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Internet e controllo: la guerra Americana sbarca in rete

18/04/2006

L'Information Operations Roadmap pianifica nel dettaglio la battaglia dell'informazione prossima ventura

Mentre gli Stati Uniti continuano a dare la caccia agli uomini di Al-Qaeda, stanno prendendo forma altre battaglie su nuovi fronti: il Pentagono sta pianificando la guerra del terrore attraverso internet, giornali e persino cellulari. Le notizie arrivano da Neil Mackay, redattore investigativo dello scozzese Sunday Herald.
Il giornale racconta di un mondo dove le guerre vengono combattute attraverso l'internet; dove i programmi della televisione e i reportage dei giornali vengono suggeriti dall'esercito allo scopo di confondere la popolazione. E dove un potere straniero armato fino ai denti di tecnologie è in grado di interrompere a suo piacimento le attività di computer, telefoni, radio e televisioni. Secondo Neil Mackay nel 2006 stiamo giusto entrando in un mondo come questo. Siamo in un'epoca di guerra all'informazione e di guerra combattuta attraverso l'informazione. I dettagli del nuovo programma che potrebbe pesantemente entrare nelle nostre vite sono contenuti nel documento The Information Operations Roadmap commissionato e approvato dal segretario della difesa Donald Rumsfeld, in questi giorni anche al centro di pesanti accuse per aver autorizzato tattiche di interrogatorio che avrebbero portato alle torture e agli abusi sui prigionieri di Guantanamo.
Lo stanziamento, già firmato del Pentagono per mettere in pratica il programma, sarà di 383 milioni di dollari. Una vera e propria rivoluzione del concetto di guerra, come dichiarato da fonti dell'esercito e dei servizi segreti negli Usa.
Ecco i nuovi futuri sviluppi nell'approccio dell'America alla guerra:
1) guerra contro l'internet, per dominare la sfera delle comunicazioni, prevenire attacchi digitali negli USA e nei paesi suoi alleati, e per essere in grado di prevalere durante attacchi cibernetici lanciati contro i propri nemici; 2) operazioni militari psicologiche [psychological military operations], conosciute con il termine di psyop, al centro delle future azioni militari. Le psyop implicano il ricorso ad ogni tipo di media - giornali, libri etc. fino a internet, musica, PDA, Blackberry e palmari in genere - per diffondere propaganda che assista le azioni dei governi e la strategia militare. Le psyop implicano la diffusione di bugie e di storie false nonché la pubblicazione di informazioni che abbiano il solo scopo di sviare il nemico;3) assunzione del pieno controllo dello spettro elettromagnetico della terra da parte degli USA, per permettere ai pianificatori di dominare cellulari, PDA, web, radio, televisione e altre forme di comunicazione. Questo potrebbe comportare per interi paesi il vedersi negato l'accesso alle telecomunicazioni con il semplice click di un interruttore da parte degli USA. I sostenitori della libertà di espressione sono sconvolti da questa nuova dottrina, ma i pianificatori dell'esercito e i membri della comunità dei servizi segreti hanno abbracciato l'idea definendola un necessario sviluppo nel combattimento moderno. Questa svolta nella guerra all'informazione sembra essere un'estensione delle politiche della Casa Bianca neo conservatrice di Bush, già pianificata nel settembre del 2000 nell'adesso noto documento Rebuilding America's Defences di cui è autore il Project for the New American Century [PNAC], un think tank composto da alcuni dei guru della presidenza Bush. Nel documento si sosteneva che l'America aveva bisogno di un progetto per mantenere la preminenza globale statunitense, per precludere la crescita di un grande potere rivale, e capace di modellare la sicurezza internazionale in linea con i principi e gli interessi americani. Il PNAC è stato fondato da Dick Cheney, il vice-presidente; da Donald Rumsfeld, il segretario della Difesa; dal fratello più giovane di Bush, Jeb; da Paul Wolfowitz, ex primo segretario di Rumsfeld e adesso a capo della Banca Mondiale; e da Lewis Libby, l'ex capo dello staff di Cheney, e adesso accusato negli Stati Uniti di spergiuro.  Il Rebuilding America's Defences parla anche della necessità di assumere il pieno controllo di internet. Il documento ammette che gli USA sono vulnerabili nei confronti della guerra elettronica. "I network stanno crescendo più velocemente della capacità che abbiamo di poterli difendere", fa notare il documento. "La sofisticazione e la capacità di nazioni stato di degradare sistemi e operazioni di network sta rapidamente crescendo." Il documento afferma che la prima priorità per l'esercito USA è che "il dipartimento [della difesa] deve essere preparato a combattere la rete". Internet viene visto dal Pentagono alla stessa stregua di un nemico di stato e questo perché può essere usato per propagandare, organizzare e scatenare attacchi elettronici su cruciali obiettivi statunitensi.
Dopo la guerra elettronica, ecco le operazioni psicologiche: "Le forze militari devono essere meglio preparate all'uso delle psyop in sostegno delle operazioni militari." E' risaputo che il Dipartimento di Stato, che svolge le funzioni diplomatiche degli USA, è preoccupato dalla crescita di tali operazioni che potrebbero danneggiare la diplomazia americana se venissero scoperte da stati stranieri. Altri esempi di guerra all'informazione che sono compresi nel documento includono la creazione di vere e proprie "Squadre della Verità", la cui funzione dovrebbe essere quella di fornire informazione pubblica quando pubblicità negativa, come quella relativa allo scandalo delle torture di Abu Ghraib, colpisce le operazioni statunitensi, e la messa a punto di "Show Umanitari", che parleranno del sostegno dell'America per la democrazia e la libertà. E il Pentagono, conclude Neil Mackay citando il documento, vuole anche prendere a bersaglio un "ampio raggio di media stranieri e di audience selezionate", con lo stanziamento di 161 milioni di dollari la cui funzione sarà quella di sostenere la pubblicazione di articoli pro-USA nei media oltremare.
N.C. 

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