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Spin Doctors: Uomini e Storie - Edward Bernays

09/12/2010

Torna la rubrica _Spin Doctors: Uomini e Storie_ dedicata a colui che, a buon diritto, viene considerato il capostipite di tutti gli spin doctors: Edward Bernays. Siamo negli Stati Uniti all’inizio del XX secolo…

di Gabriele Cazzulini
Dove eravamo rimasti Sì, ai fiumi di denaro che inondavano l’America e all’odore di piombo che nell’aria pesante dell’Europa annunciava lo scoppio della prima guerra mondiale. Sì, la cornice è questa e le sue tinte sono sempre più fosche, come quei film noir alla Tarantino, grondanti di cattiveria e ingegno. Ma qui siamo 200 anni prima.
La nazionalizzazione delle masse, famoso titolo di un libro “cult” ma anche amara realtà, ha trasformato i popoli in soggetti centrali per la politica. Ma i popoli reagiscono solo a sentimenti irrazionali, sono fortemente instabili, pronti a sfociare in manifestazioni di violenza. Bramano un capo, vogliono sentire parole forti, non amano la fredda razionalità. L’unione di migliaia di corpi produce un coscienza collettiva che, come un demone, si impossessa di ciascuna mente individuale. E’ qui che nasce la nuova “psicologia delle masse”, che spiega come governare gli istinti reconditi delle folle. Dal lettino psicanalitico di Freud alla psicanalisi di massa, il passo può essere forse troppo lungo. Ma la direzione è quella giusta. I molti non sanno scegliere bene, perché si lasciano travolgere dalle passioni del momento e dall’oratoria di pochi abili manipolatori, capi carismatici, avventurieri senza scrupoli. Già allora la politica era diventata sempre più una tecnica della comunicazione: si chiamava propaganda.
Mr. Edward Bernays – consulente in relazioni pubbliche
E’ in questo scenario che si alza il sipario sul primo protagonista di “Spin Doctors”. Si chiama Edward Bernays, nasce a Vienna nel 1891, è un nipote di Sigmund Freud e quest’anello di parentela sarà molto influente per Edward, che applicherà la psicanalisi allo studio delle masse. A dieci anni si trasferisce con la famiglia a New York, dove studia agraria. Ma alla zappa preferisce la penna e così studia giornalismo. Nel 1913 si mette a fare il “press agent” per teatri, balletti e cabaret. Non è il massimo. Neppure lui ha l’aria dell’intellettuale o dell’avventuriero. Siccome “mors tua, vita mea”, la prima guerra mondiale offre a Bernays la prima svolta della sua vita. E’ il 1917 e il presidente americano Woodrow Wilson forma il “Comitato per l’Informazione Pubblica” per mettere insieme giornalisti, sociologi e pubblicitari. E’ la macchina della propaganda per sostenere lo sforzo bellico dello zio Sam. Per Bernays è la scuola dove imparare le più moderne tecniche di propaganda e conoscerne i grandi maestri.
Una folgorante carriera
Siamo nel 1919 e Bernays ha già capito che da questo punto di vista il giornalismo è roba vecchia. Perciò decide di aprire il suo studio a New York, che sarà attivo fino al 1963 – cinquant’anni che cambiarono il mondo. Cosa fa Bernays? Sulla porta del suo studio si legge un’etichetta fino ad allora sconosciuta: “Consulente in Relazioni Pubbliche”. Bernays lavorò per i giganti del business americano: Procter & Gamble, American Tobacco Company, Cartier, CBS, General Electric, Dodge Motors. La propaganda di massa di Bernays è stata una degli ingredienti essenziali per il capitalismo americano. Le sue campagne sono anche le più stravaganti e pionieristiche, come ad esempio salvare dalla censura uno spettacolo teatrale che metteva in guardia sui rischi delle malattie sessuali coinvolgendo il sostegno dei medici e trasformando lo spettacolo in un’educazione sessuale – correva l’anno 1913. Poi si accesero le Torce della Libertà. L’obiettivo era aumentare le vendite di sigarette presso le clienti femminili ma riuscendo a dimostrare come la donna che fuma non dovesse più essere un tabù. Così Bernays organizzò quello che oggi chiamiamo “flash-mob”: radunò un centinaio di ragazze, chiamò i cronisti e i fotografi (il potere dell’immagine!) e disse alle ragazze di accendersi tutte insieme una sigaretta. Ne parlarono in tutta l’America, allora sotto la cappa del proibizionismo. Al presidente Calvin Coolidge, morigerato bastione del perbenismo borghese, Bernays organizzò il primo pic-nic elettorale insieme al mondo della vaudeville – fu la prima azione veramente mediatica di un presidente americano. Tutto facile? No, c’era un grande cambiamento in vista.
Mani sporche?
La seconda grande svolta nella vita di Bernays fu ben diversa e drammatica. C’era una potentissima azienda legata a doppio filo alla Casa Bianca. Ma era sul punto di finire in bancarotta. Per salvarsi, aveva bisogno della politica. Per giustificare il suo intervento, la politica aveva a sua volta bisogno di una propaganda come non si era mai vista prima. Gli americani dovevano credere che quell’intervento, all’estero, era giusto. Siamo ancora negli anni Venti del Novecento. Sembra di leggere i giornali di oggi. Ovviamente serviva anche un vero maestro della propaganda: cioè lui, Edward Bernays. Allora: cosa farà Bernays, accetterà l’incarico e dimostrerà al mondo cosa può fare la comunicazione politica? Anche violando il senso della giustizia per giustificare la violenza? Lo farà davvero? Appena emerso e già lo spin doctor rischia di sbattere contro limiti invalicabili.. Ora stop! Questo è il prologo della prossima puntata!

Tratto da Spinning Politics

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