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"Dare conto ai cittadini": manuale di BSP dalla Funzione Pubblica

22/11/2004

Un articolo di Paolo D'Anselmi sul manuale di bilancio sociale pubblico di Cantieri.

In parallelo al Supplemento per il settore pubblico alle linee guida della GRI, esce il manuale di bilancio sociale pubblico – BSP di Cantieri, iniziativa del Dipartimento della Funzione Pubblica, che è parte dell'esecutivo italiano. Si chiama "Dare conto ai cittadini" e già il titolo è tutto un programma. È pubblicato dalla Edizioni Scientifiche Italiane. Il sito di Cantieri è www.cantieripa.it.Il manuale propone come primo step la riclassificazione del bilancio contabile per progetti e non per soggetti. I progetti (o programmi, in più larga accezione) hanno obiettivi misurabili, i soggetti sono le scatole istituzionali che li contengono. Il manuale prevede pure la elaborazione di indicatori che misurino le cose da fare, e quindi efficienza ed efficacia, di ciascun programma. Esso contiene esempi di queste operazioni. L'apice è raggiunto con il Comune di Parma, a p.79, soggetto che presenta nella stessa tabella progetti tanto diversi come una mostra di quadri e la viabilità, la tutela del territorio e la maggiore occupazione.Entusiasmante a p. 135 l'indicatore kilometri di marciapiedi esistenti vs kilometri di marciapiedi riqualificati. Il manuale fa capire bene che nel bilancio sociale pubblico va colta la bottom line istituzionale come luogo dove si calcola il valore sociale della istituzione (Luciano Hinna, nota a p.26).Il panel di estensori, diretto da Angelo Tanese, include esperti, rappresentanti di cittadini attivi, molti comuni e alcune aziende sanitarie. Assente la PA centrale. E dire che non si trascura di menzionare il d.lgs. 286 del 1999 sui controlli interni che potrebbero costituire il movimento grassroots del bilancio sociale. L'erba vista dalle radici. Restiamo in attesa che la PA centrale ci racconti come attua quel decreto, magari togliendo il segreto (sic) sui rilievi dei nuclei di valutazione e controllo strategico, istituiti dal d.lgs. 286/99.Per il futuro si potrebbe avviare la raccolta sistematica dei casi, farne un vocabolario, un ideario cui attingere non solo per fare il bilancio sociale pubblico, ma anche per fare tout court. Occorre raccordarsi alla GRI e agli standard del Finanzial Times e del Dow Jones. Si potrebbe attivare una tassonomia dei programmi e delle variabili da utilizzare per ogni ambito, dal centrale al locale, dalla difesa alla sanità, facendo tesoro delle classificazioni già presenti presso gli statistici.Si potrebbero fare dei supplementi settoriali ed entrare nel dettaglio e nel merito. Si sarebbe più utili e ci si farebbe capire dai sordi. Se ci desse il numero di treni per binario al giorno sulla linea del Brennero il bilancio sociale delle FS spiegherebbe al contribuente il valore del traforo aggiuntivo dello Spluga. Il numero di interruzioni dell'energia elettrica in un mese nel tuo isolato darebbe la misura del rischio dei tuoi computer accesi. Il numero di leggi approvate o emendate nella legislatura darebbe la misura del non ascolto del Rapporto sui principali problemi della amministrazione dello Stato, trasmesso alle Camere dal Ministro per la funzione pubblica il 16 novembre 1979. Far da complemento all'approccio metodologico (ora seguito) con un approccio bottom up può risultare più scomodo e perciò creare attenzione su questo affascinante tema.Siamo di fronte ad una occasione unica: un impulso nazionale contro la cultura del caso particolare. Si può arrivare al benchmark ed al rating delle amministrazioni locali, ripartendo dalla idea dell'Ancitel di Nicola Melideo. Non dispiacerebbe al mercato finanziario e risponderebbe alle preoccupazioni del Presidente Ciampi sui costi della devolution.Paolo D'Anselmi

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