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Governance: l'importanza del Reporting Integrato

13/06/2012

Tanti ne parlano ma pochi lo conoscono. E’ l’Integrated Reporting, la nuova frontiera della comunicazione in fatto di rendicontazione agli stakeholder. Non più solo un bilancio economico ma triple bottom, integrato, appunto, con gli aspetti sociali e ambientali nell'ottica della sostenibilità. Se ne è discusso lo scorso 30 maggio in un incontro a Milano nell’ambito del Salone della CSR, _Dal Dire al Fare._

La nuova frontiera della comunicazione in tema di responsabilità sociale d’impresa è, senza dubbio, il Reporting Integrato. Tanti ne parlano ma pochi lo conoscono, per dirla con le parole scelte per il convegno sul tema promosso e curato dal gruppo di lavoro Ferpi dell’Oscar di Bilancio sulla rendicontazione integrata nell’ambito del Salone della Responsabilità sociale d’impresa Dal Dire al Fare.
L’incontro, organizzato con l’obiettivo di fare il punto della situazione sul Reporting Integrato ha rappresentato un significativo momento di confronto sullo stato dell’arte nel nostro Paese. Cosa si sta facendo, quali sono le diverse posizioni a livello internazionale, chi e come in Italia sta approfondendo i diversi problemi legati alla adozione del One Report e quali aziende italiane hanno già avviato un progetto di integrated reporting nella propria rendicontazione annuale.
Le prime linee guida sul Reporting Integrato sono scaturite dall’Accounting for Sustainability Project e poi raccolte nel testo One Report e dalla conferenza di Harvard di Bob Eccles e poi Mervyn King con il Reporting Integrato obbligatorio per le società quotate in Sud Africa, diversi contributi coordinati dall’A4S ed infine da un framework ad hoc realizzato dalla IIRC che ha contribuito ad arricchire i contenuti, la consapevolezza e l’impegno sulla questione. Ad oggi è ormai chiaro che parlare di Reporting Integrato è il passo finale di un approccio di management e di pensiero integrato nella governance delle organizzazioni complesse. Reporting Integrato significa rendicontazione integrata dei diversi aspetti della governance: economica, sociale e ambientale in un’ottica multistakeholder.
Oggi c’è un organismo deputato allo sviluppo del Reporting Integrato, all’elaborazione delle linee guida e al confronto internazionale sul tema: l’International Integrated Reporting Committee (IIRC).
Il lavoro dell’IIRC riflette e tenta di individuare un giusto equilibrio tra i diversi contributi e suggerimenti (infatti coinvolge attivamente A4S, Eccles, King e molti altri) al fine di sviluppare un quadro comune di riferimento e accrescere la consapevolezza e l’impegno sull’Integrated Reporting per favorire la sua adozione da parte di società e gli investitori.
L’evento, voluto fortemente da Rossella Sobrero, Amministratore Delegato di Koinetica, società organizzatrice del Salone, ha messo a disposizione del gruppo Ferpi – Oscar di Bilancio Rendicontazione Integrata la possibilità di realizzare l’evento dedicato a questo tema, sugellato da una grande partecipazione di professionisti, che ha dimostrato il crescente interesse per l’argomento.
L’incontro è stato introdotto da Toni Muzi Falconi che ha delineato lo scenario internazionale in cui è maturato il progetto dell’integrated reporting e la situazione italiana, dando poi la parola a Superna Khosla, Relationship Director dell’International Integrated Reporting Council che ha raccontato lo stato dell’arte del One Report nel mondo offrendo alcuni spunti interessanti di riflessione, e ha poi ringraziato Gherarda Guastalla Lucchini Segretario Generale dell’Oscar di Bilancio e tutte le associazioni professionali che hanno offerto in questi anni il loro contributo al Gruppo di lavoro dell’Oscar di Bilancio sulla Rendicontazione Integrata per le iniziative realizzate e i risultati ottenuti nella costruzione di consapevolezza sul tema Integrated Reporting in Italia già a partire dal 2010. Superna ha anche illustrato i prossimi passi del IIRC che sarà attivamente presente e coinvolto già al Summit di Rio +20 e si propone di pubblicare una prima bozza di Integrated Reporting Framework nella prima metà del 2013. Priorità dell’IIRC a livello internazionale e locale è incrementare il livello di attenzione sull’Integrated Reporting per promuoverne l’adozione da parte di aziende e investitori.
L’evento è riuscito a mettere attorno allo stesso tavolo tutti coloro che, a diverso titolo, stanno lavorando allo sviluppo sul progetto chiamati a fare il punto sull’evoluzione e le prospettive dell’Integrated Reporting in Italia e all’estero. Vi proponiamo una breve sintesi dei rispettivi interventi.
Mario Molteni, docente alla Università Cattolica di Milano, ha illustrato il punto di vista dell’Università sul tema Integrated Reporting sottolineando la necessità di sviluppare un’elaborazione allineata con quanto avviene a livello internazionale.
Livia Piermattei, coordinatore gruppo aziende Oscar di Bilancio Rendicontazione Integrata, ha evidenziato il punto di vista delle professioni e delle aziende che vivono l’Integrated Reporting come il punto di origine o il punto di arrivo di un profondo processo di trasformazione culturale verso l’Integrated Thinking e Management che deve coinvolgere tutte le funzioni e i processi aziendali a partire dal CEO e CFO, per giungere a Investor Relator, Comunicazione, Operation, logistica, controllo, marketing, ecc oltre che i consulenti, i revisori, i certificatori.
Domenica Di Donato, Responsabile pianificazione e reporting di sostenibilità ENI (componente del gruppo aziende Pilot IIRC – le aziende che stanno già sperimentando l’integrated reporting) ha illustrato l’esperienza dell’Eni che per la seconda volta ha pubblicato nel 2012 un Reporting Integrato che è l’occasione e allo stesso tempo il risultato di un processo di integrazione della sostenibilità nei processi e nella cultura aziendale.
Sebastiano Renna, CSR Manager SEA Aeroporti di Milano (componente gruppo aziende Oscar di Bilancio Rendicontazione Integrata) ha offerto la sua testimonianza incentrandola sulla importanza anche per aziende che non sono impegnate nel reporting integrato di seguirne comunque il processo di elaborazione. “L’obiettivo è cercare di avere un unico documento per spiegare in che modo le performance economiche sono influenzate dalle attività di sostenibilità". Per Renna si tratta “di un lavoro molto impegnativo che vedrà le aziende sotto pressione per i prossimi anni”.
L’Italia, però, secondo Patrizia Rutigliano, presidente Ferpi, “è stata molto proficua dal punto di vista della ricerca, dello studio e della nascita più o meno spontanea di gruppi di lavoro che stanno andando in questa direzione”. Se ci confrontiamo con gli altri paesi, dunque, aggiunge la Rutigliano, “il livello di preparazione, grazie alle grandi imprese che stanno lavorando su questo tema è molto elevato e questo inizia ad essere riconosciuto. Sicuramente siamo sulla strada giusta”.
Ne è convinta anche Gina Di Cecco, responsabile della CSR della De Cecco sottolineando che l’azienda “è partita nel 2008 con il primo numero del bilancio sociale. Da allora sono stati fatti passi in avanti e ci si sta orientando verso il report integrato”. In sostanza, spiega la Di Cecco, questo strumento “con l’utilizzo di indicatori dimostra l’integrazione dello status economico, sociale e ambientale di un’azienda. Noi abbiamo avviato questo percorso anche se non è ancora definito ma si va costruendo”.
Nell’adozione di questo strumento, secondo Andrea Casadei, direttore della ricerca di Bilanciarsi, network che opera in merito alle tematiche inerenti la CSR, la difficoltà è prettamente culturale anche perché, “il cambio di paradigma crea confusione. Oggi siamo ancora in una fase di informazione e ci vorranno ancora 3-5 anni affinchè l’Italia possa avere una omogeneità di pensiero su queste tematiche”.
Clicca qui per vedere il servizio realizzato da AdnKronos.
Con la collaborazione di Livia Piermattei

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