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Alla scoperta delle RP in Svezia: una professione decisamente... rosa

11/12/2014

Biagio Oppi

Prosegue la serie di interviste, a cura di Biagio Oppi, ai rappresentanti delle principali associazioni internazionali. Protagonista di questo terzo appuntamento è Jeanette Agnrud, Responsabile Comunicazione di Sveriges Kommunikatorer, l’associazione svedese dei professionisti delle Relazioni pubbliche.

Jeanette, puoi parlarci dell’associazione svedese, Sveriges Kommunikatorer: il vostro focus, la base associativa, la percentuale di genere e anche quali sono le attività professionali predominanti tra i vostri soci.

Ci sono attualmente 6500 membri inSveriges Kommunikatorer, la nostra associazione, fondata nel 1950 da 12 addetti stampa. La maggior parte di loro oggi lavora in Corporate Communication, Digital Communication e nel settore pubblico. Abbiamo un grande gap tra i sessi; solo il 20 per cento sono uomini. È una percentuale che rispecchia le proporzioni presenti nei corsi universitari che mostrano le stesse statistiche.

Sveriges Kommunikatorer, dal punto di vista del numero di associati, è la seconda associazione per professionisti della comunicazione in Europa, dopo CIPR nel Regno Unito. Offriamo sviluppo professionale e eventi di networking, ricerche sul settore e pubblichiamo regolarmente le notizie ed i servizi per i comunicatori.

Quali sono le principali tendenze che si possono intravvedere nell’ambito delle relazioni pubbliche e del communication management nel panorama svedese?

La Digital Communication è più importante che mai, naturalmente. Altre tendenze riguardano la leadership communication e il trend che vede Marketing, PR e Corporate Communication sempre più mischiate tra loro.

Stoccolma è il centro più importante dal punto di vista del business; cosa ci puoi dire rispetto alle altre città ed eventualmente quali specializzazione delle Rp?

È piuttosto difficile individuare altri centri, dato che le altre città sono molto più piccole: la stessa Stoccolma arriva a soli due milioni di abitanti, anche se la popolazione sta crescendo ogni giorno e certamente è il centro pulsante delle attività economiche e istituzionali. Malmö ha probabilmente una maggiore concentrazione di start up tecnologiche, e in qualche misura anche Luleå si sta connotando questo settore, da quando Facebook ha localizzato i suoi server lì. Göteborg, la seconda città più grande, è dominata da Volvo, dall’università e anche dalla Chiesa svedese.

Se un professionista italiano volesse incontrarsi e fare networking con i colleghi svedesi che eventi o piattaforme online potresti suggerire?

Abbiamo oltre 100 iniziative gratuite per i soci (e quindi per i colleghi iscritti ad associazioni facenti parte di Global Alliance come Ferpi) ogni anno in 13 città in tutto il paese; basta sceglierne una qualsiasi… gli svedesi sono spesso felici di accogliere i colleghi stranieri.

Consiglieresti a un giovane professionista di esperienza in Svezia? Che consigli puoi dare? Riguardo la lingua?

Se possibile consiglierei una delle diverse agenzie di digital communication di questo paese, nelle quali vale sicuramente la pena farsi un’esperienza. Lì troveranno professionisti veramente qualificati e di grande creatività. La lingua di lavoro per un comunicatore è lo svedese, anche se in alcune realtà multinazionali si usa l’inglese.

Come l’associazione norvegese, l’associazione svedese dei comunicatori professionisti non sembra essere così interessata al processo del credentialing: ci puoi spiegare il vostro punto di vista?

Non esiste una tradizione di credenziali o di certificazioni professionali in Svezia: in pratica solo i medici e gli avvocati hanno questo tipo di riconoscimento. Averlo non è considerato una garanzia di qualità e status della professione.
Pertanto come associazione, pensiamo che il costo e lo sforzo di implementazione di un tale sistema sarebbero troppo alti rispetto al valore aggiunto percepito. Tuttavia, riconosciamo che la Svezia è un paese piccolo e che quindi potremo/dovremo scendere a compromessi, a seconda di quello che gli altri paesi decideranno; le decisioni internazionali (ad esempio di Global Alliance) influenzeranno infatti la domanda che riguarda anche i nostri associati in un mercato del lavoro globale che ormai non conosce più confini nazionali.

Negli anni scorsi avete realizzati numerosi progetti di alto valore sia per la professione sia per l’intera industria. Nuovi progetti in cantiere?

Attualmente stiamo lanciando un progetto di ricerca triennale sulle organizzazioni comunicative, una sorta di sequel della ricerca di Sven Hamrefors 2003-2008 sul ruolo dei comunicatori nella costruzione della leadership. Si tratta di definire esattamente di cosa dovrà occuparsi la comunicazione in futuro e in che modo può aiutare le organizzazioni a raggiungere il successo. Attendiamo con ansia i risultati.

 

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