Andrea Cicini*
Dalle Vette alla Regia: il successo Olimpico tra performance agonistica e gestione d’eccellenza della manifestazione
Il 2026 per l’Italia è stato l’anno del grande evento per eccellenza, quello Olimpico di Milano-Cortina 2026. Una sfida iniziata anni fa, una “scommessa”, dall’esito incerto come tutte le scommesse, che invece ha promosso in modo concreto e indiscusso il talento e l’immagine della nostra cara ITALIA in tutto il mondo. Attraverso i valori dello Sport.
Le Olimpiadi e le Paralimpiadi, due eventi uniti dalla stessa anima e dallo stesso nome, ma un po’ malinconicamente slegati, sono oggi l’occasione sportiva più inclusiva e spettacolare per tutti a livello mondiale. Milano-Cortina 2026 ha rappresentato per l’Italia una stagione invernale di giochi, caratterizzata da numeri stupefacenti, sia in termini di partecipazione sportiva tra Atleti e Nazioni, che dal punto di vista economico e sociale. Quasi 20mila i volontari selezionati, il 48% dei quali con una media di età al di sotto dei 35 anni provenienti da oltre 94 Nazioni, una domanda di partecipazione importante che ha superato le 120mila candidature. 3.500 atleti da oltre 90 nazioni (2.900 i professionisti olimpici e 600 i paralimpici) con la delegazione di atleti dell’ITALIA TEAM più numerosa di sempre, ben 196 pronti a rappresentare il nostro Tricolore. Un medagliere da record, 30 le medaglie Olimpiche e 16 le Paralimpiche, nuove pagine iconiche della storia dello Sport italiano.
A questo grande momento, iniziato la notte del 15 marzo, ho preso parte personalmente per il Gruppo organizzativo della cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi presso il CURLING OLYMPIC STADIUM. E vorrei soffermarmi proprio su questo.
È stata la serratura che a doppia mandata ha chiuso questa edizione invernale, lasciando al pubblico di tutto il mondo un ricordo indimenticabile del valore sportivo, che nato per essere universale e inclusivo, è stato reso spettacolare da una creatività e passione tutta italiana. “Italian Souvenir” ha chiuso il percorso di Milano-Cortina 2026 con uno show unico fatto di arte e luce che ha esaltato il valore delle differenze.
Il progetto nasceva da una grande realtà che da tempo, con la sua visione internazionale, si sta facendo strada: a firmare “Italian Souvenir”, Casta Diva Group, attraverso G2 Eventi, società dedicata alla comunicazione live e digitale.
Non più di due anni fa sfidava i maggiori “organizzatori di cerimonie Olimpiche”, ed aveva la lungimiranza di presentarsi per la Sua prima cerimonia Olimpica. Una grande scommessa che ha meritato una medaglia d’oro. Il progetto creativo ha unito infatti potenza visiva, impatto emotivo e una narrazione poetica costruita attorno a un’idea chiave: mettere al centro non l’atleta, ma l’essere umano, con la sua anima.
Il grande show di arte e luce ha preso vita al termine delle competizioni olimpiche e paralimpiche del percorso da record della Milano-Cortina 2026. Durante la cerimonia, elementi iconici dell'immaginario collettivo come la boule de neige, la calamita e la cartolina si sono trasformati in installazioni sceniche e segni visivi capaci di diventare idealmente proprio dei souvenir, da conservare tra i ricordi più preziosi.
Questo il saluto dell’Italia al mondo. Il concept ha tradotto in forma scenica il percorso di chi, nello sport e nella vita, trasforma il limite in un traguardo, dissolvendo ogni distinzione tra abilità e disabilità.
Come recitava il documento guida della serata: “Qui ogni distinzione tra abilità e disabilità si dissolve, lasciando emergere il valore più potente dello sport: l’INCLUSIONE”. La cerimonia ha coinvolto oltre 300 professionisti tra direzione creativa, regia, produzione, tecnici e maestranze, con un impianto scenico progettato per valorizzare la specificità del Cortina Curling Olympic Stadium.
È stato chiesto ad Andrea De Micheli, Presidente e CEO di Casta Diva Group, che cosa avesse rappresentato per lui questa grande, nuova, sfida. Questa la sua risposta: «Per G2 Eventi e per il Gruppo Casta Diva, questa cerimonia ha rappresentato molto più della realizzazione di un grande evento. Aggiudicarsi la gara e firmare un appuntamento di questo livello ha significato assumersi una responsabilità artistica, produttiva e reputazionale di massimo profilo, e affrontarla con il rigore che i grandi contesti internazionali richiedono; è un passaggio che consideriamo strategico, perché certifica una crescita reale; l’abilità di tenere insieme visione creativa, metodo, affidabilità esecutiva e qualità del risultato».
Un evento studiato e pianificato da tempo, messo a terra nell’ultimo anno, con un’organizzazione operativa capillare ed attenta, che ha visto la gestione di numerose prove organizzate in una palestra di Milano e trasformata per l’occasione nel palazzetto di Cortina. Il tutto è stato montato e provato per la prima volta all’interno del CURLING OLYMPIC STADIUM 24 ore prima della diretta RAI.
Allestimenti di questa entità necessitano di profonda attenzione e coordinamento di persone qualificate con nervi saldi, solida visione e una profonda calma per la gestione delle emergenze. 24 ore per montare la scenografia, la parte tecnica, la regia, gli effetti luci, l’audio, i video, e provare poi in parallelo tutta la coreografia e sentirsi, infine, davvero pronti. Come per gli atleti Olimpici, non c’è margine di errore.
A capo di questo grande sogno, c’è Francesco Paolo Conticello, Direttore creativo della Cerimonia nonché Presidente e CEO di G2 Eventi, che ha restituito così il senso di questa sfida. «Con “Italian Souvenir” abbiamo immaginato la Cerimonia di Chiusura come il momento in cui un Paese non si limita a salutare il mondo, ma sceglie che cosa lasciare nella sua memoria. Il nostro intento era costruire un racconto capace di andare oltre ogni stereotipo dell’Italia, restituendone invece una dimensione contemporanea, emotiva, inclusiva, fatta di segni semplici ma profondi. Il ricordo è stato il cuore del concept: non come esercizio nostalgico, ma come esperienza condivisa, come forma viva attraverso cui trasformare la fine dei Giochi in un gesto collettivo di bellezza e umanità. In questo senso, l’inclusione non è stata per noi una dichiarazione di principio, ma una scelta di linguaggio: qualcosa che doveva manifestarsi in scena con evidenza, naturalezza e verità. Se oggi questa esperienza lascia un segno, è perché ha saputo essere insieme idea e struttura, ispirazione e disciplina. Ed è precisamente in questo equilibrio che riconosco il valore più profondo di Italian Souvenir e, insieme, la maturità raggiunta da G2 Eventi nel panorama dei grandi eventi internazionali».
Il progetto, tuttavia, aveva un budget estremamente ridotto. Una complessità non da poco considerando l’enorme impatto atteso. Ma le grandi sfide, come nei grandi eventi, si vincono proprio partendo dalle idee e dalla concretezza, dalla passione e dalla voglia di andare oltre, battendo i propri limiti, come la regola dei 5 secondi dell’immenso Alex Zanardi: «Quando pensi di mollare, quando sei esausto, tieni duro per altri cinque secondi. Se riesci a superare quel momento di debolezza, scoprirai di avere ancora forza e potrai fare la differenza».
Negli ultimi anni, anche grazie al lavoro della Commissione che rappresento, la FERPI ha iniziato a parlare di Sport, presentandosi nei vari uffici istituzionali come il CONI, CIP, Sport e Salute, Ministero dello Sport e altro, al fine di iniziare a tessere una tela capace di tenere insieme il mondo dei comunicatori con l’industria sportiva. Una FERPI attiva e presente in diversi progetti e contesti di Sport, con l’obiettivo di fare rete e apportare un contributo altamente professionale di confronto. Un mio personale auspicio è quello di coinvolgere sempre di più i comunicatori stessi, in modo attivo e dinamico nella pratica di diverse attività sportive, secondo il sempre valido mantra “Men sana in corpore sano”.
La bellezza nella differenza e nell’unicità di ciascuno è qualcosa che il pubblico, oggi più che mai, è pronto a riconoscere e richiede. Passando dagli eventi alla vita reale, favorire inclusione e rispetto delle unicità di ciascuno è una responsabilità, anche di chi si occupa di comunicazione e relazioni pubbliche, forse la responsabilità più grande, capace di regalare maggiori soddisfazioni e, soprattutto, diffondere il senso. Dopo un periodo di studi, incontri, tessitura di relazioni e tante parole spese, il lavoro della Commissione Ferpi che rappresento partirà da qui, nella consapevolezza che lo Sport, e il suo racconto, sono leve capaci di ispirazione positiva e un contrasto alle polarizzazioni e ai tanti elementi divisivi presenti nella società attuale. Serve dare seguito e continuità alle relazioni intraprese, con gesti e fatti concreti, pensando al futuro.
*Coordinatore Commissione Sport e Manifestazioni Sportive