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Parlare d'altro per parlare di relazioni

28/09/2026

Santina Giannone, Segretaria Generale

Il 23 e il 24 settembre, alla Rome Future Week, FERPI ha partecipato a due confronti promossi da associazioni diverse: giovani, social e AI con GWPR Italia e ICCO; editoria e AI con Assodigit, ANSO e USPI. Che cosa porta una Federazione di Relazioni Pubbliche a tavoli dove le Relazioni Pubbliche non sono l'argomento centrale?

 

I due eventi ai quali ho partecipato come Segretaria Generale di FERPI, “Umani nel digitale” e “Editoria e AI: dal prompt al processo”, erano promossi rispettivamente da GWPR Italia, con l'endorsement di ICCO e il supporto di UNA PR Hub, e da Assodigit.

 

Entrambi hanno coinvolto FERPI come corpo intermedio tra chi scrive le regole e chi le applica, tra le piattaforme e le persone. La Federazione riunisce circa 700 professioniste e professionisti, ha un Codice Etico Professionale, ha contribuito con le altre associazioni della Global Alliance al Venice Pledge sull'uso responsabile dell'AI e ha una Commissione dedicata all’intelligenza artificiale. Porta quindi un punto di vista che mette la relazione, il contesto e la responsabilità al centro del confronto.

 

Sul rapporto tra giovani e piattaforme digitali, il dibattito non può ridursi alla contrapposizione tra favorevoli e contrari, né risolversi con le sole norme. Servono piattaforme progettate in modo responsabile, alfabetizzazione mediatica e digitale, giovani coinvolti nelle iniziative. La salute mentale e la tutela dei minori richiedono competenze specialistiche; ai comunicatori spetta favorire un dibattito informato. Carola Salvato, Presidente di GWPR Italia, ha stimolato il confronto a partire dai dati raccolti da ICCO nel position paper Beyond the Screens: Growing Up with(out) Social Media, con l’obiettivo di individuare direzioni condivise.

 

(descrizione)

 

A FERPI è stato chiesto di indicare quali capacità continueranno a distinguere il contributo professionale umano da quello dell’AI. Ho citato l’intelligenza relazionale, che aiuta a non confondere l'interazione, un singolo segnale, con la relazione, che si costruisce nel tempo; la lettura del contesto, che richiede esperienza e capacità di giudizio; l'agentività, cioè la capacità di agire consapevolmente e incidere sulle situazioni. A quest’ultima si lega il locus of control, richiamato anche da The Economist a fine agosto: la percezione di poter influire sugli esiti delle proprie azioni. E poi la creatività competente, perché dare un brief e cliccare non basta.

 

L’invito conclusivo ai più giovani è stato quello di non sottrarsi alla fatica relazionale. Una relazione richiede mediazione, attesa, compromesso e capacità di evolvere: qualità essenziali anche nella vita professionale.

 

Nel secondo appuntamento, dedicato all’uso dell’AI nell’editoria, il confronto si è concentrato sulla governance. Il quadro delineato da USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) e ANSO (Associazione Nazionale Stampa Online) è ancora frammentato: l’iniziativa individuale spesso precede la definizione di regole e processi aziendali.

 

Giovanni Cinquegrana, presidente di Assodigit, ha aperto il dibattito con una tesi precisa: la qualità del contenuto non sostituisce quella del processo.

 

La posizione di FERPI parte dall'autorialità. Produrre un testo non equivale ad assumerne la firma: il punto di vista, la responsabilità e il nome restano umani. Per il relatore pubblico, il capitale semantico richiamato da Luciano Floridi è anche capitale relazionale: decidere che cosa includere in un articolo e quali fonti coinvolgere richiede giudizio, conoscenza e rapporti costruiti nel tempo. Sono scelte di cui l’AI non può assumersi la responsabilità.

 

Anche il rapporto tra giornalisti e lettori mostra quanto conti questa dimensione. Dal confronto è emerso un apparente paradosso: si può diffidare delle notizie prodotte con l'AI e, allo stesso tempo, accordare fiducia alla firma che se ne assume la responsabilità.

 

Parlare di algoritmi, digitale e intelligenza artificiale significa quindi interrogarsi sui meccanismi che muovono fiducia, aggregazione e consenso. È un ambito che FERPI presidia da anni e che ci porta a dialogare su più tavoli per dare il nostro contributo.

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