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I giornali sono morti. Viva i giornali (Web)

26/04/2005

Il futuro del giornalismo secondo Rupert Murdoch: il boss di News Corp. analizza la fuga di lettori dai giornali cartacei avvenuta negli ultimi anni, predice la fine dell'autorità tradizionalmente attribuita ai giornalisti, invita a cavalcare la tigre del Web e dei blog.

E' un discorso illuminato e moderno quello tenuto da Rupert Murdoch al congresso dell'Associazione Americana dei Direttori Generali (American Society of Newspapers Editors). E' un intervento che non sembra provenire da un settantacinquenne, squalo del Times, re del circuito Sky, potente e vecchio quanto basterebbe per tapparsi gli occhi di fronte alla rivoluzione dei media.Rupert Murdoch davanti all'America dei media pronuncia parole spietate: parla di un futuro dove ci sarà tanto audio e video, sport e informazione locale; un futuro dove non avrà più senso il tempo in termini di mattino o sera, ma avrà sempre più senso l'ora e adesso; un futuro di giornali on demand, tempestivamente aggiornati; un futuro in cui la lettera al direttore verrà sostituita dalla possibilità data ai lettori di intervenire attraverso lo strumento blog.Il Tycoon australiano parte dagli studi della Media Consumption: nel 1964 un americano su cinque leggeva i giornali; oggi solo due su cinque. Il grande esodo è un fenomeno che interessa soprattutto i giovani, sempre più disinteressati ai vecchi media (come conferma il rapporto del Carnegie Corporation). Il magnate di Sky si autodefinisce un digital immigrant, ma specifica che per i digital native come le sue giovani figlie è necessario più che mai cambiare linguaggio da parte dei giornali. Il lettore non vuole più essere controllato, ma controllare.Murdoch delinea un domani di grandi rivoluzioni per l'informazione e le fotografa con precisione, confermando il mantra ripetuto da anni dai pionieri della Rete: il quotidiano è sul viale del tramonto, a meno che le news non si sposteranno sulla Rete, prendendo in prestito tutti gli strumenti di dialogo, aggiornamento e partecipazione dal basso che questa offre. La ricetta sta in un giornale confezionato su misura per il lettore, che sceglierà le notizie, il momento e il modo in cui leggerle. Parola di Murdoch, che nei giornali online non ha mai creduto più di tanto, ma che ha capito quanto gli utenti siano pronti ad assorbire i cambiamenti (a cominciare dal Times, accettato in men che non si dica in formato tabloid).Emanuela Di Pasqua-Totem

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