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Quanto tempo ci vorrà per uscire dal buco nero se il governo per primo è opaco nella sua rendicontaz

17/02/2004
La scorsa settimana abbiamo pubblicato un articolo dell'ex Ministro delle Finanze Visco, uscito su Il Sole 24 Ore, in cui dall'opposizione attacca il governo per l'opacità della sua rendicontazione. L'articolo, durissimo, ha finora ricevuto una minuziosa lettera di precisazioni tecniche relative ad uno dei tanti punti sollevati (gettito fiscale), ma nessuna replica generale.
Questo peraltro non significa che l'articolo fosse inappuntabile ma, più verosimilmente, che il Ministro dell'Economia abbia preferito non polemizzare con il suo predecessore e di ignorarne gli argomenti. Qualunque sia la ragione che induce il Governo a non replicare, l'articolo solleva una questione centrale del dibattito sulla trasparenza pubblica dei rendiconti delle organizzazioni e, più in generale, sulla responsabilità sociale di queste. Già a suo tempo avevamo sollevato la questione se fosse tollerabile che il Governo (allora si trattava di Maroni, Ministro del Welfare) girasse la Penisola per sollecitare, incentivare e regolare la responsabilità sociale delle imprese, quando è ben noto che la gran parte delle amministrazioni pubbliche non solo non agiscono seguendo politiche di responsabilità sociale, ma neppure rispettano le stesse norme che emanano. E, questa del rispetto delle norme è in ogni Paese la premessa minimale che consenta a qualsiasi organizzazione -privata pubblica o sociale- di perseguire volontariamente una politica di responsabilità sociale che, per sua natura, va sempre oltre la norma vigente. Come non dire che un Governo che si comporti con la propria rendicontazione come scrive l'ex Ministro delle Finanze non potrà mai chiedere di essere credibile quando emana decreti o presenta disegni di legge per introdurre norme restrittive della comunicazione finanziaria ed evitare in tal modo altri casi Tanzi o Cragnotti? Scrive Visco:...L'approvazione del bilancio rappresenta l'atto fondamentale con cui nelle democrazie parlamentari si esprime e si legittima il rapporto tra Parlamento e Governo, e tra questi e i cittadini....La trasparenza dei bilanci è stata .... compromessa dalla assoluta mancanza di informazioni, e dal crescente ricorso a operazioni fuori bilancio, soprattutto in relazione alle spese di investimento ....Il trasferimento di oneri sui bilanci futuri attraverso manovre sistematiche di anticipo di entrate e rinvio di spese, è diventato una caratteristica della nostra finanza pubblica dalle implicazioni pericolose, soprattutto nel momento in cui regioni ed enti locali sono stati incentivati, e indotti, ad adottare in modo sistematico tecniche di cartolarizzazione o di swap sui tassi di interesse, al fine di recuperare risorse da spendere subito a scapito di maggiori oneri futuri. E' quindi indispensabile che vengano resi disponibili i dati che oggi vengono tenuti accuratamente riservati, se non addirittura nascosti. Da questo punto di vista è emblematica la giustificazione addotta dal Presidente dell'Inps per la decisione di non rendere noti i dati del Casellario pensionistico per "non influenzare il dibattito in corso sulla riforma previdenziale" (sic!).....
Come corresponsabili della comunicazione finanziaria italiana, abbiamo promosso un tavolo di confronto con i colleghi di Assorel e i cugini di Fnsi e Ordine dei Giornalisti per identificare nuove regole che limitino i danni agli investitori (basta con la populistica retorica del risparmio...) che noi stessi siamo talvolta indotti a provocare: ma con quale faccia ci presentiamo ai nostri soci chiedendo loro di cambiare comportamenti quando le più importanti istituzioni pubbliche si comportano in questo modo? Non si tratta solo di una questione di serietà... ma soprattutto di efficacia della comunicazione. Come scriveva già 20 e più anni fa l'amico Federico Spantigati, la comunicazione è efficace a medio soltanto quando comunica comportamenti. Ci vuole una buona dose di ingenuità nel richiamare questi elementari concetti, ma come esimersi dal farlo?
Ci siamo infilati in un buco nerissimo e non pare esservi consapevolezza nemmeno all'opposizione di quanto tempo ci vorrà per uscirne...Toni Muzi Falconi

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