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Comunicazione ambientale, lavorare sul fattore culturale per una nuova grammatica green

04/09/2019

Sergio Vazzoler

Nuova presidenza, nuovo consiglio direttivo e nuovi gruppi di lavoro: Sergio Vazzoler, team leader del gruppo dedicato alla comunicazione ambientale, illustra il progetto e invita alla collaborazione soci e non soci.

“Quando la casa è in fiamme non si può lasciare ai ragazzi la responsabilità di spegnere l’incendio: abbiamo bisogno che gli adulti si assumano la responsabilità di aver appiccato il fuoco. Per una volta, chiediamo oggi agli adulti di seguire il nostro esempio. Non possiamo più aspettare”: così si concludeva la lettera-manifesto firmata dalle ragazze e dai ragazzi di “Fridays For Future” che annunciava la prima grande manifestazione globale per il clima.

“È importante concentrarsi sul futuro che possiamo creare anziché sulle cattive abitudini che dobbiamo evitare. Cosa sarebbe successo se Martin Luther King avesse detto 'Ho un incubo'? Il suo genio è stato vedere gli scenari possibili in un momento tremendamente difficile. E ha fatto la differenza”: queste le parole del Prof. Erle Ellis, scienziato ambientale dell’Università di Baltimora.

Tenere insieme l’urgenza - indiscutibile e ancora oggi colpevolmente sottovalutata – della crisi climatica e ambientale con la costruzione di una società più consapevole e collaborativa per disegnare nuovi scenari possibili. È “il futuro promettente e allo stesso tempo pericoloso” di cui parla l’ex governatore della Reserve Bank of India, Raghuram Rajan, ed è ciò che l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Agenda 2030) richiede: il forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto, il fattore culturale, che il gruppo di lavoro sulla comunicazione ambientale di FERPi intende concentrarsi per superare il deficit di consapevolezza e motivazione rispetto alla sfida da intraprendere.

Il primo impegno per i comunicatori è lavorare su linguaggi, messaggi e cornici di significato in cui collocare i temi ambientali, ben sapendo che affrontare l’emergenza climatica ormai non riguarda soltanto la dimensione ambientale ma significa “spingere” il dibattito pubblico sulla salute pubblica, sull’economia e sul lavoro. Alcuni dati ci aiutano a capire di cosa stiamo parlando: l’International Labour Organizationstima entro il 2030 una perdita del 2% di ore lavorative a causa dello stress climatico il che si tradurrebbe in 80 milioni di posti di lavoro a rischio mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima addirittura in 38mila decessi all’anno tra il 2030 e il 2050 per la stessa causa. D’altra parte, secondo le stime della piattaforma Ener2Crowd, che finanzia progetti di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, la green economy genererà 20 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030 e città quali Milano si stanno muovendo rapidamente per costruire una nuova resilienza, tramite alleanze tra istituzioni, imprese e cittadini.

Il gruppo di lavoro sulla comunicazione ambientale partirà da alcuni progetti in corso (vedi ad esempio la Carta di Rieti sulla comunicazione responsabile in caso di crisi naturali) e farà rete con altri soggetti che possono contribuire a incidere sul fattore culturale – da ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) a FIMA (Federazione Italiana Media Ambientali) e alla Rete “Comunicazione e Informazione” di SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) – ma anche aprendosi a tutti coloro che intendono portareidee ed esperienze per costruire una nuova grammatica condivisache renda meno ingessata e più efficace la comunicazione ambientale. Insieme al nuovo Presidente Rossella Sobrero e a tutti i componenti del Consiglio Nazionale riteniamo, infatti, imprescindibile l’allargamento della nostra comunità professionale e l’apertura a esperienze diverse e originali.

Già diversi soci e non soci hanno aderito al gruppo di lavoro. Per chi intende partecipare o porre quesiti può scrivermi all’indirizzo sergio.vazzoler@amapola.it. Si parte!

 

 

 

 

 

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