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Sironi: la sfida per la finanza è una crescita sostenibile per tutti

02/09/2020

Rossella Sobrero

L'Oscar di Bilancio da oltre 50 anni segue e anticipa le tendenze in fatto di rendicontazione, una disciplina ormai estesa a tutte le funzioni aziendali, coinvolte con gli stakeholder in un dialogo continuo, che crea valore per l’azienda e la comunità. Ma la vera sfida per la finanza, oggi, è una crescita sostenibile per tutti. Lo afferma il Presidente di Borsa Italiana, Andrea Sironi, intervistato da Rossella Sobrero.

Da anni Borsa Italiana è nel Gruppo promotore dell’Oscar di Bilancio. Quali sono i valori promossi dal premio che ritiene più importanti?

Il premio negli anni si è evoluto seguendo, in certi casi anticipando, la regolamentazione e le best practice in tema di rendicontazione e di comunicazione dei dati finanziari e non. Se pensiamo alle prime edizioni, è stata fatta molta strada, ma i valori sono rimasti gli stessi e sono validi ancora oggi. La trasparenza nella comunicazione come investimento per creare valore in azienda, mi sembra il più importante. Le prime edizioni si concentravano sul bilancio, quindi su di uno strumento di comunicazione principalmente a investitori e stakeholder finanziari, che si cercava di rendere “bello”, per aumentarne l’efficacia da un punto di vista della comunicazione. Oggi la rendicontazione, soprattutto quella non finanziaria, è una disciplina che investe tutte le funzioni aziendali, coinvolte in un dialogo continuo con un numero elevato di stakeholder, all’insegna della coerenza e della trasparenza.
Un dialogo che scopre potenziali prima inespressi e crea un grande valore per l’azienda e la comunità. Sarebbe impossibile per un’azienda definire il proprio “purpose” senza questo confronto continuo. 
Ritengo che sia importante anche lo spirito competitivo che caratterizza l’Oscar. Sottoporsi al vaglio di commissioni e giurie di esperti è un modo sano per giudicare il proprio lavoro, uno stimolo a fare sempre meglio. E che vinca il migliore!

Nell’edizione 2019 dell’Oscar di Bilancio è emersa una maggior attenzione delle imprese a comunicare l’impegno sociale e ambientale: pensa che questo trend continuerà?

Continuerà e crescerà ulteriormente. Come dicevo prima, le aziende sono sempre più consapevoli del loro ruolo sociale. Se guardiamo al mercato, Borsa Italiana ha organizzato lo scorso luglio l’Italian Sustainability Week, un roadshow tra imprese e investitori, interamente dedicato ai temi della sostenibilità. Cinquanta aziende, per una capitalizzazione di mercato aggregata di circa 290 miliardi di euro, il 55% dei mercati italiani, hanno incontrato 180 investitori per discutere le proprie strategie di crescita sostenibile. Sono numeri che tra anni fa, quando lanciammo, prima Borsa al mondo, un roadshow tutto dedicato a temi ESG, non avremmo immaginato.
Se allarghiamo l’orizzonte, l’attenzione all’ambiente è fortunatamente sempre più diffusa nell’opinione pubblica internazionale. Le giovani generazioni soprattutto, esigono coerenza tra i valori dichiarati da un marchio e i comportamenti dell’impresa. Ciò non li riguarda solo come consumatori, ma anche come dipendenti. Molte imprese hanno compreso l’importanza delle loro politiche di sostenibilità a supporto del recruiting dei migliori talenti. Del resto è ormai evidente che la sostenibilità sia un elemento di attrattività per nuove risorse, non solo finanziarie. Tuttavia, tornando ai valori dell’Oscar di Bilancio, un’azienda deve essere trasparente e coerente. Atteggiamenti superficiali, siano “green washing” o un marketing che strizzi l’occhio alla moda, hanno un respiro cortissimo e si risolvono oggi in un rischio di danno reputazionale enorme.

Il mercato dei green bond è in crescita a livello internazionale. Oltre alle obbligazioni verdi, si stanno diffondendo anche nuovi strumenti come i sustainable bond per contribuire al raggiungimento degli SDGs delle Nazioni Unite. Qual è il suo pensiero a questo proposito?

C’è un forte interesse sul mercato per questi strumenti. Il segmento dedicato ai green e social bond di Borsa Italiana quota circa 120 titoli e continua a crescere. Naturalmente il raggiungimento degli SDGs richiede risorse per investimenti e il mercato sta giocando un ruolo importante nel favorire la raccolta delle risorse necessarie a questi investimenti. Emittenti di qualità si impegnano su obiettivi sostenibili garantendo ritorni agli investitori e vantaggi per tutta la comunità. Trovo che sia un processo virtuoso su cui siamo impegnati come infrastruttura di mercato.

Per il mondo della finanza quali saranno le sfide più difficili in futuro?

Io credo che le sfide che abbiamo davanti non riguardino più questo o quel mondo, ma vadano colte come sfide di tutti. La pandemia è stato uno stress test che ha messo in risalto i punti di forza e le crepe del nostro sistema economico e sociale, ma soprattutto ha evidenziato la nostra interdipendenza reciproca. La finanza dovrà quindi continuare a supportare l’economia garantendo, nell’immediato, i mezzi necessari per ripartire, e poi, una crescita sostenibile e durevole per tutti.

 

 

 

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