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E-mail tentatrice

30/03/2004

In un articolo ricco di esempi e aneddoti, il Wall Street Journal avanza il sospetto che l'e-mail onnipresente generi distrazione tra i manager e tolga spazio alla creatività.

All'inizio l'email era uno strumento utile e fondamentale. Poi arrivarono le mail di piacere, quelle che rubano tempo al lavoro. Poi arrivò il BlackBerry e i suoi simili, ponti permanenti verso la propria casella e la propria agenda. E fu così che la posta elettronica si trasformò piano piano e, anche senza considerarne gli usi più frivoli, divenne uno strumento di distrazione, un ostacolo ai pensieri e forse anche ai sogni.Il Wall Street Journal sostiene la tesi dell'improduttività della mail ubiqua e raccoglie testimonianze in questo senso e racconti di una gestione "intelligente" e distaccata della casella postale.Ci sono le mail spazzatura, quelle amicali, quelle di lavoro ma non proprio urgentissime, quelle di lavoro ma superflue: alla fine, prima di smaltire la corrispondenza virtuale ci si trova ad aver perso anche un paio d'ore. Per non sottovalutare un classico atteggiamento che si impone quando vengono spedite mail, private o di lavoro che siano: l'aspettativa della gratificazione e della risposta immediata. Questo tipico stato d'animo causa deconcentrazione e ruba tempo ed energie.Il quotidiano finanziario americano racconta esperienze significative di top manager che hanno messo un freno all'invadenza della mail, da chi chiede di essere avvisato telefonicamente nel caso di comunicazioni  virtuali urgenti a chi divide tempo e spazio lavorativo in due settori spazio-temporali: la mattina in una scrivania dotata di pc e connessione, il pomeriggio nell'altra scrivania, dotata di telefono e bloc notes. E nient'altro.
Emanuela Di Pasqua - Totem

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