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Parchi e giardini, un’opportunità di crescita per l’Italia

18/07/2014

L’ _Horticultural Tourism_ rappresenta per molti paesi una forma consolidata di turismo culturale. La valorizzazione dei giardini storici italiani può rappresentare un’opportunità da non perdere per il nostro Paese. _Barbara Sabatini,_ delegata Ferpi Umbria, ne ha parlato con _Paolo Pejrone,_ Architetto paesaggista e fra i massimi esperti del tema nel nostro Paese nonché Vice Presidente di APGI - Associazione Parchi e Giardini d’Italia.

E’ molto vivace il dibattito intorno alle potenzialità offerte dalla cultura in termini di comunicazione e sponsorizzazioni. Nuovi stimoli arrivano dal mondo istituzionale – con il recente Art-Bonus – e le aziende stesse sono alla ricerca di sinergie e campi da “esplorare” per individuare nuove forme di dialogo con il loro pubblico. Un comparto inedito e al tempo stesso affascinante, a pieno titolo inserito nel sistema culturale del nostro paese è il settore dei giardini storici e di quello che è meglio conosciuto a livello internazionale come Horticultural Tourism. Consolidata forma di turismo culturale all’estero, i giardini sono luoghi che solitamente custodiscono specie botaniche protette, dimore storiche che insistono nell’area, reperti storico-artistici e paesaggistici e in molti di essi vengono organizzati eventi culturali e legati al gardening: momenti aggregativi e di tendenza, sempre più seguiti e amati dal pubblico. Per i nostri vicini di casa europei – Francia, Germania, Inghilterra e Olanda in primis – il settore rappresenta una vera risorsa su cui puntare per una valorizzazione del territorio, per una tutela ambientale e per le aziende può essere un’occasione per investire e comunicare attraverso questo prestigioso settore. In Italia è ancora un’opportunità da esplorare.
Barbara Sabatini ne ha parlato con Paolo Pejrone, Architetto paesaggista e uno dei massimi esperti del tema nel nostro paese nonché Vice Presidente di APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia, punto di riferimento istituzionale con cui anche il MiBACT- Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha sottoscritto un protocollo di collaborazione per l’attivazione di progetti destinati ad incrementare la valorizzazione dei parchi e dei giardini storici. Per Ferpi rappresenta l’interlocutore privilegiato per parlare di giardini in Italia e scoprire quali sono le opportunità che, in termini di comunicazione, è capace di offrire al nostro mercato.

di Barbara Sabatini
Fontana di Trevi, Colosseo… beni culturali “simbolo” il cui restauro è finanziato grazie all’impegno economico assunto da importanti aziende private internazionali. Anche i giardini storici sono parte integrante del patrimonio culturale del nostro Paese, un patrimonio da scoprire, tutelare e valorizzare… ora anche con l’Art Bonus. Che ruolo può giocare APGI per facilitare una sinergia tra domanda e offerta a favore del restauro di giardini storici?
Un giardino è un’entità fragile e delicata: vive ed ha bisogno di attenzioni, cura e sensibilità. Su tutti i fronti: è una summa architettonica, in un giardino si concentra il mondo della logica e della poesia.
Proprio per questo sono notevoli gli sforzi che ogni giorno i proprietari e gli enti gestori devono compiere per tenere il sito curato e fruibile. Come APGI siamo molto impegnati a lavorare sul fronte normativo per fornire strumenti e norme che possano trovare facile applicazione nell’ordinaria gestione di un giardino. Per fare questo APGI è attenta a monitorare cosa accade al di fuori dell’Italia, in Francia in particolare dove c’è stata una vera e propria rivoluzione copernicana per quanto riguarda il rapporto tra proprietà, giardino e Stato. Oltralpe lo Stato è generoso con chi tiene bene i giardini ed è severo con chi li trascura. Lo Stato francese aiuta chi ad esempio apre al pubblico, favorendo con questa operazione numerosi vantaggi occupazionali ed economici. Un giardino visitabile infatti crea un prezioso indotto sul territorio e al tempo stesso prevede la presenza di figure professionali specializzate, quindi favorisce nuova occupazione.
Tutto questo in Francia ha portato a valorizzare ed anche a riscoprire giardini nascosti e prima abbandonati, trasformandoli in vere e proprie risorse economiche e culturali.
Spesso al ruolo dello Stato si affianca quello delle aziende private che scelgono l’Horticultural Tourism per sviluppare azioni di comunicazione strategiche e al tempo stesso “etiche” per interagire con il proprio target.
Il modello francese è quindi da seguire anche in Italia, per un rinnovato dialogo tra pubblico e privato. Favorito qui da noi anche da APGI che intende essere interlocutore di riferimento e grazie anche allo strumento dell’Art-bonus, che al momento è destinato ai giardini pubblici. In riferimento al recente decreto legislativo emanato dal governo in materia di beni culturali vengono infatti introdotte sostanziali modifiche nel sistema di defiscalizzazione, consentendo ai privati che investono in cultura di poter detrarre dalle tasse fino al 65%, auspicando che tale incentivo possa realmente incidere positivamente sulla gestione dei beni culturali e quindi anche dei giardini storici italiani. In questo APGI si colloca come raccordo per ascoltare e far proprie le problematiche del settore, ma anche per creare un interscambio tra giardini e mondo delle imprese affinchè il settore sia portato alla loro attenzione e venga preso in considerazione per eventuali progetti di partnership o di mecenatismo.
APGI è parte del Progetto Europeo Parks and Gardens of Europe (PGE) che coinvolge diversi Paesi dell’Unione (tra cui Francia, Germania, Portogallo, Belgio, Gran Bretagna) ed è finalizzato proprio a promuovere la conoscenza, lo studio storico, la valorizzazione dei parchi e dei giardini. E’ strategico inserire in un contesto internazionale il nostro patrimonio “verde”?
Come si diceva APGI è un osservatore del settore e delle Best Practice a livello internazionale ed è anche membro del Progetto Europeo “Parks and Gardens of Europe” che ricopre un ruolo importante nell’ambito di una visione culturale del settore.
Europa ma non solo: APGI lo scorso mese di giugno ha rappresentato l’Italia al VII° Festival Internazionale “Giardini Imperiali di Russia” che si è tenuto a San Pietroburgo.
Ma di fatto i nostri giardini sono già internazionali: la gran parte dei visitatori proviene dall’estero. Si affermano sia in Europa che negli Stati Uniti- flussi turistici che si spostano appositamente per visitare i giardini storici. Flussi composti da una forma di turismo consapevole, pronto a ragionare di cultura e che quindi crea “valore” al sistema paese. Le stesse mostre di florovivaismo organizzate sull’intero territorio nazionale, che richiamano un’ampia fetta di stranieri, ne sono un esempio.
Questo può essere un utile spunto per le aziende che hanno interesse ad investire in progetti di respiro internazionale: scegliendo il settore orticulturale è possibile infatti interagire anche con il target estero.
Un giardino storico può essere paragonato ad un’azienda che opera su un territorio: se è ben amministrato e comunicato crea opportunità e valore. Secondo lei ci sono tra i proprietari e gestori di Giardini la mentalità e le competenze adeguate per riuscire a valorizzare e promuovere i propri giardini? APGI potrebbe portare avanti un progetto formativo su come comunicare e valorizzare un giardino?
La crisi in questo caso ha aiutato ed ha fatto riflettere molti proprietari ed enti gestori. L’alta tassazione ha ridotto al minimo i lavori nei giardini, siano essi pubblici che privati. Occorre mettere a sistema le risorse, da soli non si va da nessuna parte! Ed ecco l’opportunità di riunirsi, dialogare, interagire e sviluppare progetti comuni guardando con fiducia al mercato. APGI si occupa anche di attività formativa, perché è paradossale la parabola discendente del nostro paese: noi Italiani oggi siamo molto indietro rispetto agli altri paesi europei. Siamo stati i primi nella storia a creare i giardini più belli del mondo e gli ultimi ad averne cura. Appare quindi strategico sensibilizzare il pubblico, partendo dagli stessi proprietari affinché sappiano puntare sui propri giardini, partecipando anche a percorsi formativi, che potrebbero trovare proprio in Ferpi il partner ideale per le tematiche legate alla comunicazione e alla promozione.
Qualche esempio per far dialogare i giardini con il mercato? Aperture e visite guidate, flower show, conferenze, eventi, partnership, ricevimenti, shooting e set per il cinema. E il mercato c’è: basti pensare che nelle scorse settimane la stilista inglese (non a caso!) Stella McCartney ha scelto l’Orto Botanico di Brera a Milano per presentare la sua nuova collezione. So British! So cool!

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