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Giornalisti-Relatori Pubblici: un rapporto difficile. I risultati di un'indagine nazionale

29/11/2007

Nei mesi scorsi due ricercatori, Toni Muzi Falconi e Chiara Valentini, con il supporto delle associazioni professionali dei Relatori Pubblici, Ferpi, e dei giornalisti FNSI, avevano lanciato un'indagine sulla considerazione reciproca delle due professioni. I risultati saranno presentati in anteprima su Prima Comunicazione.

Lo scopo di questa indagine era quello di analizzare, comprendere e razionalizzare come i giornalisti ed i relatori pubblici percepiscono e valutano le proprie e reciproche professioni, come considerano i propri ruoli, metodi di lavoro e relazioni nonché la loro opinione sull' informazione presente nei media italiani. L'indagine è stata svolta da marzo ad ottobre 2007, con il supporto di FERPI (Federazione Italiana Relazioni Pubbliche) e FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana).
L'indagine si è basata su dati qualitativi, ottenuti dalle interviste dirette con 6 relatori pubblici senior e 6 giornalisti, e su dati quantitativi, raccolti attraverso un questionario online. Il questionario online, generato dall'analisi contestuale delle interviste qualitative, era composto da dieci sezioni tematiche più una introduttiva di raccolta dei dati personali di ciascun rispondente. 562 questionari sono stati considerati validi per questa indagine. Il campione è dunque risultato essere composto da 317 giornalisti e 245 relatori pubblici. Una delle ipotesi attese dai ricercatori era che, pur nella prevedibile conferma di una interdipendenza delle due professioni che in effetti i risultati confermano, sarebbe anche emersa una situazione di conflittualità fra i due ruoli. In realtà, i dati ricavati dalla ricerca non supportano questa ipotesi. Piuttosto, indicano una allarmante incomprensione dei giornalisti della natura del lavoro dei relatori pubblici.
La ricerca sarà presentata in anteprima sul numero di dicembre di Prima Comunicazione e pubblicata nel 2008 con un noto editore nazionale.
 

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