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Valigia Blu

28/10/2016

Un blog collettivo, nato nel 2010, che nel corso degli anni ha fatto di giornalismo ed attivismo la propria scelta. Valigia Blu lancia ora una campagna di crowdfunding per autofinanziarsi, mantenendosi liberi da editori e pubblicità.

Un blog collettivo, che si fonda sul digitale. Non solo perché nasce online ma perché il cuore delle sue attività vive sui social. Valigia Blu non ha una redazione fisica ma un gruppo di lavoro – composto da Roberta Aiello, Dino Amenduni, Leonardo Bianchi, Giacomo Cannelli, Fabio Chiusi, Arianna Ciccone, Vincenzo Marino, Marco Nurra, Matteo Pascoletti, Angelo Romano, Bruno Saetta, Antonio Scalari, Giorgio Tsiotas, Marco Tonus, Marion Sarah Tuggey, Mariangela Vaglio, Andrea Zitelli – che vive grazie agli strumenti del digitale.

Nato nel 2010, in seguito ad una mobilitazione digitale per ottenere una rettifica da TG1, nel corso degli anni ha fatto di giornalismo ed attivismo la propria scelta. Come dichiarano gli autori “analisi sulla verità di dichiarazioni pubbliche (fact checking), svelamento di bufale (debunking), analisi critiche di media e politica, approfondimenti tematici, studi sulla cultura digitale” sono al centro del loro lavoro.

Proprio per restare libero e svincolato da pubblicità ed editori, Valigia Blu ha lanciato in questi giorni una campagna di crowdfunding, per poter continuare a fare giornalismo di qualità, creare una conversazione con le persone che ne costituiscono la community, che nell’era della sovrainformazione, “possono contribuire, arricchendolo e migliorandolo, al processo informativo”.

Come si legge sul sito “indipendenza, cura dei temi trattati (che escludono intrattenimento e sensazionalismo), etica sono alla base della nostra attività. Ci affidiamo perciò alla comunità di lettori anche per la sostenibilità del nostro progetto. […] Alla base della nostra idea di giornalismo ci sono questi elementi: un giornalismo che crei senso basato su sintesi, verifica, indipendenza, rigore, trasparenza, collaborazione. Giornalismo inteso come servizio pubblico che possa migliorare le vite delle persone. Le tecnologie sono una grande opportunità per questo tipo di impegno, che consideriamo e viviamo appunto come una sorta di attivismo digitale”.

La vera home page di Valigia Blu è la pagina Facebook dove si aggregano contenuti, si partecipa alle discussioni e vengono proposti i lavori”. L’obiettivo per il futuro è di lavorare sempre più al al solutions journalism, un giornalismo che possa anche proporre soluzioni rispetto a specifiche tematiche, in grado di offrire spunti e proposte convincenti e rigorose sulla base di dati, di ricerche, di esperienze di esperti e persone comuni. Un esempio è lo speciale dedicato al referendum del 4 dicembre. Un progetto collaborativo che mostra i contenuti oggetto dell’interrogazione referendaria, le opinioni e i pareri di voci autorevoli a favore del sì o del no.

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