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Raccolta differenziata: negli scavi di Pompei un progetto di comunicazione innovativo

20/03/2013

Facta non verba: è uno dei più noti aforismi latini scelti da Conai per la campagna di sensibilizzazione dei visitatori degli scavi archeologici e del Parco del Vesuvio. Ottanta isole ecologiche, totem informativi e shopper biodegradabili per “educare” i turisti al rispetto per l’ambiente ed al valore del riciclo.

Pompei si propone come laboratorio per un nuovo modello di comunicazione ambientale, nel caso specifico legata alla raccolta differenziata dei rifiuti. Il sito archeologico tra i più visitati al mondo presenta, da sempre, il problema della gestione, ma anche della comunicazione, di un modello efficiente per consentire la raccolta delle diverse frazioni di rifiuti. A questo prova a rispondere un nuovo progetto realizzato da Conai – Consorzio Nazionale Imballaggi, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, della Regione Campania, del Parco Nazionale Vesuvio e di Legambiente Campania, presentato lo scorso 17 marzo, nell’Auditorium degli Scavi Archeologici di Pompei.

All’interno degli scavi sono state allestite ottanta mini isole brevettate per la raccolta differenziata e realizzate in plastica riciclata, sessanta di cui verranno impiegate per conferire imballaggi in plastica e metalli, imballaggi in carta e cartone, e indifferenziato in tre sezioni distinte; le altre venti verranno impiegate per conferire imballaggi in vetro e rifiuto organico.

Il nuovo progetto è integrato da un articolato piano di comunicazione per sensibilizzare i visitatori (circa 2 milioni e mezzo all’anno), sia negli Scavi che nel Parco Nazionale del Vesuvio (con i suoi 500.000 visitatori all’anno). La comunicazione è veicolata attraverso venticinque totem con due tipologie di messaggi: informativi e istituzionali. Sui totem informativi il messaggio è rappresentato da aforismi latini famosi: Carpe Diem (Cogli l’attimo), Facta Non Verba (Differenziare bene per riciclare meglio), Ignorantia Legis Non Excusat (L’ignoranza della legge non scusa), per esortare i visitatori al riciclo.

Sulle bacheche, localizzate nel Parco Nazionale del Vesuvio, invece, vengono raccontati i materiali con un confronto fra il loro utilizzo nella storia e il processo di lavorazione oggi di ciascuno di essi. Ai visitatori sul Vesuvio, all’atto di acquisto del ticket di ingresso, verrà anche consegnata uno shopper compostabile che sarà utilizzato dall’utente per conservare, per tutta la durata della visita, i propri rifiuti. Questi ultimi, alla fine del percorso, verranno conferiti dai turisti in appositi contenitori.

Il vero problema di Pompei, ancora prima che strutturale, relativamente alla raccolta differenziata dei rifiuti, è culturale: la raccolta dei rifiuti è fatta in modo differente in ogni Paese del mondo, così come anche in Italia cambia da regione a regione.

«E’ motivo di grande orgoglio – rimarca Teresa Elena Cinquantaquatto, Soprintendente archeologo di Napoli e Pompei ‐ che il sito di Pompei sia stato individuato assieme al Parco Nazionale del Vesuvio come sede e testimonial per il rilancio della campagna per la raccolta differenziata. La gestione dell’area archeologica, anche nel settore del corretto smaltimento dei rifiuti, vista l’alta affluenza di visitatori, presenta aspetti problematici tipici di una città moderna ma complicati dalle esigenze di tutela propri di un sito antico di 2000 anni. Il progetto, che prevede il potenziamento del servizio già attivo all’interno dell’area, rappresenta l’occasione per ribadire la volontà e l’impegno della Soprintendenza a coniugare tutela del patrimonio e attenzione per l’ambiente, oltre che riaffermare la volontà di collaborare con tutti i soggetti che hanno a cuore la salvaguardia del territorio».

«Questa iniziativa – prosegue il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Ugo Leone ‐ realizzata dal Conai con, tra gli altri, il patrocinio del Parco Nazionale del Vesuvio assume anche un significato simbolico: di liberazione dal recente passato e di proposizione e promozione di modelli di comportamento che devono essere esemplari per i cittadini residenti e per le centinaia di migliaia di visitatori annuali dell’area Parco».

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