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Conferenza programmatica FERPI, una scelta determinante

12/04/2005

Dal coordinamento regionale del Lazio un nuovo contributo al dibattito

Dopo settimane di dibattito su questo sito, la Conferenza programmatica è alle porte. Ricordiamo alcuni passaggi della discussione avvenuta online: dopo una prima nota di Fabio Bistoncini "Verso  una conferenza programmatica della Ferpi?", pubblicata sul sito nella settimana del 7 febbraio si sono susseguiti di settimana in settimana numerosi interventi dei soci (di cui qui diamo una sintesi).Ne è seguito un nuovo documento a firma di Bistoncini  (vedi la newsletter del 21 febbraio u.) al quale molti soci Ferpi hanno risposto con grande partecipazione, tra cui il gruppo di "Fuori orario", Marco Bardus, Simona Schina, Carmelo Stancapiano, Alberto Mancinelli, Stefano Fait, Toni Muzi Falconi, Riccardo Garavaglia, Ketty Tabakov e ultimo in  ordine cronologico Andrea Prandi (28 marzo ).Ora pubblichiamo l'intervento del Coordinamento regionale del Lazio
Conferenza programmatica FERPI una scelta determinante
 Il coordinamento FERPI della Regione Lazio, ha promosso e sostenuto questa prima Conferenza programmatica dopo aver avvertito da parte di numerosi Soci una comune necessità di cambiamento, un cambiamento che permetta almeno di colmare alcune lacune che rischiano di penalizzare, se non risolte, lo sviluppo della nostra associazione.Una consapevolezza condivisa di cambiamento e per il quale suggeriamo proposte ed idee ampiamente discusse all'interno del nostro gruppo territoriale.Il 2005 è un anno di fondamentale importanza per la FERPI e per tutti noi perché la nostra agenda prevede infatti due appuntamenti nella cui preparazione e svolgimento vedranno impegnata la nostra associazione: il world pr festival di Trieste e l'assemblea dei soci per il rinnovo del gruppo dirigente. Due appuntamenti per creare le condizioni di uno sviluppo culturale, politico e organizzativo che non è più procrastinabile.Certo ci saremmo aspettati che la preparazione della conferenza potesse essere fatta per "tesi", attraverso un confronto iniziale su una sezione apposita del sito. Attraverso documenti "aperti", di riflessione e di lavoro che dovevano essere arricchiti e modificati dal contributo che molti di noi hanno dato.Una conferenza con al centro l'obiettivo di definire un programma di governo generale frutto di scelte ben precise e consapevoli soprattutto da parte del vertice FERPI. Appunto di scelte che possono investire il futuro associativo, scelte di valori da mettere al centro della nostra azione della FERPI, scelte di contenuti che quei valori devono tradurre nella realtà. 
Ruolo della FERPINell'ultimo decennio sono avvenuti cambiamenti impressionanti nel mondo che ci circonda e nella nostra professione in particolare.Quale è dunque il nostro ruolo? Quello di rappresentare i professionisti della comunicazione? Oppure quello di rappresentare le "risorse migliori" delle relazioni pubbliche?"la convinzione che siamo peggiori di quanto ci piacerebbe essere considerati" è spesso determinata dal fatto che la nostra Associazione, è strutturata, gestita come noi oggi la vediamo. Cosa facciamo per spingere gli esterni a desiderare di entrare a far parte di questa comunità?Pensiamo che allora sia importante partire dalle condizioni, reali, oggettive, del mondo che ci circonda e dell'associazione tenendo conto che la nostra gestione è su base volontaria, che il tasso di notorietà della FERPI è basso e che ai nostri soci non offriamo né servizi esclusivi né visibilità. Il ruolo di FERPI passa attraverso il lavoro dei territori e sulla costruzione di strumenti di importanza generale, che aggiungono valore al nostro lavoro. Strumenti che molti di noi hanno studiato e portato nel mondo imprenditoriale dei valori.
Una FERPI aperta che rappresenti tutti quelli che fanno RP e che condividano i principi etici ai quali ci ispiriamo. Ma anche una FERPI che superi il problema del riconoscimento, la scarsa e inefficace politica relazionale con altre associazioni o organismi di interesse FERPI, la carente politica nelle relazioni con le università e la mancanza di un ruolo di garante della qualità sul mercato italiano.Ci fa comunque molto piacere, inoltre, aver appreso che venerdì 11 marzo è stato approvato un decreto legge che attua i principi di una Direttiva della allora Comunità Europea "Riforma del Diritto delle Professioni intellettuali", il cosiddetto D.d.L. Vietti , in cui nel Titolo III, si fissano i requisiti per attribuire il riconoscimento giuridico alle associazioni. Questo primo passo premia tutto il lavoro che FERPI ha avviato sin dal 1970 richiedendo il riconoscimento giuridico delle attività professionali di RP.- un riconoscimento giuridico che legittima a svolgere i compiti affidati dalla legge alle associazioni riconosciute e, di fatto, porta ad un sostanziale riconoscimento delle attività professionali di RP identificate dalla FERPI e delle quali la FERPI assicura la rappresentanza. 
Un nuovo presidente ed un nuovo gruppo dirigenteLa proposta avanzata in questo periodo punta su un presidente che è espressione di una realtà aziendale forte e consolidata nel panorama della business community del nostro Paese. E' chiaro che questo nuovo presidente deve saper colmare, in attesa che la Federazione e il "corpo sociale" si ristrutturino, il gap che c'è tra la FERPI e il "resto del mondo". La FERPI infatti ha un deficit di visibilità. Sui media e sui "tavoli decisionali". Nei convegni che contano, nei circuiti di discussione, non c'è la FERPI. Un nuovo presidente, con le caratteristiche sopra delineate, potrà essere una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per rilanciare l'associazione.Il rinnovo del gruppo dirigente non può più essere vissuto come un rito a cui lo statuto ci obbliga, ma come l'occasione per crescere e rafforzarci. Il rinnovo del gruppo dirigente non significa che la FERPI è in crisi, la FERPI presenta alcune aree di criticità che il gruppo dirigente dovrà affrontare e risolvere, in particolare:

 risorse finanziarie che devono essere assolutamente incrementate;
 il numero dei soci che rimane costante;
un funzionamento delle singole realtà regionali a "macchia di leopardo" che impedisce il coinvolgimento dell'intero corpo sociale al di là delle figure che ricoprono incarichi direttivi all'interno della Federazione.
La riflessione avviata del nostro gruppo regionale si è focalizzata sui seguenti aspetti:

quali politiche per il nuovo biennio;
quale assetto organizzativo (ruolo dei referenti territoriali ad esempio)
quali strumenti e politiche di finanziamento si possono individuare per ideare e realizzare le attività;
quali saranno i soci a cui affidare la gestione dell'associazione.
Quindi, siamo contrari a presidenti d'immagine, ed presidenti sottotutela, ma un presidente ed un vice-presidente di struttura con ampio mandato; ma vorremmo discutere anche sulla figura di un direttore generale della FERPI.E' vero che la preparazione dell'assemblea nazionale vede oggi un unico candidato alla presidenza FERPI, forse sarebbe stato meglio offrire pari opportunità ad altri soci affrontando una sana competizione tra due o più candidature avviando delle fasi di ascolto del candidato presidente credibili, fatte da professionisti di relazioni personali e pubbliche evitando salotti con aperitivi.Insomma, noi vorremmo uno di noi che si dichiari e ci faccia capire di essere interessato a rappresentare le nostre aspirazioni professionali e quelle della FERPI. A questo/i candidati ci piacerebbe dire di essere più vicini ai soci sul territorio il che implica relazionarsi con loro, ascoltarne le aspettative, verificarne continuamente la soddisfazione, stimolarne la crescita e la formazione perché in questa direzione è stato fatto poco.
Incrementare il numero dei sociConsiderando che associati e professionisti siamo circa 940 (rappresentiamo l'1% degli operatori su 70.000 addetti alle relazioni pubbliche.), la recente diminuzione dei soci è stata giustificata dalla necessità di ripulire i nostri archivi di tanti soci assenti da anni, non più interessati a partecipare attivamente. Ma dopo? Non siamo ancora riusciti a determinare un trend costante nel tempo di crescita dei nuovi soci. Apprezziamo molto gli sforzi del gruppo di lavoro sul marketing associativo. Ma tutto ciò si è rivelato insufficiente. Anche perché secondo noi il marketing associativo è una delle funzioni centrali dell'associazione che deve essere assunta direttamente dal comitato esecutivo e non invece una mansione di un gruppo di lavoro.Il marketing associativo è strettamente legato alla gestione pratica che, come dicevamo sopra, è ancora su base volontaria. Perché non pensiamo mai ad una struttura imprenditoriale, come ve ne sono molte? Strutture create a volte da alcuni di noi e che potremmo promuovere anche qui. Qualcuno di noi diceva che "abbiamo ancora una visione ottocentesca delle associazioni e che il non profit non significa non costare. Non significa che non ci debba essere una struttura retribuita che lavora come un'azienda e che, come quella, produce risultati&creiamo gli strumenti finanziari"Un'altra strada per avvicinarsi a nuovi soci è il sito, quello che abbiamo è interessante ed anche moderno. Condividiamo quanto suggerito da qualche socio che ad esso dobbiamo aggiungere ai suoi contenuti due cose: "una biblioteca di casi di successo e di insuccesso alla quale si possa attingere liberamente (i soci o gli iscritti), che è la proposta pull, e poi una parte in cui si discuta, tutti i giorni, esprimendo idee, preferenze, opinioni, vale a dire una lista di discussione, che sia moderata da un professionista di gestione delle community". Certo ci devono essere delle regole, ma poche e chiare e non quella selva di norme e di obblighi nei quali bisogna districarsi per iscriversi e rimanere socio. Crediamo più nell'interesse a far parte della FERPI. Si è anche parlato molto di aggregare giovani soci e proprio per questo è importante sostenere, stimolare gli studenti di UniFERPI, ma anche i giovani professionisti milanesi di Fuori orario e gli altri che di tanto in tanto si affacciano in qualche territorio, adeguando FERPI alle aspettative e ai sogni dei tanti che hanno intrapreso o intendono intraprendere la professione dopo averla studiata.
Valorizzare le diverse realtà professionaliAll'interno del gruppo dirigente (Consiglio Nazionale e Comitato esecutivo) è sovra dimensionata la realtà dei consulenti rispetto a quella aziendale o altre categorie professionali (ci riferiamo ai soci che hanno incarichi di Responsabilità all'interno di strutture comunicative di enti pubblici, enti territoriali, ecc.). In parte questo è fisiologico dal momento che in genere sono i consulenti che più spesso sentono l'esigenza di "fare sistema", di utilizzare la FERPI anche per ampliare la propria rete di relazioni e contatti. Comunque la situazione deve essere riequilibrata sviluppando una politica associativa che permetta di "includere" e valorizzare le competenze professionali che sono al di fuori del mondo consulenziale.Noi siamo soprattutto una comunità professionale dove potranno trovare posto anche i relatori pubblici non soci stimolandoli non solo attraverso benefit o consulenza. Teniamo sempre in considerazione che a differenza di un ordine di stampo corporativo, una libera associazione professionale, quale la nostra, deve sì tutelare gli interessi dei soci, ma solo se non sono in contrasto con l'interesse pubblico. 
Le risorse finanziarie e la modalità di finanziamento dell'attivitàDalle considerazioni precedentemente esposte emerge chiaramente come l'attuale situazione finanziaria dell'Associazione debba essere analizzata nel dettaglio dal momento che l'unica rilevante fonte di entrata, al di fuori delle quote associative, è l'Oscar di Bilancio.Emerge la necessità di avviare un ripensamento sulle modalità di finanziamento dell'associazione che permettano di sostenere anche iniziative che abbiano un scarso "appeal" economico, ma valide dal punto di vista culturale ed associativo.Abbiamo appreso con piacere che il Comitato esecutivo ha preso in considerazione una proposta del coordinamento Lazio e cioè quella di destinare ai territori una percentuale del tesseramento necessaria a finanziare eventi tesi a diffondere l'immagine della nostra Federazione.La FERPI nello scegliere le attività in cui deve investire risorse, dovrà darsi delle priorità: le risorse in termini di soci che dedicano tempo all'associazione, risorse finanziarie, risorse di direzione/segreteria che sono scarse e devono essere dedicate alle cose senza le quali l'associazione non può vivere: il marketing associativo, l'aggiornamento, le occasione di incontro dei soci e quindi l'impegno sul territorio.Si devono pianificare le attività e capire cosa si può e cosa non si può fare attraverso un "business plan".
Un nuovo metodo di lavoro e una campagna di ascoltoProponiamo di individuare un nuovo metodo di lavoro che definisca poche e qualificate iniziative annuali (due o tre al massimo, oltre all'Oscar) e che indichi le modalità di recepimento delle risorse necessarie per realizzarlo. Sarà assolutamente fondamentale avviare una seria e strutturata "campagna d'ascolto" che sappia coinvolgere tutto il corpo sociale. Questa Conferenza è l'occasione per analizzare i dati. Occorre inoltre riattivare, attraverso un forte coordinamento territoriale, i referenti regionali della federazione, promuovere (anche attraverso piccoli finanziamenti) la creazione di un coordinamento tra le varie realtà; avvicinarsi ai soci, farli sentire meno "soli". L'attività dunque della FERPI si dovrebbe svolgere su due piani:

a livello centrale (competenza del CN e esecutivo) con poche iniziative qualificanti, di ampio respiro, magari anche un I(talian)PRF;
a livello periferico vedi le iniziative promosse da Milano e Roma
In questo nuovo metodo di lavoro, è importante per esempio, definire una regola che permetta di sostituire, dopo una breve verifica, i soci che si sono presi degli impegni assumendo delle cariche o delle deleghe e che, per qualche motivo, non possono portarle avanti. Oppure rivedere l'organizzazione legata alla formazione ed all'aggiornamento secondo dei criteri omogenei, trasparenti e condivisi. Perché non mandiamo ai soci almeno una volta l'anno "l'estratto conto dei crediti"?Condividiamo quanto suggerisce la socia Tabakov che in questo metodo nuovo di lavoro il coordinamento territoriale è il luogo dove i soci FERPI "vogliono conoscersi, scambiare opinioni esperienze, "vogliono toccarsi". Sono quindi essenziali le attività sul territorio, i "Microfoni spenti"..i "Fuori orario" e tutte le altre attività che sono nate e spero nasceranno sul territorio. Non occorre ritornare alle delegazioni, alle elezioni regionali. Basta avere un coordinatore che sappia mobilitare un gruppo di lavoro consapevole e appassionato" noi condividiamo e con lei ci divertiamo! 
Una riflessione sul WPR FESTIVALE' un progetto che vede impegnato parte del gruppo dirigente, in primo luogo il past president Toni Muzi Falconi e l'attuale presidente Sissi Peloso.L'argomento su cui si incentra il Festival è la comunicazione della diversità.Un tema presente nelle agende di molte imprese, organizzazioni internazionali, Ong; un tema a me molto caro e mi complimento con chi l'ha proposto.Quello su cui è necessario soffermarsi sono le implicazioni positive che la stessa organizzazione del wprf può avere:

il rafforzamento del nostro sistema di relazioni con soggetti istituzionali sia a livello centrale che locale ma soprattutto di relazioni con il mondo della diversità
il consolidamento all'interno della Global Alliance;
il posizionamento "alto" nell'ambito dei soggetti che hanno la capacità di incidere sulla "cultura" della comunicazione e di quella interculturale in particolare.
Un evento dunque importante che avrà un valore ed un significato tanto più particolare nella misura in cui saprà valorizzare patrimonio della diversità e della solidarietà che la città di Trieste sa rappresentare con la sua storia.
ConclusioniPossiamo fare tante cose, dunque. Non abbiamo la presunzione che tutto venga deciso in questa Conferenza programmatica. Ma alcuni punti chiave, un percorso condiviso questo sì. Ci auguriamo di ascoltare qui critiche e contributi che servano a far diventare questo appuntamento vero e proprio momento di discussione e di riflessione che come potete vedere, coinvolge soprattutto la nostra professionalità.Tutti i punti sopra toccati rappresentano singoli aspetti di un unico problema: quello di individuare il modello di sviluppo futuro dell'associazione.Un modello di sviluppo che possa permettere alla FERPI non solo la sua "esistenza" ma soprattutto una crescita continua e coerente con le aspettative dei nostri soci ma anche di quei professionisti del settore che ancora non hanno deciso di iscriversi perché non ne riconoscono il "valore".In questo periodo, a mio avviso, è mancato un momento di riflessione strategica che ci permettesse di "fare" il punto e individuare le direttrici per il nuovo lavoro. Vorremmo che questa conferenza programmatica elaborasse un programma. Solo riconoscendosi in un programma e sapendo di poter contare su quelli che lo condividono, il futuro Presidente e i futuri organi associativi potranno lavorare con soddisfazione. "La nostra associazione ripaga "di soddisfazioni" solo chi lavora e, di solito, lavora sodo. Una poltrona FERPI non dà né soldi né gloria" dice la nostra Katty. Non si tratta soltanto, come dice il candidato Prandi, soltanto "di lavorare insieme a definire un programma, che rappresenta di per sé un segno di unione e di compattezza, non si tratta solo di scegliere il candidato o i candidati, una scelta che può essere determinante per dare un nuovo impulso alla FERPI, ma si tratta soprattutto di dimostrare di esserci, di credere nel ruolo di un'associazione che deve rappresentare la nostra professione, di dimostrare a chi guiderà la FERPI nei prossimi anni di poter contare sulla collaborazione o per lo meno sull'interesse di un ampio gruppo di professionisti. Per fare tutto questo non basta un uomo solo, ma occorre una squadra. E dietro questa squadra ci devono essere tante persone che marcino tutte nella stessa direzione, pur facendo valere i propri punti di vista".Dopo tante critiche è anche utile ricordare come in questi ultimi anni la FERPI, ma anche e soprattutto il Presidente uscente Sissi Peloso, ha guidato, sviluppato, promosso e coordinato una straordinaria crescita di peso, di qualità, di spessore culturale, di relazioni con gli stakeholder dei soci e di reputazione come mai ha registrato in passato. E' importante riconoscere tutto questo al gruppo dirigente uscente ed allo staff (un pensiero a Vladimiro) che con competenza non hanno mai mollato la Federazione ed a loro porgiamo i nostri ringraziamenti calorosi.Per il Coordinamento Regionale FERPI Lazio Caterina Isabella

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