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Il patrimonio che produce ricchezza

10/05/2010

DNA Italia, il primo salone italiano dedicato alle tecniche, tecnologie e metodologie per la conoscenza, conservazione, fruizione e gestione del Patrimonio Culturale sarà protagonista a Torino.

L’Italia è uno straordinario museo a cielo aperto, un’esposizione permanente di capolavori d’arte e di architettura che attraversa e intreccia il territorio, da nord a sud. Un capitale inestimabile per notorietà, varietà e diffusione, ma anche e sempre di più un patrimonio capace di produrre ricchezza, creare sviluppo, crescita economica e nuova occupazione per i giovani.
Lo conferma il recente studio realizzato dall’ Istituto Guglielmo Tagliacarne, su impulso di Unioncamere e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha dimostrato come in Italia le attività connesse alla valorizzazione e promozione del Patrimonio Culturale costituiscano una vera e propria filiera produttiva, con un impatto positivo non solo sul piano dell’immagine e del ruolo internazionale del Paese, ma anche sull’economia. A parlare sono i numeri: il settore produce un valore aggiunto di circa 167 miliardi di euro, assorbe 3,8 milioni di occupati e conta (oltre agli operatori pubblici) circa 900.000 imprese. E sempre più consistente è il peso che il settore esercita sull’economia italiana: il 12,7% in termini di valore aggiunto e il 15,4% in termini di occupazione.
Un vero e proprio universo, sempre più ampio e diversificato, in cui agiscono e interagiscono imprese private e istituzioni, comunicazione e tecnologia, tradizione e creatività, artigianalità e nuove professioni. Oltre al turismo e alle attività commerciali collegate, si stanno affermando le professioni connesse alla catalogazione, al recupero, alla tutela e valorizzazione dei Beni Culturali, dove si richiedono e sviluppano sempre più spesso figure specializzate e tecnologie dedicate.
Sempre secondo i dati pubblicati dallo studio Tagliacarne, dal 2001 allo 2006 il settore ha avuto una crescita superiore al totale dell’economia, sia in termini di valore aggiunto, +4,3% contro +3,5% in media annuale, sia di occupazione, +2,9% contro +1,3%. Il profilo che ne emerge è quello di un settore dove circa la metà dei suoi operatori (49,4%) è significativamente coinvolta nel processo culturale e dove le aziende interessate si affermano come eccellenze, future rappresentanti di un “nuovo” Made in Italy, che, rispetto alla media degli altri settori, manifesta un maggiore orientamento all’innovazione tecnologica.
La cultura, inoltre, e dunque tutto il suo indotto economico, non è solo il settore che – come confermano i dati presentati a dicembre 2009 da Federcultura – ha retto più di altri alla crisi, ma che si candida a essere uno dei fattori trainanti della ripresa.
Da qui nasce l’idea di DNA Italia, il primo salone italiano interamente dedicato alle tecniche, tecnologie e metodologie per la conoscenza, conservazione, fruizione e gestione del Patrimonio Culturale. Al Lingotto Fiere di Torino, dal 1 al 3 ottobre 2010, DNA Italia, grazie a un’innovativa formula espositiva tesa a valorizzare contenuti ed esperienze, ospita i progetti, i materiali, le tecnologie d’avanguardia di tutti quei soggetti già operanti nel settore, ma anche di quelle imprese che oggi producono innovazione applicabile al Patrimonio Culturale.
Le tecnologie per il suono e l’illuminazione utilizzate per creare modalità innovative di lettura delle opere d’arte o nuovi percorsi all’interno dei contesti urbani, la sensoristica applicata alla messa in sicurezza degli edifici storici, la diagnostica e l’imaging per le indagini e il restauro delle opere d’arte, i nuovi sistemi di catalogazione per le biblioteche o per archivi storici, il multimediale e il digitale come nuova modalità di fruizione dei contenuti, fino alle tecnologie spaziali per verificare l’agibilità dei luoghi, sono solo alcuni degli esempi delle innovazioni presentate al Salone DNA Italia.
Una grande opportunità per progettare insieme un futuro di progresso e di crescita economica per il mondo della cultura e dell’impresa, rileggendo il rapporto fra Beni Culturali e innovazione alla luce delle nuove prospettive che suggerisce la contemporaneità. Un’occasione unica per riunire in un sistema sinergico le tante realtà che operano nell’ambito del settore Beni Culturali, per raccontarle, farle incontrare, conoscersi e riconoscersi come appartenenti a un’unica filiera.
DNA Italia non è solo un momento espositivo. Un programma culturale IN e OFF completa il Salone con ulteriori contenuti e fornisce interessanti spunti di riflessione e confronto tra i suoi operatori, aprendosi allo stesso tempo ai non addetti ai lavori. Oltre al programma di incontri, laboratori, workshop sui temi di Cultura ed Economia, Comunicare il Territorio, Turismo Culturale e Urbano, Beni Culturali e Tecnologia, Nuove Professionalità e Case History, previsti all’interno del salone, DNA Italia coinvolge attivamente la città che lo ospita e gli attori culturali presenti sul territorio con un programma parallelo esterno.
Il progetto DNA Italia è già una realtà sul web: il sito dell’evento, attivo dal mese di novembre, punta a diventare, parallelamente al Salone, un luogo di fertile scambio di informazioni e opinioni sul settore, un laboratorio multimediale di idee e contenuti cui attingere anche per integrare e ampliare con contributi esterni la programmazione culturale del Salone e del territorio.

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