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Post truth, l’irrilevanza della verità

18/11/2016

Di difficile comprensione nella resa italiana, post truth è la parola dell’anno secondo gli studiosi dell’Oxford Dictionaries. Aumentata del 2000% rispetto al 2015, in coincidenza con il referendum britannico e con la campagna per la Casa Bianca, post verità non è un termine nuovo ma sembra descrivere molto bene la situazione socio-politica internazionale.

 

“Post-truth”: quasi intraducibile in italiano, indica le circostanze in cui le convinzioni personali e le emozioni sono più influenti dei fatti oggettivi nella formazione dell’opinione pubblica. Dopo “selfie” nel 2013, “vape” (“svapo”) nel 2014 ed “emoji” nel 2015, anche quest’anno stupisce la parola dell’anno scelta dall’Oxford Dictionaries.

Diffuso già da almeno 10 anni, quest’anno è però la frequenza del suo utilizzo è aumentata del 2000% rispetto al 2015. Coniato probabilmente del drammaturgo Steve Tesich il termine, mai usato con il significato attuale, l’irrilevanza della verità, aveva piuttosto una connotazione temporale.

“Post-truth” ha battuto la concorrenza di termini come “Alt-right”, che indica quel settore della destra americana in cui confluiscono tutte le tendenze conservatrici più estreme, “Glass cliff”, l’arrampicarsi sugli specchi metaforico che una donna o un membro di una minoranza deve affrontare per conquistare ruoli importanti in un contesto ostile o “Breexiter”, sostenitore della Brexit.

L’elezione di Donald Trump sembra aver trainato la scelta che. La parola, come ogni anno, dovrebbe “riflettere l’ethos, l’umore dominante o le preoccupazioni dell’anno», ma anche «avere un durevole potenziale come parola di significato culturale”

Secondo quanto ha dichiarato alla Bbc Casper Grathwohl, degli Oxford Dictionaries, “Post-verità” può davvero diventare “una delle parole chiave del nostro tempo. Alimentata dall’uso dei social media come fonte di notizie e dalla crescente sfiducia nei fatti come presentati dall’establishment, post-verità è un concetto che da qualche tempo ha trovato una base linguistica”, ha detto Grathwohl. “La frequenza d’uso di post-truth è balzata a giugno in coincidenza con il voto sulla Brexit e ancora a luglio, quando Donald Trump ha ottenuto la nomination alla Casa Bianca”.

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