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BS: Bilancio Sociale o Bull Shit?

01/12/2004

Non si tratta solo di efficienza economica, ma dell'impatto dell'azienda sulla società nel suo complesso. Un articolo di Paolo D'Anselmi.

"'Tutte cazzate', direbbe il mio amministratore delegato se gli andassi a proporre di fare il bilancio sociale", sorride amaro il collaboratore del Mitico Manager. "È una bella vigna nella quale andare a prendere contratti", ammicca il collega con l'accento nordico del dipendente pubblico che fa pratica privata. Gli stalloni del management sono spietati con il bilancio sociale e sono corroborati – al traverso - da intellettuali di valore.
Per esempio Massimo Mucchetti nell'analitico libro "Licenziare i padroni", loda Enel ed Eni e Telecom degli anni '80 e '90 per avere creato valore e profitto per gli azionisti. Mucchetti si basa sul conto di utili e quotazione azionaria. Che c'entra questo col bilancio sociale? C'entra perché il bilancio sociale è il luogo dove uno si fa venire il dubbio che un monopolista che fa profitto sta strozzando i consumatori. Il BS non è la vetrina delle limosine alle vedove e agli orfani, non è report di veltroniani concerti sponsorizzati dal cartello dei concessionari per la riscossione dei tributi.
Nel BS si può dare notizia del quadro concorrenziale in cui profitti e guadagni in conto capitale sono stati ottenuti. Il BS distinguerebbe tra Olivetti soggetta a concorrenza internazionale, Fiat metastatizzata nello Stato ed Enel, monopolio secco. Occorre forse evitare il primato assoluto dell'economico, anche a sinistra. Bisogna estendere il quadro dell'impatto, economico e non, verso gli altri stakeholder, ai consumatori. Si può riportare ciò che hanno di recente scoperto AntiTrust e AntiGas: i costi al pubblico di utilities e grandi servizi in questa nazione sono alti. Le qualità basse. Punto. Dove lo scriviamo questo?
In un bilancio sociale Fiat, per esempio, si potrebbe riepilogare la storia dei ‘voluntary' agreement che per molti anni hanno vietato ai giapponesi di presentarsi sul nostro mercato; si potrebbe calcolare l'impatto sociale ottenuto dai denari del popolo che hanno finanziato gli investimenti al Sud; si potrebbe infine raccontare i risultati dei test sulla qualità della ‘sbattuta' di uno sportello Fiat ed uno BMW. "Si ma queste sono informazioni riservate". Allora vuol dire che non lo devono più essere e che la concorrenza si andrà a fare su altro, con maggiore informazione per tutti.
Sarebbe interessante leggere sul bilancio sociale della Banca Nazionale del Lavoro la percentuale dei depositi da enti pubblici, cioè del suo mercato captive; leggere da FS qualcosa sui rimborsi per ritardo, che rigirano denari pubblici e non migliorano il servizio; leggere da Autostrade come mai la triplicazione della Roma – Orte è fatta tranne la critica galleria di Ponzano; leggere da Alitalia d'essersi rivolta all'Enac contro le compagnie straniere perché alzassero le tariffe; da Capitalia la tabellina con il numero e l'importo dei rimborsati risparmiatori Cirio, spaccata per profilo di rischio che quei risparmiatori avevano firmato. Dal lato del bicchiere mezzo pieno, è gradito leggere da Enel di un avviso di garanzia arrivato a certi dirigenti.
Quanto allo Stato hardcore, sarebbe bello essere informati sulla quantità di suicidi in carcere da un report del ministero di giustizia invece che dalla associazione Antigone: i politici trasalirebbero di meno ad ogni suicidio di colletto bianco e saprebbero che ci sono dieci suicidi al mese. Concludendo, il BS non è solo efficienza economica – che nel privato è il sano particulare del profitto – ma alza lo sguardo verso l'impatto dell'azienda sulla società nel suo complesso. Il BS è disclosure. E sarà pure da signorine, pero donde los hombres?
Paolo D'Anselmi

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