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Miracolo bad bank: il caso della Sga

21/07/2016

Giancarlo Panico

Il caso della SGA, la Società per la Gestione delle Attività, nata come bad bank del Banco di Napoli dopo il crac del 1996, che dopo 20 anni ha recuperato quasi tutti i crediti e generato profitti. Un caso unico in Europa che la giornalista Mariarosaria Marchesano, intervistata da Giancarlo Panico, ricostruisce in “Miracolo Bad Bank. La vera storia della Sga a 20 anni dal crac del Banco di Napoli”, il libro edito da goWare.

Il 1996 è un anno nero per Napoli e il Mezzogiorno che assistono impotenti al crac del Banco di Napoli, uno dei più antichi e prestigiosi istituti di credito del mondo. Ora il governo Renzi ha un piano per rimettere in gioco la SGA, Società per la Gestione delle Attività, nata come bad bank, e con la sua ricchezza contribuire al salvataggio delle banche in difficoltà. Un caso in cui l’intreccio tra media, comunicazione e politica ha giocato un ruolo determinante. Lo ha ricostruito Mariarosaria Marchesano nel bel libro, edito da goWare, “Miracolo Bad Bank. La vera storia della Sga a 20 anni dal crac del Banco di Napoli

Incuriosita dai numeri prodotti in questi anni dalla SGA, la giornalista, esperta di comunicazione finanziaria, per diversi anni firma di punta de Il Mondo e, da settembre 2014, responsabile delle relazioni con i media per un gruppo d’investimenti finanziari e immobiliari, ha iniziato a indagare sulla vicenda, “un cold case della finanza italiana”, raccontando come da uno dei crac più devastanti degli ultimi decenni ne sia nata una società sana. Si tratta di un epilogo quanto mai inatteso per un crac, chiacchierato e imponente, come quello del Banco di Napoli, tra i maggiori dissesti bancari in Europa dal dopoguerra insieme con il Crédit Lyonnais.

Erano davvero crediti “cattivi” quelli scorporati dal Banco di Napoli e conferiti nella Sga? Come ha fatto la società a recuperarli quasi tutti? E se i vecchi azionisti dell’Istituto partenopeo avessero ancora dei diritti?

E’ una storia in cui la comunicazione e i media hanno avuto un ruolo determinante. All’epoca del crac ma anche oggi dal momento che il lavoro della SGA per quasi un ventennio è passato inosservato.

Per la SGA parlano i numeri. Quasi 6 miliardi di euro di crediti “cattivi” recuperati e restituiti allo Stato. Cinquecento milioni di euro di utili in cassa più altri 200 milioni previsti in arrivo dalle 4000 pratiche ancora inevase, su un totale di 37 mila posizioni classificate vent’anni fa  come “sofferenze” e “incagli”. Una incredibile performance, un caso unico in Europa.

Qual è stato il ruolo dei media nel crac del Banco di Napoli?
Rilevante. All'epoca i media contribuirono a diffondere e amplificare l'immagine di un Sud assistito dallo Stato e di un Banco di Napoli simbolo di uno dei sistemi clientelari più ramificati della prima Repubblica. Il crac del Banco fu dunque vissuto come inevitabile. Poca rilevanza, per esempio, ebbe sulla stampa quella che fu la principale causa della crescita delle sofferenze e cioè la cancellazione improvvisa e non programmata e graduale dell'intervento straordinario che mandò sul lastrico migliaia di imprese. ma quei crediti sono stati quasi tutti recuperati.

Qual è stato l’impatto della comunicazione nella divulgazione dei risultati raggiunti dalla bad bank del Banco di Napoli?
Pochissimi articoli in vent'anni. Le istituzioni non hanno mai spinto affinchè si diffondesse quest'informazione. I giornalisti che se ne sono occupati hanno sempre avuto grande difficoltà. La Sga negli ultimi anni ha comunicato i risultati di bilancio annuali, ma sempre circoscritti a dati tecnici. Raramente è emersa una visione d’insieme. I giornali del Mezzogiorno hanno spesso preso posizioni di parte gridando all’scippo’ alla ‘svendita’ tutte le volte che si parlava del Banco di Napoli. Quelli nazionali se ne sono interessati molto sporadicamente.

In che modo la comunicazione ha contribuito a riaccendere l'attenzione sul caso Banco di Napoli?
Quando il governo Renzi ha emanato un decreto per ricomprarsi la Sga da Intesa Sanpaolo per mettere la società al servizio del suo piano salva-banche se ne è parlato nelle cronache nazionali ma il crac del Banco di Napoli è lontano e pochi si sono chiesti da dove venissero tutti questi soldi...O meglio, è apparso normale che questa liquidità venisse messa a disposizione dello Stato. Per lo più i media hanno sorvolato sul passaggio di mano da Intesa Sanpaolo al Mef. Ma è proprio questo un punto cruciale. Il ministero dell’economia e delle finanze guidato da Pier Carlo Padoan è riuscita a farsi dare da Intesa Sanpaolo la Sga per soli 600 mila euro in virtù di un diritto di pegno storico. Pochi si sono incuriositi di questo passaggio. E ora il ministero punta a proiettare la società nell’orbita del sistema Quaestio-Atlante.

I media hanno chiarito gli obiettivi?
In modo molto generico. Per il governo Renzi la Sga rappresenta una cassaforte con la liquidità necessaria per rafforzare il piano salva-banche, Unione europea permettendo. Così, una modifica di statuto permetterà all’ormai ex bad bank di acquisire sul mercato crediti in sofferenza di altri istituti in difficoltà. Proviamo a rovesciare la questione e domandiamoci: se la bad bank di una qualsiasi banca del nord avesse avuto il successo della Sga e fosse titolare di una dotazione finanziaria di 500 milioni di euro, sarebbe altrettanto facile per il governo Renzi utilizzare questa ricchezza per salvare le banche del Sud in crisi?

 




 

Mariarosaria Marchesano è una giornalista economico-finanziaria che vive e lavora a Milano. Nata a Napoli, dove si è laureata in Economia e Commercio all’Università Federico II e ha cominciato la professione nelle cronache locali, si è trasferita nel 2000 a Milano per lavorare nella redazione di “Milano Finanza”, fino al 2008. È stata poi collaboratrice fissa de “Il Mondo” fino al 2014. Borsa, investimenti, storie di imprese, banche, dissesti finanziari, mercato immobiliare sono stati tra i principali filoni seguiti. Per Radiocor-Sole24 Ore ha realizzato due guide sulle startup d’impresa e collaborato per vari magazine sul tema imprenditorialità e lavoro femminile. Esperta di comunicazione finanziaria, da settembre 2014 cura le relazioni con i media per un gruppo d’investimenti finanziari e immobiliari.

 

Miracolo Bad Bank. La vera storia della Sga a 20 anni dal crack del Banco di Napoli, Mariarosaria Marchesano, goWare 2016, pp. 96 Edizione digitale € 4,99 | Edizione a stampa € 9,99

 

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