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Salone del Gusto: comunicare l'Italian food

21/10/2010

L’evento torinese accende i riflettori sull'importanza della comunicazione in un settore, quello agroalimentare, che è sempre più strategico per il nostro Paese. Non una fiera tra le altre ma un vero e proprio progetto di promozione che rappresenta anche una grande piattaforma relazionale.

Da oggi e per alcuni giorni con il Salone del Gusto e Terra Madre, Torino diventa capitale mondiale dell’alimentazione. L’agroalimentare è uno degli asset economici principali del nostro Paese ed è – stando agli ultimi dati – anche uno dei settori dove si registrano i maggiori investimenti in comunicazione, non solo delle grandi industrie alimentari.
Di fatto il Salone del Gusto, giunto all’ottava edizione, e da qualche anno Terra Madre, divenuto un evento di spessore internazionale, rappresentano un grande progetto di comunicazione su una delle principali risorse dell’industria Paese, il cibo.
Purtroppo, nella gran parte dei casi e soprattutto per le piccole e media imprese – la stragrande maggioranza nel settore enogastronomico – la comunicazione il più delle volte si riduce o esaurisce ad attività di marketing di prodotto, di relazioni con i media o per il supporto alla partecipazione a fiere ed eventi.
Il Salone del Gusto, da questo punto di vista, rappresenta un momento importante di confronto per tante piccole e medie imprese, cui offre grande visibilità, sulla necessità di puntare a politiche, strategie e investimenti in comunicazione sistematici, costanti.
In questi anni i colleghi di Slow Food sono riusciti a mettere su una piattaforma relazionale e comunicazionale di tutto rispetto che sta producendo effetti molto positivi sul settore agroalimentare e che ha nelle relazioni pubbliche e nel marketing relazionale uno dei punti di forza.
I numeri, da soli, seppur di grande impatto non rappresentano il buon lavoro che stanno sviluppando a Slow Food e di cui il Salone del Gusto e Terra Madre sono due degli eventi più visibili. Progetti, eventi, incontri, mostre, convegni… senza contare le attività connesse al core business di ogni singola impresa che fa parte del sistema creato da Carlin Petrini.
L’evento
Le due diverse manifestazioni biennali rappresentano un momento unico interconnesso.
La mostra mercato internazionale, aperta al pubblico, vetrina della produzione enogastronomica artigianale e di qualità, forte della sua connotazione didattica, di sensibilizzazione e di dibattito, si svolge in concomitanza e in stretto contatto con Terra Madre, l’*incontro mondiale delle comunità del cibo*, che riunisce attori della filiera agroalimentare da 150 Paesi, impegnati a difendere e promuovere modi di produzione rispettosi dell’ambiente, attenti alle risorse naturali, alla conservazione della biodiversità, alla giustizia sociale.
Il Salone del Gusto 2010 è organizzato da Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food; sponsor ufficiali sono Lurisia, Consorzio per la Tutela dell’Asti docg, Lavazza, Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Intesa Sanpaolo e Pasta Garofalo.
Terra Madre è realizzato da Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Cooperazione Italiana allo Sviluppo – Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food in collaborazione con Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Associazione delle Fondazioni delle Casse di Risparmio Piemontesi e Coldiretti Piemonte.
Il tema del Salone del Gusto quest’anno è sintetizzato da due parole: una è*cibo*, l’altra territori. Messe in relazione tra loro da due segni convenzionali, il “+” e il segno “=”.
Che cosa significa? Che senza territorio non esisterebbe il cibo, espressione del terreno, del clima, del savoir faire; che attraverso il cibo ogni territorio manifesta le sue caratteristiche peculiari, riconoscibili.
Durante le cerimonia di apertura della manifestazione, il fondatore e patron di Slow Food, Carlin Petrini ha sottolineato la necessità di ridare il giusto valore al cibo e di consumare meno e meglio, cercando il prezzo giusto, che non è necessariamente quello più basso. “Il rilancio dell’agricoltura italiana – ha aggiunto – deve passare attraverso il ritorno alla terra da parte delle nuove generazioni. Per fare questo occorre però che i produttori vengano remunerati il giusto, che si riduca la burocrazia, che le banche diano accesso al credito con più facilità”.
gp

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