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Biagio Vanacore è il nuovo presidente di TP

06/03/2009

Tra le prime attività in agenda dell’Associazione dei tecnici pubblicitari una campagna per promuovere la professione, il progetto “bandire i bandi banditi”, affrontare la questione della regolamentazione dei bandi pubblici e puntare sulla formazione.

Biagio Vanacore è il nuovo presidente di Tp (associazione italiana dei pubblicitari professionisti). Vanacore, 55 anni di Castellammare di Stabia è il primo napoletano ad essere eletto al vertice della più rappresentativa associazioni di pubblicitari professionisti, resterà in carica per un triennio e potrà essere rieletto – come da statuto – solo per un altro mandato. L’agenda di lavoro del neo presidente è densa di impegni e di progetti. Sta per partire una campagna che valorizzerà il ruolo dei professionisti della pubblicità specie a sostegno del mondo dell’economia in una fase critica come l’attuale. Inoltre Tp ha diffuso un documento con cui si propongono regole certe per le gare pubbliche, che consentano maggiori chance di competere a tutti i professionisti qualificati che operano nel settore. “Specialmente in tempi di crisi è necessario riaffermare – evidenzia il nuovo numero uno di Tp – che la pubblicità ben fatta, affidata a professionisti, rappresenta un investimento, non un costo. E come tale si rivela un servizio reso a tutto il sistema economico”.


di Giovanni Capozzi


Presidente Vanacore, in tempi di crisi si tende a ridurre i budget pubblicitari. Qual è la controproposta di un addetto ai lavori?
La pubblicità e più in generale il marketing vengono spesso percepite dalle imprese come costi, non come investimenti. E questo è tanto più vero in tempi di crisi come quelli che oggi viviamo. Quindi si tagliano i budget.?Ma è un’impostazione che definirei miope.


Perché?
Proprio in uno scenario di recessione la buona pubblicità si rivela una risorsa strategica, anche a medio termine. Infatti, usciti dal tunnel della crisi, gli imprenditori che avranno avuto la lungimiranza di investire correttamente si troveranno in una posizione di mercato più vantaggiosa rispetto ai loro concorrenti. Insomma una situazione difficile può rivelare inaspettate opportunità. Basta avere il coraggio di saperle cogliere.


Anche la vostra categoria ha bisogno di essere pubblicizzata, specie in tempo di crisi. Qual è la strategia messa in campo?
E’ in cantiere una campagna pubblicitaria in cui enfatizzeremo le peculiarità dei soci Tp e i servizi che essi possono offrire al mondo dell’impresa e in particolare alla galassia delle Pmi.


Come si caratterizzerà la campagna?
L’elemento qualificante sarà uno spot, la cui anteprima verrà presentata lunedì 9 marzo a Ferrara in occasione del Comunication day. Lo slogan è significativo: “Pubblicitari da sempre, professionisti in ogni luogo”. Dopo l’anteprima di Ferrara lo spot sarà presentato qui a Napoli, in un evento che si terrà nella sede del Denaro e che verrà seguito da Denaro Tv.


Che cosa significa la presenza di un professionista meridionale al vertice di Tp?
Significa l’impegno per il rilancio e il riposizionamento dell’intera categoria, con un occhio di attenzione per i problemi peculiari che i nostri colleghi del Mezzogiorno devono fronteggiare.


Quali sono queste peculiarità?
Di frequente nel Sud – e comunque più di quanto accada nelle altre aree del Paese – i pubblicitari hanno come committente la pubblica amministrazione. Non a caso abbiamo messo a punto un documento relativo alle gare, che ritengo presenti spunti di grande interesse. A cominciare dal titolo.


E cioè?
Il titolo è “Bandire i bandi banditi”.


Quindi che cosa proponete?
Anziutto offriamo la nostra consulenza – in forma assolutamente gratuita – nella messa a punto dei bandi che riguardano la pubblicità e la comunicazione. L’apporto di professionisti del settore – prestato con criteri di trasparenza e di imparzialità – può essere una scelta davvero opportuna per evitare certe storture che penalizzano il nostro settore.


Per esempio?
Bisognerebbe scindere l’apporto meramente creativo dalla fornitura concreta dei supporti attraverso i quali il messaggio viene veicolato. Semplificando: una cosa è l’idea creativa, un’altra è la fornitura di cartelloni e manifesti.


E per quanto riguarda la partecipazione alle gare?
Un’idea sarebbe introdurre una graduatoria e un rimborso spese almeno per i primi classificati, anche se non si vedranno affidare l’incarico. Organizzare una campagna in modo professionale comporta tempo e costi. Non è azzardato proporre un parziale rimborso di questi oneri che rappresentano costi vivi. Per esempio potrebbero accedere a questo beneficio i primi cinque classificati.


Spesso i requisiti economici per accedere alle gare sono molto onerosi. Così non si rischia di tagliare fuori realtà piccole, esordienti, ma comunque meritevoli?
E’ un’altra distorsione che va almeno attenuata. Bisogna consentire, alle eccellenze professionali presenti sul territorio oggetto del bando, di partecipare alle gare, indipendentemente, dai valori di fatturato espressi in termini assoluti. Naturalmente questo non può prescindere dalla presenza delle dovute garanzie d’affidabilità strutturale e solvibilità economica del partecipante. Inoltre bisogna rivedere anche i criteri dei Raggruppamenti temporanei d’impresa.


In che modo?
Sicuramente per i bandi fino a 130mila euro occorre definire e ridurre il numero massimo di partecipanti alle Rti. Inoltre occorre che ciascun partner abbia un ruolo che non si sovrapponga, per quanto riguarda l’area di competenza, a quello degli altri.


Quali sono oggi i numeri di Tp?
Contiamo circa duemila iscritti, attivi in tutta Italia. L’associazione opera mediante delegazioni regionali.


Come si accede a Tp?
Possono chiedere l’iscrizione i laureati in Scienze della comunicazione e coloro i quali abbiano un titolo rilasciato da una delle scuole riconosciute da Tp. Per accedere all’elenco dei professionisti bisogna poi dimostrare di aver svolto l’attività per cinque anni (presso una struttura in cui sia presente almeno un socio Tp) e superare un esame.


Uno schema simile a quello degli Ordini, giusto?
Sì, e non a caso, in conformità delle normative Ue noi siamo in attesa di un riconoscimento formale del nostro ruolo.


Il percorso di accesso a Tp non è eccessivamente rigoroso?
Lo definirei piuttosto qualificante. Oggi molti si improvvisano pubblicitari, Spesso – per esempio – anche chi fornisce supporti tipografici si occupa anche della parte creativa. Ma il mercato esige altro, esige specializzazione.


E il problema della formazione?
E’ nella nostra agenda di lavoro. La formazione e soprattutto l’aggiornamento continuo oggi sono fattori indispensabili per restare al passo con il mercato.Per far fronte a questa esigenza intendo puntare molto sulla formazione a distanza. E crediamo anche nei new media e nelle tecnologie Ict anche per favorire il dialogo e lo scambio di idee nella nostra categoria.


In che modo?
Tanto per cominciare nei prossimi giorni sul nostro sito web sarà aperto un blog che si porrà come un’agorà del settore. Il progetto è stato curato dal nostro vice presidente Massimo Guastini.


tratto da Il Denaro del 6.3.2009

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