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Intorpiditi dai media

18/05/2004

L'uso prolungato e continuo dei media, qualsiasi essi siano, può produrre le stesse risposte emotive, psicologiche e persino chimiche di una sostanza stupefacente e può far emergere una vera e propria dipendenza che ricorda sorprendentemente i disordini alimentari.

L'allarme proviene dagli esperti, i quali da tempo si interrogano sugli effetti della tempesta mediatica a cui sono sottoposti gli utenti.Nel tempo un uso non controllato degli strumenti mediatici può portare l'utente a confondere la realtà personale con quella raccontata, a vivere una dimensione alterata in uno stato di vera e propria assuefazione.Bob Papper, coautore di uno dei più autorevoli studi sul consumo dei media, racconta sul sito MediaPost i risultati delle sue indagini su un campione di 101 fruitori dei mezzi di comunicazione più diversi.L'alterazione dello stato mentale è amplificato dalla diversificazione dei media, secondo Papper, creando una convergenza di effetti pericolosa. Interessante, nell'analisi di MediaPost, la tabella dei consumi dei media generale, a seconda anche del tipo di utenza, della natura del media e del livello di spirito critico nell'utilizzo. Per una parte sigificativa degli intervistati giornali, tv e radio hanno un posto nella propria vita cruciale, insieme alla famiglia, al lavoro e persino al sonno. Ovviamente c'è un aspetto positivo di questo "eccesso di accesso", poichè si tratta comunque di un bombardamento di informazioni importanti. Ancora una volta è nelle modalità d'uso che si intravede l'atteggiamento patologico.
Emanuela Di Pasqua-Totem

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