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Essere agenti, non freni, del cambiamento

15/03/2005

Un breve corsivo di Toni Muzi Falconi.

A proposito della comunicazione dei beni culturali (tema del convegno di Napoli di venerdì scorso) c'è da rilevare come anche le teste migliori continuino a differenziare concettualmente e colpevolmente la tutela e la conservazione dalla valorizzazione.Quasi che la seconda escludesse la prima e viceversa. Possibile che non si riesca a superare questa solo apparente dicotomia?E' evidente che i due poli (conservazione e valorizzazione) sono interdipendenti. Non si può infatti conservare quel che non si valorizza e non si può valorizzare quel che non si conserva.Ci vuole un così grande sforzo per liberarsi di stereotipi culturali tanto desueti?E' un po' come sostenere che in comunicazione l'ascolto la precede o la segue... quando sappiamo che senza ascolto non c'è comunicazione, semmai informazione.Facciamo tutti uno sforzo per fare passi avanti invece di ripetere le solite cose solo perché non abbiamo il tempo e la disponibilità.tmf

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