dell’altro come colui che ti costringe a prendere posizione sia che sia fratello o socio, che sia cliente o superiore, oppure che sia concorrente e nemico. Però non c’è solo altro da cercare e l’altro con cui interagire, c’è anche e soprattutto “l’oltre”. È un plus che chiede una scelta di impostazione del proprio modo di pensare, di sentire, di misurare, di discernere, di giudicare.

 

Etica era il tema scelto da FERPI per l’edizione 2025 di InspiringPR. Lei insegna ‘’Etica del business” presso il master in business administration della School of economics della LUISS a Roma. Cosa significa agire in modo etico oggigiorno?

Etica è una parola che va molto di moda, tutti la usano eppure nessuno ha una definizione chiara e comune. È molto legata a interpretazioni soggettive, a idee personali, tanto che spesso ci si trova a usare lo stesso termine dando ciascuno però sensi diversi e il problema è che non vengono esplicitati dando erroneamente per presupposto che si sta parlando della stessa cosa, ma non è così. Credo che la prima istanza urgente sia quella di tornare ad una alfabetizzazione dei valori, di tornare cioè all’origine semantica della parola etica, che è quella di “casa” che comporta una costruzione di se stessi, solida e una abitabilità accogliente. L’etica, secondo me, non è qualcosa da mettere qua e là, non è qualcosa da fare, non riguarda l’agire, ma piuttosto l’essere, è un self-branding, una scelta di definizione di se stessi.

 

In attesa di rivederci e di riascoltarla il 16 maggio, ci lascia uno spunto di riflessione?

Perché si fanno le pizze tonde per metterle in una scatola quadrata e mangiarle a triangolo? Ci sarebbe da chiederci sempre, secondo me, se la resistenza della verità stia nel gustarla o nel comprenderla, sia nell’assaporarla o nel definirla. Sicuramente ambedue, ma il gustare e l’assaporare forse riempie di più.



Mons. Giulio Dellavite (1971, Romano di Lombardia) è sacerdote della diocesi di Bergamo, ordinato nel 1996. Dopo il ministero parrocchiale, si specializza in Diritto Canonico alla Pontificia Università Gregoriana, dove consegue il dottorato nel 2006 con una ricerca sulla leadership nella Chiesa.

Dal 2002 lavora in Santa Sede presso la Congregazione per i Vescovi. Tornato a Bergamo nel 2012, è Segretario Generale della Curia e Addetto stampa fino al 2023, quando diventa Delegato Vescovile per relazioni istituzionali ed eventi, mantenendo il ruolo di portavoce.

Autore di saggi di diritto canonico e divulgazione, ha pubblicato anche con Mondadori. Insegna etica del business alla LUISS e diplomazia vaticana alla LUM, dove è anche direttore scientifico di un master. È Decano della San Marino Business School e membro dell’ISERC.

 

Collabora con stampa e riviste, tiene corsi per professionisti e aziende ed è attivo sui social. È parroco alla Madonna del Bosco, a Bergamo.

 

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