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Putin alla ricerca di alleati

06/12/2006

Vladimir Putin, che ha visto la propria immagine internazionale offuscata dagli omicidi della giornalista Politkovskaya e dell'ex agente del KGB Litvinenko, sta tentando di ricucire i rapporti con alcune delle ex-repubbliche sovietiche.

L'Economist ricostruisce l'attività diplomatica di Vladimir Putin, mirata a rimettere in piedi la sua credibilità internazionale e non.
Per il presidente russo non deve essere un periodo facile. Qualunque sia la verità che si nasconde dietro la misteriosa morte di Alexander Litvinenko, questa è stata certamente un duro colpo alla reputazione del premier, che, soprattutto agli occhi dei suoi interlocutori occidentali, è uscita minata dall'intera vicenda. L'ex agente del KGB è morto qualche giorno dopo aver ingerito del polonio 210, una sostanza radioattiva e molto tossica, e tracce di questo materiale sono state trovate su un aereo russo volato da Mosca a Londra qualche giorno prima dell'omicidio di Litvinenko. In ottobre c'era inoltre stato l'assassinio della giornalista Anna Politkovskaya ed è quasi certo che la mano omicida sia la stessa.
Ora, se da un lato Putin si è offerto di collaborare con le autorità britanniche per cercare di fare chiarezza sulla morte di Litvinenko e sulle sue modalità, dall'altro in Russia questi avvenimenti hanno scatenato una tempesta dialettica senza precedenti. Ci si chiede se ci sia Putin dietro queste morti o se esse rappresentino un tentativo di screditarlo, se qualcuno stia cercando di candidarsi come suo successore o se non si tratti invece di una strategia per rimanere saldamente al comando. E ancora: l'uso del polonio è un avvertimento o un incidente? Chi ancora difende Putin punta l'indice contro Boris Berezovsky, un ex-oligarca sovietico che ora vive a Londra e aveva stretti rapporti con Litvinenko, che dal suo volontario esilio inglese mirerebbe a screditare il premier russo. In questa situazione di sofferenza politica non è sorprendente che Putin cerchi di ripristinare i rapporti della Russia con alcune delle ex repubbliche sovietiche.
Tra queste la Bielorussia del presidente Alyaksandr Lukashenka, il quale dopo aver ammesso di aver falsificato i risultati elettorali in suo favore - e aver ridimensionato il 93 per cento di voti che lo hanno visto trionfare in patria, così da rendersi più credibile - ha dapprima proposto un'improbabile fusione con l'Ucraina e poi ha ridotto le proprie ambizioni a una fattiva collaborazione con la stessa, con l'intento di coordinare il passaggio del gas russo. Inoltre c'è stato un riavvicinamento tra Russia e Moldavia: un divieto punitivo che proibiva l'esportazione di vino e carne da parte dell'ex-repubblica sovietica sta per essere rimosso, mentre rimane quello imposto sui vini e sull'acqua della Georgia. Insomma, sembra che i problemi interni ed esteri della Russia stiano facendo riscoprire a Putin l'importanza dei rapporti di buon vicinato.
Emanuela Di Pasqua - Totem

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