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Tra carta e web, il futuro della lettura

14/12/2009

Il lancio di nuovi supporti per la lettura e l'avvento dei primi magazine digitali accende il dibattito sull'integrazione tra carta e web. Libri e giornali resisteranno all'avvento degli e-book? E se sì per quanto? E cosa cambierà? Una riflessione di Mariella Governo.

di Mariella Governo


Nel film State of play c’è una partita a guardie e ladri tra giornalismo e scandali politici. L’aspetto per me più interessante è la sotterranea partita tra i tempi del giornalismo tradizionale e sporco d’inchiostro e il tempo reale e fluido della rete.


Cal McAffrey (Russel Crowe) è un veterano della carta stampata, il suo è un giornalismo investigativo, che va di persona alla fonte, che pone domande, nel nome della verità e di una buona storia. Sua giovane e inesperta collega è Della Frye (Rachel McAdams), sua grande ammiratrice. Lei lavora per il blog della stessa testata e le viene affidato un caso apparentemente di poco conto che nel giro di poco tempo le scoppia di mano. C’è puzza di bruciato nella morte di una ragazza in metropolitana e via via che le storie si accavallano, è coinvolto sempre più nel caso (all’inizio per ragioni personali) lo stesso Cal. I due si ritroveranno invischiati in un complotto che squassa il palazzo della politica.


Nel finale, entrambi, il giornalista veterano con l’ufficio strapieno di carta e la giovane blogger, assistono nella stessa stanza alla confessione del politico e al colpo di scena che tiene aperte fino a notte le “rotative” del quotidiano. Usciti dal “confessionario”, il luogo dove la notizia è esplosa, Cal dice a Della: Ora andrai a scrivere immediatamente sul tuo blog, vero? E lei (forse perché invaghita di lui) gli risponde: Per una notizia di questo genere penso che valga la pena che i lettori si sporchino le mani d’inchiostro.


Sul tema carta – web il dibattito è ancora aperto e contraddittorio.


Solo 10 anni fa Bill Gates, nel suo discorso al World Economic Forum di Davos predisse la fine di tutte le pubblicazioni cartacee. Più precisi nelle date furono l’Economist che nel 2006 profetizzò in modo provocatorio la scomparsa dalle edicole dell’ultimo quotidiano nel 2043. Mentre Arthur Sulzberger jr, editore del New York Times affermò che l’ultima copia del suo quotidiano sarebbe stata acquistata nel 2012. A questo tema Vittorio Sabbadin ha dedicato il bel libro L’ultima copia del New York Times.


Ci sono anche numeri in controtendenza: nel primo semestre 2009 i dati di vendita di testate europee quali l’Economist e il quotidiano tedesco Bild Zeitung vanno in un’altra direzione: le copie cartacee stanno aumentando.


E succede pure che il web scopra la carta.


Su questo filone è recente il lancio del nuovo quotidiano tedesco Niiu da parte di due studenti di economia e marketing tedeschi, Hendrik Tiedemann e Wanja Oberhof. Niiu diffonde le notizie del web, selezionate, stampate e recapitate a casa. I lettori di Niiu selezionano sul sito il genere di notizie che vogliono ricevere. Ogni copia è personalizzata. Dicono i protagonisti: Molti giovani sono stanchi di informarsi su Internet ma sono pronti a pagare per un giornale di loro gradimento. Leggere su carta è più piacevole.


Mi viene da dire, leggere “su misura” come ipotizzava Nicholas Negroponte dieci anni fa, con il “my-media”.


Una diversa opinione sul tema carta-web la aggiunge il puntuale Beppe Severgnini nel suo Italians di questa settimana L’e-book cambierà la lettura, non i libri. Per lo scrittore giornalista i bei libri, come le belle canzoni, vivranno ma i bei volumi – copertine, note, dediche e profumo – saranno bei ricordi. Alle enciclopedie è già successo. Ora tocca a dizionari, manualistica, scolastica, bestseller, saggi e romanzi.


Continua Severgnini: La gente non rinuncerà a leggere: rinuncerà alla carta. Così come non ha rinunciato alla musica. Solo a vinile, cartone e policarbonato.


Da gran lettrice e amante del profumo della carta, faccio una gran fatica a leggere sullo schermo. Ma sono come San Tommaso, voglio provare a leggere un intero libro sullo schermo.


Ho chiesto quindi a Babbo Natale un reader per e-book: ce ne sono di bellissimi! Io ci provo a leggere lì sopra, al massimo lo terrò come oggetto di design.


Tratto da www.mariellagoverno.it

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