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Rp e professione legale: un rapporto sempre più stretto

21/10/2010

Nel solco dei precedenti incontri, prosegue la collaborazione tra avvocati e relatori pubblici. Grande interesse da entrambe le parti per un rapporto che inizia a delinearsi come costruttivo e solido anche per il futuro.

di Andrea Colagrossi
Continua il dialogo tra l’Ordine degli avvocati di Roma e i professionisti delle Relazioni pubbliche. Mercoledi 20 ottobre si è svolto a Roma, organizzato dalle due associazioni Foro Europeo e Avvocati per l’Europa, con la collaborazione e la partecipazione attiva di Ferpi, un interessante incontro tra due categorie professionali, Avvocati e Comunicatori che da anni si “annusano” ma mai hanno approfondito conoscenza e quindi collaborazione e scoperto sinergie.
Il convegno introdotto da Antonio Riva e dal saluto di Celeste Bertolini, moderato da Gioacchino De Chirico con l’avvocato Domenico Condello a rappresentare l’Ordine degli avvocati di Roma, si è svolto davanti ad una platea di circa 500 professionisti del mondo forense (moltissimi giovani).
Diversi i contributi portati dai professionisti della comunicazione, il Prof. Mario Morcellini, Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, ha introdotto i concetti teorici sulla comunicazione in relazione alla incapacità dell’uomo di dare soluzione informale ai propri conflitti soprattutto in tempi di crisi, non solo nell’ evidente accezione economica, ma anche in quelle morale e culturale che minano, nell’ombra, la capacità relazionale e sociale degli individui; Barbara Ruiz, insieme a Paola Parigi, ha incarnato il trait d’Union tra comunicazione e mondo legale, essendo l’una motore della comunicazione di uno dei pochi case History italiano relativo ad uno studio legale che ha percepito e pianificato, sin dalla fondazione, attività di relazioni esterne e comunicazione rispetto alle competenze ed alle attività dello studio stesso, l’altra che, dopo l’esperienza nella professionale legale, per opportunità professionale ha gestito la comunicazione di un importante realtà legal internazionale, ne è stata affascinata sino a farne la propria professione. Entrambe hanno sottolineato come, nel rispetto della deontologia forense sia possibile, utile e necessario pianificare la comunicazione verso i media per migliorare e mantenere una reputation professionale e personale essenziale nella competitività sfrenata dei nostri tempi. Con Stefano Martello, coautore dell’unico testo che tratta della Comunicazione delle Professioni Legali, è stato possibile analizzare le incomprensioni alla base del difficoltoso avvicinamento tra Avvocati e Comunicatori, incomprensioni che sono riassumibili in un errore semantico che scaturisce dalla identificazione, da parte del mondo legale, della Pubblicità-Advertising, processo cognitivo solitamente unidirezionale, con la Comunicazione che invece è un processo comunicativo che è ha una intrinseca natura bidirezionale e quindi, come sottolineato da molti, intrinsecamente “relazionale”.
Andando oltre abbiamo tutti percepito che uno degli elementi fondanti della difficoltà a pianificare attività di comunicazione legale emerga dall’ossimoro sul quale si fondano i confini, del Codice Deontologico Forense- oggi divenuto fonte del diritto- e cioè la definizione di liceità per la Pubblicità Informativa, laddove le parole che la compongono non hanno alcuna possibilità di vivere vicine e coerenti, desiderando suscitare emozioni nell’individuo la prima, e freddi elenchi di notizie e dati l’altra.
Last but not Least, Sergio Zicari, autore con Giampietro Vecchiato del libro di Ferpi/Spazio RP sulla Comunicazione delle professioni intellettuali, ha incarnato perfettamente il ruolo che gli è stato affidato, tracciando le conclusioni.
Con la leggerezza e la capacità di chi sa comunicare ed ha l’esperienza che lo supporta, Zicari ha sintetizzato i focus dei colleghi che lo hanno preceduto ed illustrato, con esempi concreti, le discrasie comunicazionali causate anche dai semplici comportamenti del front office di uno studio legale che tanto spesso danneggiano la percezione professionale e la reputazione dei professionisti legali.
In definitiva un convegno di grande impatto emotivo per la qualità dei relatori, di pubblico, di prospettiva di studio e applicazione professionale per i comunicatori, terreno ampio, che va reso fertile diffondendo la cultura della comunicazione tra i legal, formando la consapevolezza che un mondo legato alla tradizione, all’onore ed al decoro, deve fare in modo che queste diventino elementi positivi percepiti all’esterno e non ostacoli e distanza da una società che vive sempre più velocemente e sempre più velocemente comunica e orienta opinioni e reputation attraverso i media.

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