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Guardare al passato per il futuro delle Rp

04/05/2011

Uno degli eventi più seguiti degli ultimi giorni è stato il matrimonio del principe William con Kate Middleton. Un evento a cui guardare con attenzione per chiunque si occupi di comunicazione perché in grado di fornire interessantissimi spunti. La riflessione di _Heather Yaxley._

di Heather Yaxley
Gli occhi del mondo venerdì (N.d.R. 29 aprile 2011) erano tutti puntati sul Royal Wedding, con un milione di persone per le strade di Londra, due miliardi di spettatori collegati a guardare 24/7 i collegamenti televisivi e decine di migliaia di persone on line sui social media o on demand dopo l’evento. Si è trattato di un evento mondiale in cui le opportunità per le relazioni pubbliche erano evidenti in ogni momento della giornata – se non altro per mostrare il fasto inglese con un tocco contemporaneo.
Forse la visione degli ospiti reali che sbarcavano da una flotta di minibus era un po’ goffo come simbolo di austerità. Ma le carrozze con soldati a cavallo sono stati fonte di una magnificenza che attrarrà turisti anche in futuro, mentre l’informalità della coppia di sposini su una Aston Martin DB6 Volante del 1969 del principe Carlo ha sottolineato uno stravagante sense of humor molto “british” (un altro prodotto da esportazione di vecchia data).
Siamo piuttosto ferrati per quanto concerne l’eccentricità ed abbiamo avuto folgoranti esempi durante il Royal Wedding che hanno fatto il giro del mondo sui social media – l’ accigliata bimba coronata di fiori , il cappello della principessa Beatrice, il poliziotto ballerino ed il salto mortale del sagrestano.
Certo, la nostalgia, l’eredità e gli echi del passato forniscono grandi veicoli (letteralmente, in questo caso) per le narrazioni che sono il cuore delle attività di Rp. Un elemento chiave di comprensione e di posizionamento per qualsiasi organizzazione o brand è avere “uno sguardo indagatore al passato” (come auspicato da Cutlip ed altri) ed una prospettiva storica sulla storia da raccontare.
L’evento globale del Royal Wedding mi ha rammentato un simile evento internazionale, la Grande Esposizione delle Opere dell’Industria di tutti i Popoli , che si è svolta a Londra nel 1851 (celebrata anche da un Google doodle). Naturalmente, c’è un collegamento con la Casa Reale dato che la mostra era stata un’idea del marito della regina Vittoria, il principe Alberto e si è rivelato una distrazione un momento politico difficile.
Questo tipo di eventi inoltre focalizzare l’attenzione sulle storie attentamente raccontate. Il matrimonio è stata una vetrina per la monarchia moderna e per la Gran Bretagna stessa. Gran parte dell’interesse dei media si è naturalmente stato nostalgico – dai ricordi personali della principessa Diana ai video delle nozze della regina fino ai programmi che hanno mostrato monarchi di molto tempo addietro. Unioni d’amore o allenze strategiche, tutti i matrimoni reali forniscono un’opportunità per mostrare un particolare messaggio.
Allo stesso modo, la Mostra aveva lo scopo di presentare un messaggio – di innovazione e di mondo industriale moderno. La manifestazione aveva consentito a centinaia di organizzazioni di promuovere le proprie invenzioni – da una macchina per la stampa e i motori a vapore che predissero il mondo venturo, fino alle più discutibili rappresentazioni di alcuni paesi che ancor oggi rimangono controverse (come il diamante Koh-i-Noor).
Purbick mette in evidenza come quest’epoca combinasse istruzione ed intrattenimento – e fu questa atmosfera di una maggiore alfabetizzazione, industrializzazione e la necessità di coinvolgimento dell’uomo comune che vide la nascita delle moderne relazioni pubbliche sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti.
Ho cercato alcuni dei pionieri delle relazioni pubbliche di questi anni per un documento che presenterò alla seconda Conferenza Internazionale sulla Storia delle Relazioni pubbliche che si svolgerà il 6 e 7 luglio presso la Bournemouth University. Il mio interesse riguarda le origini della carriera in questo settore – e questo ha significato la necessità di comprendere il tessuto di influenze sociali e culturali, così come le circostanze e le motivazioni personali.
E’ interessante osservare coloro che furono coinvolti in attività di Rp in eventi come la Grande Esibizione del 1951 e altri quali:

l’ Esposizione Universale di Parigi nel 1889 (per la quale venne costruita la Torre Eiffel)
la Fiera Mondiale di Chicago nel 1893 (che sostiene Applebaum abbia messo in luce “il dipartimento pubblicitario più potente della storia, che sfornava incessantemente materiale per conoscere il paese ed il mondo con l’avanzamento dei preparativi della fiera”)
la Fiera Mondiale di New York nel 1939 – in cui Bernays era direttore della pubblicità e ha colto l’occasione per collegare business e democrazia
Tuttavia, uno dei problemi questo tipo di storie (specialmente aziendali e individuali) è che sono revisioniste, poiché vengono raccontate per scopi particolari. Sono consapevole della tentazione di usare le informazioni per adattare carriere ed Rp.

Nella storia delle relazioni pubbliche, è evidente che gli autori spesso vogliono lezioni da trarre da eroi e anti eroi, che vengono utilizzati per motivi illustrativi. Il messaggio sembra essere che “noi” facciamo le cose giuste, seguendo le orme dei bravi ragazzi (sì, è soprattutto una storia maschile) e dobbiamo tenere le Rp distanti da coloro che ora giudichiamo come cattivi. I libri che criticano le Rp trasformano eroi in anti eroi soltanto interpretando la stessa attività in un modo totalmente diverso.
Una lettura approfondita di questi testi rivela anche che il nostro settore ha un approccio selettivo, con l’inclusione nelle Rp di molte persone che hanno biografie completamente differenti. Intendiamoci, molti di questi hanno propri secondi fini.
Come abbiamo visto con l’attenta presentazione del Royal Wedding, insieme ai commentatori (da articoli a Twitter fino ai commenti sui media on line), tutte le comunicazioni rivelano molto su chi osserva rispetto a quelli che vengono osservati.
Io credo che possiamo dire molto sulle moderne Rp e sul loro futuro semplicemente guardando al passato. Ma mi piace essere guidata dal il messaggio che recita: “Gli oggetti negli specchietti sono più vicini di quanto appaiano” poiché quello che sembra essere avvenuto molto tempo ha echi sorprendentemente attuali. Ma sono anche consapevole che l’immagine nello specchietto retrovisore è il mio punto di vista e io quindi compia una scelta personale sulla direzione da prendere. Tuttavia, voltarsi indietro è uno spunto fondamentale per muoversi in avanti nelle Rp.
Tratto da PR Conversations

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