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Corporate (dis)Service Report - Autostrade

15/02/2005

Un nuovo contributo di Paolo D'Anselmi su Autostrade

C'è mezzo morto di troppo nei conti della società Autostrade. I pannelli luminosi recitano:_ 2 morti su 5 per guida distratta, _ 1 morto su 5 per colpo di sonno,_ 1 morto su 2 per eccesso di velocità.Se rapportiamo a 5 anche l'ultimo messaggio, abbiamo:_ 2,5 morti su 5 per eccesso di velocità.Sommiamo le tre proposizioni: 2 + 1 + 2,5 e otteniamo 5,5. Quindi:_ 5,5 morti su 5 per totale delle cause.
C'è mezzo morto di troppo. Dopo la patente a punti il numero avanza in autostrada, con juicio. Il numero è amico del report. Apprezziamo. L'aritmetica è più efficace di espressioni doretee come "moderare la velocità", dove l'infinito della coniugazione e la delicatezza del predicato compongono un messaggio blando che tutto vuole tranne turbare chi lo legge. Si cerca riscatto con "evita un crimine: guida con prudenza" che dopo l'attacco perentorio, non riesce a non smorzare. È responsabile da parte del gestore fornire un dato che fino a ieri ignorava, come l'oste che tenta di dissuadere l'ubriaco cui ha continuato a dar da bere. Questa è CSR: sentirsi responsabili oltre la stretta legalità. 
Lungo questa linea pare che il prossimo report dia misure del servizio e della sua qualità, tipo: ore per mezzo di trasporto spese in autostrada e ore perse in coda. Consapevole di operare in un mercato imperfetto che ha come solo concorrente la ferrovia, avvia un benchmark con tratte omologhe dell'Europa felix: Milano – Roma vs. Basilea – Francoforte; Trieste – Torino vs. Colonia – Parigi. Insomma si comincia a ragionare. 
E non solo gli specialisti della striscia e del bitume ragionano, ma può accadere che, nell'evento di presentazione del CSR Report alla stampa, si accrediti il servizio di trasporto come fatto economico. Non banale perché se in un giorno d'estate un viaggiatore s'avventura e chiama qualche redazione, interlocutori sovratono gli spiegano che ventiquattro chilometri di coda in autostrada sono una notizia di cronaca e non un disastro economico. 
C'è infine il teatrino Iri da Iri: eravamo insieme in autostrada quando Isoradio - una collaborazione tra Rai e società Autostrade - dava quattro chilometri di coda tra Ponzano e l'allacciamento Roma nord per traffico intenso. Arrivati alla fine della coda, hai constatato con me che la coda era generata dal collo di bottiglia della galleria che è ancora a due corsie mentre il resto dell'autostrada è a tre corsie. Il traffico intenso c'entrava, ma solo come fattore secondario. Bugia dunque, ma con le gambe lunghe perché non eravamo in tanti a sentirci oltraggiati. Curioso come siamo pronti a trovare un proposito dietro ogni starnuto di politico e dirigente mentre prendiamo per dati di natura cose causate da precise incompetenze di concittadini lavoratori. Se li chiami poi, quelli di Isoradio, e gli fai notare che c'è del marcio in quello che ripetono al microfono, ammettono candidi che a noi le informazioni arrivano così dalla società Autostrade. Ogni giorno che dio manda in terra, ripetono cose ovvie come i rallentamenti sulla A4 tra Pero e Cormano e non gli viene di dire mandateci un vigile, non è possibile che è sempre colpa degli automobilisti che sfilano intensi. 
Poi arriva la tempesta di neve che ti manda in vacca mesi di appunti. Nella caciara le responsabilità si politicizzano e magari passa qualche nuovo investimento. Che con la qualità del servizio di oggi non c'entra un'acca. Il CSR Report è al contrario un esame di coscienza fatto nel grigiore e nella calma del quotidiano. Solo così vengono fuori, scrivania per scrivania, pensieri, parole, opere e omissioni.Paolo D'Anselmi
 

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